Venerdì, 01 Maggio 2026 10:01

VESTAS -TARANTO/ Uilm: lavoratori licenziati alla vigilia 1 Maggio In evidenza

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Licenziati alla vigilia dell’1 Maggio. È accaduto a Taranto nell’azienda Vestas Italia che si occupa di assistenza e service per gli impianti dell’energia eolica e che fa parte del gruppo danese Vestas tra i leader nel settore e attivo nella costruzione di pale e turbine. I licenziati sono 4, si apprende da fonti Uilm, di cui tre ingegneri e l’azienda avrebbe motivato il licenziamento con la soppressione della postazione di lavoro. In Vestas Italia, afferma la Uilm, le “persone trattate come codici a barre. Apprendiamo, ancora una volta e nostro malgrado, di come Vestas Italia continui ad agire con una disinvoltura inaccettabile sul piano umano e sindacale, procedendo a licenziamenti come se le persone fossero semplici numeri, codici a barre da spuntare e archiviare. Un atteggiamento che non condividiamo, non giustifichiamo e non condivideremo mai. Parliamo di un’azienda - dice la Uilm - che vende, produce, genera profitti e si presenta come leader globale del settore. Eppure, quando si tratta di relazioni umane prima e sindacali poi, sembra non conoscere confini né limiti: decisioni unilaterali, comunicazioni improvvise, totale assenza di confronto preventivo con la rappresentanza dei lavoratori. È un modo di operare che calpesta la dignità delle persone e svuota di significato il ruolo delle relazioni industriali”.

Per la Uilm, “non è accettabile che in un’azienda di queste dimensioni e con questi risultati economici si continui a trattare i lavoratori come elementi sacrificabili, anziché come professionisti che contribuiscono ogni giorno alla crescita dell’impresa”. Il sindacato metalmeccanici della Uil chiede il “rispetto delle persone” e “prima di ogni altra cosa, trasparenza e confronto preventivo su ogni procedura che impatta sulla vita dei lavoratori relazioni industriali vere, non formali né occasionali fine immediata delle decisioni unilaterali che ignorano ruolo e prerogative sindacali. Vestas Italia deve comprendere che non può continuare a muoversi come se il sindacato fosse un ostacolo o un optional”. Vestas Italia nei mesi scorsi é stata al centro di uno scontro con i sindacati metalmeccanici a seguito della decisione aziendale di chiudere una parte delle attività a Taranto, quelle relative al magazzino, trasferendole in Basilicata a San Nicola di Melfi (Potenza). Ci sono state diverse ore di sciopero, i lavoratori hanno anche manifestato sul tetto del capannone dell’azienda, e poi, attraverso una serie di incontri e anche la mediazione della Regione Puglia, si e arrivati ad una soluzione che ha visto gli addetti a rischio di trasferimento (una trentina circa), transitare via via in Vestas Blades, altra società dello stesso gruppo Vestas. Quest’ultima azienda, più grande, è in espansione, si occupa, sempre a Taranto, della costruzione di pale eoliche e da più di un anno é impegnata nella realizzazione della pala eolica più grande del mondo per dimensioni. Il passaggio da Vestas Italia a Vestas Blades è avvenuto per step progressivi e coloro che non sono stati assorbiti da Vestas Blades, sono stati ricollocati diversamente nei service che Vestas Italia ha in Puglia. Adesso, però, scoppia un altro caso a Vestas Italia con i licenziamenti.  “Ancora una volta - commenta Vincenzo Maranò della Uilm -, quando si pensa di aver costruito le basi per relazioni industriali corrette e trasparenti tra organizzazioni sindacali e azienda, gli eventi dimostrano purtroppo un passo indietro. L’azienda ha proceduto al licenziamento di quattro lavoratori, attribuendo la decisione al  ‘reset globale’. Ancora una volta apprendiamo tali notizie non preventivamente dall’azienda, ma successivamente per vie indirette o direttamente dai lavoratori coinvolti. Riteniamo questo atteggiamento inaccettabile - prosegue Maranò -, soprattutto considerando che appena un’ora prima dell’attuazione dei licenziamenti, eravamo riuniti con l’azienda in un incontro nel quale era stato affrontato anche il tema del ‘reset globale’, senza che venisse fornita alcuna informazione in merito a decisioni già evidentemente assunte. Proprio in quella stessa riunione, nella quale abbiamo discusso del ‘reset globale’ e nella quale abbiamo rifiutato di sottoscrivere l’accordo relativo all’installazione di impianti di videosorveglianza nei cantieri Construction, l’azienda ci accusava di nutrire scarsa fiducia nei suoi confronti. I fatti dimostrano invece, in modo evidente, quanto le nostre perplessità e la nostra prudenza fossero pienamente fondate”. (foto di repertorio) 

Ultima modifica il Venerdì, 01 Maggio 2026 10:03

    

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