“Lo schema di decreto ministeriale che fissa a 1.428 unità il fabbisogno di personale dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, non è sufficiente, né risolutivo”. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, a proposito dello stabilimento industriale della Difesa che si occupa delle manutenzioni e dei lavori per le navi della Marina Militare. “Abbiamo bisogno di un ulteriore sforzo - dice il sindaco - che si traduce nella richiesta di nuove assunzioni, civili e militari, affinché venga garantita a pieno la continuità produttiva e occupazionale della Marina Militare nel territorio. Il comparto Difesa genera lavoro stabile, ecco perché in una città come Taranto, colpita da crisi industriali oramai croniche, si avverte forte l’urgenza di predisporre un serio e strutturale piano di assunzioni. Una decisione non più rinviabile”. Il sindaco chiede al ministro della Difesa, Guido Crosetto, di individuare “soluzioni condivise che restituiscano alla città di Taranto il ruolo di protagonista all’interno del rinnovato sistema di Difesa”.
La Cisl FP, con Umberto Renna, manifesta “soddisfazione questo provvedimento che salva lo stabilimento industriale dal taglio del 30% previsto dalla legge 244/12 per tutto il ministero della Difesa. Permangono, tuttavia, irrisolte le problematiche legate alla riduzione delle tabelle organiche degli altri enti del ministero della Difesa nel territorio, come confermato dal recente incontro a Roma con il sottosegretario alla Difesa. Aver difeso 1.428 posti di lavoro - dice la Cisl FP - dimostra che le nostre battaglie non sono state vane e sostiene sempre più la nostra lotta per l'apertura di una nuova fase concorsuale visto che ne sono realmente presenti solo la metà e la fase di reclutamento stenta a decollare. E' necessario un impegno concreto che tuteli non solo la capacità manutentiva e logistica della forza armata.
Per la Uil FP con Giovanni Maldarizzi, si é “evitato il peggio, ma questo decreto è solo un punto di partenza. La vera emergenza è che oggi all'Arsenale lavorano circa 800 dipendenti, quasi la metà del fabbisogno previsto. I concorsi banditi negli ultimi anni si sono rivelati del tutto insufficienti a colmare le vacanze organiche Taranto - afferma la Uil FP - non può sprecare questa occasione: il comparto Difesa è uno dei pochi settori in grado di generare lavoro stabile. Pretendiamo che i posti sulla carta si traducano in assunzioni vere e immediate. Non accetteremo altri rinvii”.
Circa poi l’investimento di oltre 60 milioni del ministero della Difesa per dare a Taranto un nuovo bacino navale all’Arsenale, la Uil afferma che “60 milioni sono un'opportunità straordinaria, ma solo se accompagnati da un piano strutturale di assunzioni e formazione. Rischiamo di avere infrastrutture d'eccellenza senza le donne e gli uomini per farle funzionare. Chiediamo al ministero della Difesa e agli enti locali di massimizzare le ricadute occupazionali di queste risorse”. Infine, la Uil FP evidenzia che i problemi non si limitano all’Arsenale della Marina poiché “le criticità sono diffuse in tutti gli enti del comparto. Nell'area operativa e nella nuova base navale, a fronte di una dotazione prevista di 550 unità, il personale in servizio è sceso a meno di 330 unità, registrando una carenza organica superiore al 40% con un trend in costante peggioramento”.

