Accanto all’ampio sconcerto per la morte di Sako Bakari, il 35enne del Mali, bracciante agricolo e immigrato regolare, ucciso sabato scorso a Taranto a coltellate da un 15enne e prima aggredito e picchiato da un gruppo di cinque persone, quasi tutti minori, in queste ore compaiono sui social anche reazioni di vicinanza ai giovanissimi che ieri nel tardo pomeriggio sono stati fermati dalla Polizia, su disposizione della Procura, poiché indiziati di omicidio. Non si fanno nomi, ma il contenuto dei post è inequivocabile. Tra i diversi messaggi, uno dice: “Una presta libertà fratelli miei, vi amo”. Accanto alla scritta, compaiono un cuore e una goccia di sangue. Il post contiene anche le foto di quattro ragazzi - che probabilmente potrebbero essere gli stessi fermati - il cui volto è però schermato. E c’è pure chi scrive: “Siamo nati e cresciuti insieme. Venuti dal buio, ci siamo creati una figura e una reputazione sulle nostre spalle. Abbiamo affrontato la vita da adulti prima del tempo. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, semmai il contrario. C’è tempo per recuperare la vita lunga e non abbiamo nulla da temere. Il nostro obiettivo è ritrovarci l’uno con l’altro. Il carcere non ci separa, anzi imparate a nuotare che qui fuori gli squali sono tanti”. E sotto compare la dicitura “Taranto vecchia”.
Martedì, 12 Maggio 2026 18:47
OMICIDIO A TARANTO/ “Una presta libertà fratelli miei, vi amo”, in rete corre la vicinanza ai 5 fermati In evidenza
Scritto da Redazione1
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Cronaca, Politica & Attualità
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