Ha preso il via oggi a Potenza il nuovo processo 'Ambiente svenduto' riguardante il presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall'ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Si riparte dalla prima udienza del nuovo dibattimento di primo grado in Corte d'Assise, dopo che lo scorso 6 febbraio il gup di Potenza Francesco Valente ha rinviato a giudizio i 21 imputati (18 persone fisiche a cui si aggiungono 3 società), accogliendo le richieste che erano state presentate dal procuratore della Repubblica facente funzioni di Potenza, Maurizio Cardea, e dal sostituto Vincenzo Montemurro la scorsa estate. All'esterno del Palazzo di Giustizia di Potenza è in corso un presidio dello Slai Cobas di Taranto a cui partecipano alcuni rappresentanti di associazioni ambientaliste pugliesi e lucane.
' stato aggiornato al prossimo 8 maggio il nuovo processo 'Ambiente svenduto', in corso a Potenza, riguardante il presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall'ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. E' quanto deciso al termine della prima udienza del nuovo dibattimento di primo grado in Corte d'Assise, dopo che lo scorso 6 febbraio il gup di Potenza Francesco Valente ha rinviato a giudizio i 21 imputati (18 persone fisiche a cui si aggiungono 3 società), accogliendo le richieste della Procura. Nel corso dell'udienza gli avvocati di alcuni imputati hanno sollevato eccezioni relativamente alle costituzioni delle circa 350 parti civili.

