“L’ultimo miglio prima del precipizio. Questa volta definitivo. E senza alcun paracadute lanciato in soccorso fuori tempo massimo”. Lo dice Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto siderurgico di Taranto, a proposito della crisi dell’ex Ilva. “Se si volesse utilizzare una metafora sull’Ilva, crediamo questa possa essere la più convincente. La più veritiera. Il ministro Urso, nell’ambito dei lavori di Assarmatori, ha confermato come nessun altro prestito-ponte potrà essere autorizzato dall’Europa. Tradotto: lo Stato vorrebbe concedere nuove linee di finanziamento, ma non può. Non è più legittimato a farlo. Invece - prosegue Aigi - durante l’incontro con i sindacati metalmeccanici, il ministro delle Imprese ha ribadito quanto importante sia ricercare una convergenza ampia tra tutti i livelli istituzionali. Un atto di responsabilità, per così dire, plurale. Ma la responsabilità evocata sembra mancare in questa vicenda” afferma Aigi. E prosegue: “Si reiterano gli errori di sempre. S’inciampa sulle norme, si equivoca sulla legislazione di settore. La più grande crisi industriale del Paese trattata alla stregua di una telenovela sudamericana. Con imprese e lavoratori vittime sacrificali di questa servante stasi. Il mancato dissequestro dell’altoforno 1 da parte della magistratura alimenta questa confusione tra poteri dello Stato. Un’inerzia che rinvia il momento delle scelte definitive”. “La linea di Aigi - dice l’associazione che raggruppa le realtà dell’indotto - resta immutata: pace istituzionale che consenta di trovare una soluzione condivisa consentendo a ciascuno degli attori di assumere il proprio pezzo di responsabilità. La vendita dell’industria siderurgica ad un privato. L’ingresso dello Stato. Compartecipazioni pubblico-private. La destinazione dei nuovi Fondi di Sviluppo e Coesione perché l’Italia, Taranto, rilanci la propria vocazione manifatturiera. Fare presto. Fare bene - auspica Aigi -. Il tempo volge al termine. E il precipizio si avvicina sempre più”.
Mercoledì, 17 Giugno 2026 14:56
EX ILVA/ Indotto, siamo all’ultimo miglio prima del precipizio In evidenza
Scritto da Redazione1
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Economia, Lavoro & Industria
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