Mercoledì, 20 Maggio 2026 07:17

OMICIDIO A TARANTO/ Svolta l'autopsia: Sako vittima di tre ferite da taglio In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Tre ferite da taglio non sanguinanti, due al torace e un’altra alla regione addominale destra, compatibili con lesioni profonde e con un grave quadro di compromissione interna. È il primo responso del medico legale Roberto Vaglio dopo l’autopsia eseguita nel pomeriggio di ieri sul corpo di Sako Bakari, il 35enne immigrato del Mali, bracciante agricolo, che all’alba del 9 maggio è stato ucciso a coltellate da un 15enne nella città vecchia di Taranto dopo essere stato aggredito e picchiato da un gruppo di altre cinque persone, di cui tre minori e due maggiorenni. Per tutti e sei, i gip del Tribunale dei minori e del Tribunale ordinario, pur non convalidando i provvedimenti di fermo, hanno comunque disposto la loro permanenza negli istituti minorili di pena per i minori e in carcere per i due maggiorenni. Gli avvocati delle persone accusate di omicidio hanno nominato dei consulenti per l’autopsia e il medico legale ha preso 60 giorni di tempo per redigere la relazione da consegnare all’autorità giudiziaria e altrettanti il perito per estrapolare la copia forense circa i dati dei cellulari delle persone coinvolte nel delitto e delle immagini della videosorveglianza del bar di piazza Fontana, dove Sako aveva cercato rifugio dopo l’aggressione venendo invece respinto dal titolare dell’esercizio commerciale insieme ai suoi aggressori. A causa delle coltellate, Sako Bakari morirà in piazza poco dopo essere uscito dal locale. Il titolare del bar é stato indagato per favoreggiamento e il locale chiuso dal questore di Taranto per 60 giorni sia per le vicende collegate al delitto del giovane immigrato, che per la presenza di pregiudicati con vari reati a carico riscontrata nei precedenti controlli di polizia. Ripartirà da Taranto solo tra una circa settimana la salma di Bakari Sako, il bracciante 35enne, immigrato regolare del Mali, che all'alba del 9 maggio è stato ucciso a coltellate nella città vecchia di Taranto. Questi ulteriori giorni servono al disbrigo delle pratiche burocratiche per consentire il trasporto della salma in Mali dove vive la famiglia di Sako e dove il giovane ha due mogli in attesa entrambe di un figlio. Oggi pomeriggio, intanto, nel locale che è adibito a moschea, si è svolto un rito privato e riservato per Sako. Nessuno ha avuto accesso. Hanno assistito solo i suoi amici più stretti e qualche familiare, essendo gli altri ripartiti per il loro Paese di origine. Nel brevissimo tratto tra il carro funebre e l'ingresso del locale dove è avvenuta la cerimonia, la bara di Bako è stata trasportata dai suoi amici.

    

Ripristina impostazioni sui cookie.