Giovedì, 14 Maggio 2026 18:29

OMICIDIO A TARANTO/ Presidio in piazza Fontana, il presidente della comunità africana Taranto-Brindisi: Qui siamo tutti Sako In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

"Qui siamo tutti Sako, qui ci sono mille Sako. Hanno ucciso Sako Bakari, ma Sako non è morto. E noi tutti lo rappresentiamo perché sia fatta giustizia. Noi non abbiamo paura". Lo ha detto il presidente della comunità africana Taranto-Brindisi nel presidio in corso a Taranto, in piazza Fontana, nella città vecchia, dove sabato scorso è stato ucciso con tre coltellate Sako Bakari, bracciante agricolo 35enne, immigrato regolare, giunto dal Mali in Italia per lavorare. Dopodichè dalla piazza - che, nonostante la pioggia, vede partecipazione molto ampia tra immigrati ed esponenti di associazioni e movimenti che si occupano di migranti - si è levato un applauso al nome di Sako e al grido di "libertà" e "giustizia". Al presidio è presente anche il fratello di Sako Bakari, giunto a Taranto da Parigi. "E' un momento molto difficile, è una tragedia, e non doveva accadere per nessuno - hanno detto alcuni partecipanti al presidio -. Colpisce il fatto che si dica che è stato ucciso un lavoratore e non una persona, come se gli immigrati dovessero sempre dimostrare qualcosa". E ancora: "Bakari non era un numero, era una persona che aveva sogni, speranze, e che con il suo lavoro voleva vivere con dignità". "Mi aspettavo gente, ma non così tanta, questo è un momento di cordoglio collettivo della città" ha detto Enzo Pilò, dell’associazione "Babele" - che insieme a "Libera" e altre realtà ha promosso l’iniziativa -, avviando la manifestazione e introducendola con un minuto di silenzio in ricordo di Sako Bakari. "Per me è stato un atto di razzismo - ha proseguito Pilò - perché è stato preso di mira un soggetto vulnerabile, uno straniero. E noi dobbiamo essere capaci di costruire una città che esprima bellezza e non rifiuto". "Stesso cielo, stessi diritti, il rispetto non ha colore", si legge nei cartelloni esposti in piazza e portati nelle scorse ore dai bambini, mentre stasera, sul luogo dell’omicidio, sono stati deposti anche dei fiori. "Grazie per questa risposta, grazie Taranto, avete dimostrato da che parte state", hanno detto gli esponenti delle comunità degli immigrati presenti a Taranto.Sako Bakari è stato ucciso con tre coltellate da un quindicenne dopo essere stato bloccato, aggredito e picchiato da un gruppo di altre cinque persone. Oggi è stato fermato dalla Polizia un sesto componente del gruppo che ha aggredito il giovane immigrato del Mali. Si tratta di un 22enne di Taranto, mentre lunedì erano stati fermati un 20enne - oggi interrogato dal gip, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere - e quattro minori, tra i quali colui che ha ucciso Sako Bakari. Nei confronti di tutti e sei i fermati, l’accusa è di omicidio aggravato.

    

Ripristina impostazioni sui cookie.