Sabato, 09 Maggio 2026 17:23

EX ILVA/ USB: 60 lavoratori messi in cassa senza termine con un whatsapp In evidenza

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Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha inviato ai dipendenti addetti al treno lamiere del siderurgico di Taranto una comunicazione, con un messaggio whatsapp, con cui annuncia il ricorso alla cassa integrazione a ore zero senza termine finale. Circa 60, annuncia il sindacato Usb, sono i destinatari del reparto Treno Lamiere, di cui 25 addetti alla manutenzione e 15 preposti alla sicurezza dell’impianto. “Oltre il danno, la beffa, perché questo accade proprio nel momento in cui ci si aspettava dall’azienda un intervento efficace a tutela della sicurezza dei lavoratori su impianti e strutture, soprattutto nei reparti che presentano, con evidenza, grandissime criticità” commenta il sindacato. Per il quale “questo accade a pochi giorni dal grave episodio avvenuto proprio al reparto Pla/2 (Treno Lamiere), dove un cappellone industriale installato a oltre 20 metri di altezza - dice Usb riferendosi al crollo di una lampada per l’illuminazione del reparto - è precipitato all’interno del capannone, sfiorando quella che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia sul lavoro all’interno dell’ex Ilva”. Per Usb, “difronte ad un evento gravissimo che solo per puro caso non ha provocato vittime, la risposta aziendale sembra quindi essere non quella di investire sul ripristino delle condizioni minime di sicurezza sul lavoro, ma quella di mandare a casa i lavoratori in cassa integrazione. Una scelta che appare ancora più incomprensibile, considerando che gli obblighi di sicurezza e manutenzione sono previsti dalla normativa anche con riferimento agli impianti fermi o non marcianti”. “Come Usb - dice il sindacato - denunciamo da tempo le condizioni critiche del reparto Treno Lamiere: strutture deteriorate dall’usura e dagli agenti chimici, coperture ormai ridotte a un colabrodo e infiltrazioni continue che, nelle giornate di pioggia, come è accaduto nelle ultime ore, riversano enormi quantità d’acqua all’interno del capannone e direttamente sugli impianti”.

    

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