Venerdì, 03 Aprile 2026 11:28

EX ILVA/ Urso alla Camera: trattativa in dirittura d'arrivo, la salveremo da un destino che era segnato. Il 16 vertice su cig In evidenza

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 "Lavoriamo in maniera assidua affinché sia possibile concludere i negoziati per la cessione dell'azienda entro la fine di questo mese. Ad oggi i Commissari stano negoziando con i due soggetti internazionali che hanno presentato un'offerta vincolante: il gruppo Flacks e Jindal Steel". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.

  "I commissari hanno chiesto - ha aggiunto - al gruppo Flacks di fornire prova documentale della sua capacità finanziaria - ha aggiunto - entro la prossima settimana attendono risposte chiare. Nel frattempo si stanno confrontando con Jindal, uno dei principali produttori globali di acciaio green".

In merito alla trattativa in corso su ex Ilva con Jindal Steel, Urso ha specificato: "I Commissari stanno ora valutando la portata e i tempi degli investimenti che il gruppo intende mettere in campo nonché le relative ricadute in termini di manutenzione e ammodernamento degli impianti, di tutela dell’ambiente e di decarbonizzazione.

Nel piano di Jindal è prevista infatti una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria (4-5 anni) e di 6 a completamento della transizione, con la tecnologia green, a partire dal 2030".

  Il titolare del Mimit ha specificato che: "Le proposte hanno come perno la piena operatività anche degli impianti del nord che rappresentano, assieme al compendio di Taranto, un asset strategico per l’Italia. A quel punto sarà importante un dialogo aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali e con gli enti locali, per condividere il piano e relativi programmi di ambientalizzazione".

  Urso ha inoltre  ricordato : "Poi ci sarà il processo di Golden Power e l’Antitrust europeo. Per questo ho detto che mi auguro che la cessione avvenga entro la fine di questo mese per consentire poi di continuare nell’attività produttiva con i nuovi attori privati industriali che vogliono assumere la guida dell’azienda". 

La trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia "è giunta in una fase decisiva superando tanti ostacoli, alcuni frapposti anche da iniziative piuttosto discutibili, come quella del permanere sotto sequestro probatorio, dopo quasi un anno, di uno degli impianti che era stato riattivato. Malgrado questo, siamo in dirittura d’arrivo superando quella che è stata la gestione di Mittal contabilizzata dai commissari per un danno arrecato all’azienda di quasi 7 miliardi di euro. Per questo è stata attivata una causa risarcitoria".  ha ribadito Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.

  "Abbiamo lavorato innanzitutto - ha aggiunto - per mettere in sicurezza gli impianti: 1 miliardo e 200 milioni di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Abbiamo poi lavorato per ripristinare una piena funzionalità e a fine aprile avremo due altoforni nuovamente in piena funzione con 4 milioni di tonnellate come ci chiedono le due aziende che hanno proposto di acquisire gli impianti. A fine aprile avremo finalmente una nuova capacità produttiva sino a 4 milioni di tonnellate".

  Per Urso: "Ci sono tutte le condizioni di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green che ci consente di diventare da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green. In un contesto, certo, difficile. Malgrado tutto riusciremo anche a salvare l’ex Ilva da un destino che era segnato".

 

La trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia "è giunta in una fase decisiva superando tanti ostacoli, alcuni frapposti anche da iniziative piuttosto discutibili, come quella del permanere sotto sequestro probatorio, dopo quasi un anno, di uno degli impianti che era stato riattivato. Malgrado questo, siamo in dirittura d’arrivo superando quella che è stata la gestione di Mittal contabilizzata dai commissari per un danno arrecato all’azienda di quasi 7 miliardi di euro. Per questo è stata attivata una causa risarcitoria". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.

  "Abbiamo lavorato innanzitutto - ha aggiunto - per mettere in sicurezza gli impianti: 1 miliardo e 200 milioni di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Abbiamo poi lavorato per ripristinare una piena funzionalità e a fine aprile avremo due altoforni nuovamente in piena funzione con 4 milioni di tonnellate come ci chiedono le due aziende che hanno proposto di acquisire gli impianti. A fine aprile avremo finalmente una nuova capacità produttiva sino a 4 milioni di tonnellate".

  Per Urso: "Ci sono tutte le condizioni di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green che ci consente di diventare da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green. In un contesto, certo, difficile. Malgrado tutto riusciremo anche a salvare l’ex Ilva da un destino che era segnato". 

Intenti le sigle sindacali e gli enti locali interessati sono stati convocati il 16 aprile alle ore 9:30 al Ministero del Lavoro sulla cassa integrazione per i lavoratori ex Ilva. Lo si apprende da fonti sindacali.

L’azienda ha chiesto la cassa per 4.450 dipendenti di cui 3.800 a Taranto. La cassa è in proroga rispetto a quella scaduta a fine febbraio e durerà un anno. E i numeri della proroga sono gli stessi della tranche scaduta.

  Nel precedente incontro al ministero i sindacati hanno chiesto che ogni discorso sulla cassa sia agganciato ad un piano industriale e alle prospettive dell’azienda.

Ultima modifica il Venerdì, 03 Aprile 2026 11:35

    

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