La rete civica rende noti gli sviluppi relativi al procedimento in corso al TAR di Bari sul dissalatore sul fiume Tara. In data 14 maggio il TAR di Bari ha pronunciato l’ordinanza con cui è stata respinta l’istanza di sospensione dei lavori.
Attraverso il ricorso proposto- si legge in una nota- oltre a contestare gli aspetti relativi all’iter di rilascio dell’autorizzazione definitiva, era stata avanzata infatti un’istanza cautelare, ossia la richiesta di sospensione dei lavori fino alla decisione definitiva del TAR.
Tale richiesta era stata presentata allo scopo di prevenire, o quantomeno contenere, i danni attualmente in corso derivanti dalle attività di cantierizzazione: danni ambientali, sociali ed economici. L’udienza del 12 maggio era stata quindi dedicata alla discussione di questa richiesta.
Le motivazioni poste a fondamento dell’istanza cautelare - prosegue la nota- evidenziavano un danno concreto, attuale e documentato. I vizi dell’iter autorizzatorio risultano molteplici e concorrono a delineare l’autorizzazione definitiva come il risultato di un procedimento carente sotto diversi profili istruttori e valutativi.
Sono state portate all’attenzione del Collegio, con precisione e puntualità, numerose criticità, tra cui:
• la trasformazione materiale e irreversibile dei luoghi dovuta alla cantierizzazione;
• la precaria, o in alcuni casi inesistente, gestione delle interferenze tra le condotte idriche previste e i metanodotti SNAM già esistenti, con i conseguenti rischi per la sicurezza;
• l’utilizzo della tecnica di scavo del microtunneling in un’area classificata SIN, con il rischio concreto di mobilizzazione delle sostanze contaminanti presenti nel sottosuolo;
• le criticità evidenziate da ARPA Puglia in merito al prelievo idrico previsto e ai possibili effetti sull’equilibrio ecosistemico del Tara;
• il rischio concreto di perdita dei fondi PNRR destinati alla realizzazione dell’opera.
Nella motivazione con cui il Tar ha respinto l'istanza- prosegue la nota- si legge che “…non si ravvisano gli elementi del prospettato danno grave e irreparabile… soprattutto in previsione della stagione estiva, sulle esigenze di approvvigionamento di adeguate risorse idriche nell’area interessata.”
Nella motivazione dell’ordinanza tali profili non risultano affrontati in modo approfondito.
Secondo il TAR di Bari, la sospensione dei lavori potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico del territorio tarantino durante la stagione estiva. Ma di quale stagione estiva si parla?
AQP, rispondendo alle richieste di chiarimento avanzate dalla CIGL sulle tempistiche dell’opera, ha indicato febbraio 2027 come data prevista per la conclusione dei lavori.
E allora viene spontaneo chiedersi: quale emergenza estiva giustifica oggi il rigetto della cautelare?
Il sindacato, inoltre - conclude la nota- non dovrebbe forse preoccuparsi della tutela e dell’incolumità degli operai impegnati in un’area in cui è stata segnalata la presenza di condotte del gas non censite?

