“La decisione dell’azienda di ritirare il piano industriale e procedere con misure unilaterali, tra cui la chiusura e cessione di stabilimenti e il trasferimento di produzioni all’estero, rischia di compromettere il futuro di circa 1.800 lavoratrici e lavoratori e di indebolire in maniera significativa il tessuto produttivo locale”. Lo dice il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, a proposito della crisi Natuzzi (mobile imbottito). Una crisi che impatta anche l’area del Tarantino visto che lo stabilimento Natuzzi di Laterza é a rischio. “È fondamentale ristabilire immediatamente un confronto istituzionale serio e costruttivo - dice Palmisano. Alla luce di una richiesta unanime il Mimit ha convocato tavolo
Vanno individuate soluzioni condivise che tutelino l’occupazione e garantiscano una prospettiva industriale sostenibile. Il territorio ha rappresentato per Natuzzi un riferimento importante in termini di competenze, lavoro e sviluppo. In questa fase delicata è necessario un impegno responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti”.
Alla luce di una richiesta unanime il Mimit ha convocato tavolo senza però coinvolgere le organizzazioni sindacali che hanno subito fatto sentire la loro voce attraverso una nota congiunta di Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams, Fisascat e Uiltucs.
“Apprendiamo di una convocazione delle Regioni Puglia e Basilicata da parte del Mimit, nella persona del ministro Adolfo Urso, in merito alla vertenza Natuzzi. La cosa che lascia sconcertati noi, come anche le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo, è la totale assenza di comunicazione e il mancato invito a partecipare rivolto alle organizzazioni sindacali.
“Più volte, nelle riunioni tenutesi al Mimit - dichiarano le segreterie nazionali con
Merli, Del Carro, Fazi, Neglia, Piacquaddio e Vargiu- abbiamo richiesto la presenza del
Ministro in una vertenza che ogni giorno appare più delicata e complessa, ma mai nessuno ha dato seguito a questa richiesta. Ora apprendiamo dalla stampa della
convocazione giunta dal Ministro alle Regioni Puglia e Basilicata e dell’esclusione delle Organizzazioni Sindacali da quel tavolo. Riteniamo la cosa gravissima – prosegue la
nota – anche alla luce degli scioperi e dei presidi di questi giorni, che sono stati partecipati dal 100% delle lavoratrici e dei lavoratori. Il successo della mobilitazione dimostra che la vertenza deve trovare una soluzione coinvolgendo ai tavoli anche le organizzazioni sindacali, auspicando che le due Regioni si facciano promotrici del nostro coinvolgimento all’incontro con il Ministro, in virtù del lavoro svolto nelle cabine di regia, per la condivisione di un vero piano industriale che mantenga l’occupazione e il lavoro in Italia. In caso contrario, la protesta non solo non si fermerà, ma proseguirà in ogni forma e in tutte le sedi che si riterranno opportune, finché non vedremo accolte le nostre richieste”.

