Sabato, 18 Aprile 2026 08:06

EX ILVA/ Sindaco: stop centrale? Urso sappia che Taranto non è più terra di sacrifici In evidenza

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“Apprezzo l’attenzione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, una persona che dedica molto impegno alla risoluzione delle vertenze a livello nazionale. Ma non si può prescindere dal considerare questa come terra non più di sacrificio”. Lo ha detto stasera, intervenendo ad un convegno di Confartigianato Taranto, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, a proposito dell’ordinanza con cui lunedì scorso ha imposto entro 30 giorni ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, lo stop alla centrale elettrica del siderurgico per ragioni ambientali. “Fino a quando io sarò sindaco per questa terra, che mi dà onori e oneri, forse più oneri in questo momento, non possiamo più pensare che una centrale elettrica non presenti un piano per dimostrare che non ci sia inquinamento. Questo non esiste più” ha detto il sindaco di Taranto. Prendendo spunto dalle tracce del convegno di Confartigianato Taranto, il sindaco Bitetti ha poi detto: “Da qui può partire un ragionamento volto a pensare a quella tecnologia, a quella economia che si può produrre grazie alla ricerca, grazie all’innovazione, grazie alle nuove scoperte, in grado di dimostrare che la produzione può continuare se ci sono le condizioni per rispettare la salute e il territorio. Altrimenti dovremo fare altro. Quella è un’azienda che genererà inevitabilmente esuberi. E allora noi abbiamo un dovere, di far crescere altre economie”. Bitetti ha imposto lo stop alla centrale dell’ex Ilva “poiché l’azienda è ancora “inadempiente in merito alla presentazione del piano di riduzione per il rischio non cancerogeno relativamente ai parametri emissivi arsenico, cobalto, nichel”. Il sindaco, rifacendosi ad una legge regionale del 2012, ha applicato la Valutazione di danno sanitario del 2024 redatta da Arpa Puglia, Aress Puglia e Asl Taranto, in base alla quale ad una serie di aziende, tra cui AdI Energia, è stato chiesto di ridurre le emissioni. Oggi a Genova Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha contestato l’atto del sindaco di Taranto affermando che “senza la centrale, la produzione si ferma. Chiudere la centrale elettrica significa chiudere la siderurgia di Taranto”. AdI intanto sta già preparando l’impugnazione al Tar dell’ordinanza del sindaco. 

    

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