Lunedì, 20 Aprile 2026 19:39

SOS/ Appello degli architetti a sindaco e Ministero: "La Città Vecchia di Taranto non è un rudere, ma un organismo vivente” In evidenza

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Necessaria una tutela speciale e una Unità Speciale d’Intervento.

Gli Architetti inviano un appello a Sindaco e Ministero della Cultura

 

 

"Non un semplice quartiere, bensì un palinsesto storico stratificato nei

secoli, la cui sopravvivenza appare oggi seriamente compromessa da fenomeni di incuria e da una

gestione discontinua e frammentaria".

In questo contesto, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori,

Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto interviene con una presa di posizione formale

e urgente, indirizzata al Sindaco Piero Bitetti, all’Assessore all’Urbanistica Giovanni Patronelli e ai vertici del Ministero

della Cultura, sollecitando un profondo e non più rinviabile cambio di paradigma nella salvaguardia

dell’Isola.

Il peso della storia e le criticità del presente

Il documento si colloca nel solco di una lunga tradizione critica e culturale, richiamando gli anni

drammatici dei crolli che segnarono il dibattito nazionale e mobilitarono figure di primo piano quali

Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan nella difesa della città storica. A distanza di decenni, nonostante

gli interventi e le risorse investite, il quadro attuale permane problematico: la qualità della vita dei

residenti non registra miglioramenti significativi, mentre episodi di dissesto continuano a interessare

le porzioni più vulnerabili del tessuto urbano.

Secondo l’Ordine, tale condizione è il riflesso di un approccio orientato al breve periodo, caratterizzato da azioni episodiche e prive di una visione organica, incapaci di rispettare la complessità storica, materica e identitaria del luogo.

Le proposte: tutela normativa e governance tecnica

Accanto alla denuncia, il documento individua tre direttrici operative ritenute imprescindibili per il

futuro della Città Vecchia:

• Riconoscimento come “Paesaggio Storico” – Si propone l’attivazione immediata della

procedura per la dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi del Codice dei Beni

Culturali, al fine di garantire una tutela unitaria, fondata su criteri scientifici e su una visione

integrata dell’intero ambito urbano.

• Ripristino della centralità della competenza tecnica – Viene suggerita l’istituzione di

un’Unità Speciale multidisciplinare, autonoma e stabile, in continuità con esperienze virtuose

quali l’Ufficio di Risanamento di Taranto e il modello dei Sassi di Matera. Tale organismo

dovrebbe rappresentare un presidio tecnico capace di orientare strategie di lungo periodo,

superando definitivamente le logiche emergenziali.

• Adozione di rigorosi protocolli scientifici – Si richiede la sospensione delle pratiche

estemporanee e l’introduzione di criteri stringenti per ogni intervento, affinché le operazioni

di restauro siano pienamente coerenti con i principi della conservazione scientifica.

Un laboratorio per il futuro“La salvaguardia dell’Isola non può essere affidata a interventi isolati e contingenti”, si legge in

conclusione. L’Ordine auspica l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che favorisca il dialogo

strutturato tra istituzioni e comunità professionale. La sfida che si profila non è soltanto di natura

tecnica, ma investe una dimensione più ampia e profondamente civile: restituire sicurezza, dignità e

continuità a un patrimonio che costituisce un elemento fondativo dell’identità di Taranto e, più in generale, del Paese.

    

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