“1 Maggio Taranto è una manifestazione totalmente autogestita, totalmente autoprodotta. Chi decide di venirci a trovare qui, aderisce a un progetto, aderisce a un’iniziativa che resta popolare. Gli artisti che decidono di venire qui, vengono per sostenere la causa. Non hanno alcun motivo promozionale, nessuno degli artisti viene qui per promuovere un disco”. Così l’attore e regista Michele Riondino spiega le finalità di 1 Maggio Taranto, l’evento in corso al parco archeologico delle mura greche promosso dal comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Finalità che nella città dell’ex Ilva riguardano i diritti, lavoro, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale, ma anche temi più ampi come la pace o questioni internazionali come quelle che riguardano Cuba, Iran e Palestina. Riondino é uno dei direttori artistici della manifestazione insieme al cantautore Diodato, al musicista Roy Paci e alla giornalista Valentina Petrini. “1 Maggio Taranto - ha affermato Riondino - é diventato di dominio pubblico a livello nazionale. É una manifestazione che viene osservata e ammirata anche perché nascendo da una vertenza locale, ha poi preso spazio nell’opinione pubblica. È inevitabile che notizie di realtà contemporanee come la guerra, le diverse guerre, gli autoritarismi, siano oggetto di attenzione e se ne parli. Bisogna partire dal piccolo per poi vedere gli effetti delle azioni che avvengono nel piccolo, in tutto il mondo. Le guerre sono determinate anche dall’abuso del potere di chi pensa di far tutto e anche sulle spalle della gente”. “Questo - ha proseguito Riondino - è un evento che é nato dal basso e resta ancorato al suolo senza nessuna velleità”. Brunori Sas, Subsonica, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario, sono alcune delle voci del mondo della musica ospiti oggi a Taranto. Per la società civile sono invece presenti Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione nei territori palestinesi occupati, Emergency, Amnesty International, e Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena. I temi del lavoro, diritti e sicurezza saranno trattati sul palco dal comitato “Liberi e Pensanti” che annuncia anche la presenza di Maria Teresa Daprile, vedova dell'operaio Ilva Claudio Salamida, morto in un incidente sul lavoro avvenuto in fabbrica lo scorso 12 gennaio. La vedova sarà accompagnata dall’avvocato Ornella Tripaldi, legale che l’assiste nella vicenda. Il concerto-evento di Taranto ha avuto lo start nel primo pomeriggio, dal 2013 unisce musica, impegno civile e partecipazione attiva sui temi del lavoro, della salute e dei diritti, é nato all’indomani del sequestro, da parte della Magistratura, a luglio 2012 dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto per reati ambientali e su questi temi si è via via sempre più caratterizzato. La manifestazione di Taranto, che richiama diverse migliaia di persone, vede la direzione artistica del cantautore Antonio Diodato, del musicista Roy Paci, della giornalista Valentina Petrini e dell’attore e regista Michele Riondino. “Nato dal basso, l’evento - si afferma - rappresenta oggi uno dei momenti culturali e sociali più significativi del Paese, capace di coniugare performance artistiche e riflessione collettiva, mantenendo al centro le istanze del territorio tarantino e creando un ponte con le principali ferite internazionali che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso: da Cuba all'Iran e alla Palestina, nell'anno del quindicesimo anniversario della morte dell'attivista Vittorio Arrigoni, ucciso brutalmente nella Striscia di Gaza. Non è infatti casuale la scelta del cuore pulsante del documento politico 2026: ‘Restiamo umani’. Un messaggio - concludono i promotori dell’iniziativa di Taranto - che richiama l’urgenza di resistere alle disuguaglianze e alle tensioni del presente, promuovendo diritti, solidarietà e dignità”.

