di Lucia Pulpo
Il futuro di una città inizia proiettando la sua immagine nel domani, un’immagine colorata pervasa da spirito positivo che trasmetti entusiasmo e voglia di partecipare attivamente; così è nato Open Core Fest, il Festival delle attività umane, giunto alla XI edizione che, anche quest’anno, si terrà il 25 e 26 Aprile, presso lo stabilimento balneare Yachting Club Taranto, dalle ore 09.00 alle 21.00 salvo avverse condizioni meteo. Emilio Porchetti, fondatore e organizzatore, ci ha aperto, in anteprima, le porte:
-4Open Core Fest è diventata la consuetudine attesa, l’appuntamento fisso del 25 Aprile. Perché proprio il 25 Aprile?
Non c’è un motivo particolare, è nato quasi per caso quando pensavo di organizzare la manifestazione a viale del tramonto, poi si è rivelata una scelta propizia e ho continuato con la stessa
data.
L’Open Core Fest è nata perché nella città dei due mari, molti non riuscivano ad approcciarsi agli sport acquatici. La manifestazione è cresciuta: c’è danza aerea e popolare, teatro, yoga, massaggi olistici, lo speed date, musica djset ed unplugdi Mama Marias, gli artisti di strada, stand di artigianato, la libreria umana, la presentazione di libri, l’escursione al faro, il Mandala dei Monaci buddisti…
-Cos'è quest’anno l’Open Core e qual è il tema di questa XI edizione?
Open Core è diventata come un raduno annuale dove ci rincontriamo, ci raccontiamo, una giornata per stare bene insieme e immaginare il futuro di Taranto con nuove prospettive che nascano dall’essere insieme e uniti dall’energia positiva che è la caratteristica dell’Open Core, e si respira all’aperto vicino al mare. A pensarci, il tema di quest’anno è: ritrovarsi.
- Questa edizione ha il tocco più internazionale: l’architetto brasiliana Paule Magalhaes, i monaci tibetani col mandala e i libri della Ubiliber, le iniziative della coop. Isola e l’offerta formativa del CPA, la canoa polinesiana, un’esperienza in controtendenza ai nazionalismo sfrenato e cieco populismo. Open Core vuole dare un segno di pace?
Ogni anno, la manifestazione spontaneamente prende una “sua” direzione. Siamo italiani e nel nostro DNA abbiamo tracce di razze diverse, popoli di continenti diversi che si sono intrecciati con la nostra evoluzione. Taranto è una città che si perde i pezzi con lo spopolamento e l’invecchiamento sella popolazione, abbiamo tanti sogni, tante aspirazioni e tanti problemi; sono sicuro che, questa manifestazione, ci aiuterà a riscoprirci la parte che abbiamo un po’ dimenticato: italiani, ovvero un popolo capace di rimboccarsi le maniche, di sognare, di lavorare, di creare, di mettersi in gioco. La contaminazione con genti arrivate da lontano, l’incontro gioso fra culture diverse sarà terreno fertile e propizio per una pianta prospera e bella.
- L’Open Core… Cosa dà a te e perché, secondo te, chi non l’ha già sperimentata, dovrebbe avvicinarsi?
A me dà molto stress! Stress è anche il sale dellla vita, quello che rimescola le tue carte e ti porta a considerare problemi che non avevi mai visto e soluzioni da un altro punto di vista, soprattutto con l’apertura internazionale di questa edizione. Perché venire… perché è un’occasione unica per incontrare realtà lontane dalla routine quotidiana.
-Quanto tempo e impegno ci vogliono per organizzare tutto e chi ti aiuta?
Ogni edizione fa storia a sé: lo scorso anno era la prima volta allo Yachting Club e ho cercato d’entrare “in punta di piedi” e sondare il territorio, mi hanno accolto con grande disponibilità, stanno rifacendo i bagni per renderli più accessibili come segnalato da alcuni utenti dell’Open Core dello scorso anno. Così ho allargatoil mio raggio d’azione, quest’anno gli sforzi sono applicati in modi diversi, gli incontri possibili sono tantissimi grazie alle persone che ho incontrato e che sono l’Open Core, perché non esisterebbe questa manifestazione senza la collaborazione di tutti; le idee sempre fresche e innovative di Marco D’Andria, il supporto di Antonello Leogrande che ha permesso il collegamento con Ubiliber edizioni, l’impegno ormai rodato del laPro Loco S. Vito e tutti i semplici utenti che nel tempo sono tornati con le associazioni “nate” da esperienze fatte all’Open Core; addirittura ho incontrato gente per strada che mi ha aiutato a risolvere probblemi dando brio all’intero movimento. Open Core Fest è di tutti e per tutti.
-Ci saranno musica, tiro con l’arco, lezioni di Ninjutsu, attività di acrobatica aerea, laboratori di riciclo creativo, artigianato digitale… ma come individui maestri, artigiani e artisti così vari?
Fondamentalmente, la manifestazione è inclusiva, inoltre sono una persona socievole e curiosa , negli anni ho incontrato molte realtà interessanti che hanno creato un’energia positiva in città. Quando succede qualcosa in città, lo vengono a sapere tutti, il passaparola, le segnalazioni positive e l’energia confluisce spontaneamente, trova la sua strada, chi partecipa regolarmente, chi saltuariamente, chi si avvicina per la prima volta. Insomma è un flusso di energia che invoglia le persone a partecipare e contribuire alla realizzazione della manifestazione.

