Giovedì, 26 Marzo 2026 18:19

GIOCHI DEL MEDITERRANEO-TARANTO/ Accordo con Confindustria per aprire alle imprese locali In evidenza

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Le variazioni progettuali fatte in corso d’opera per un importo di decine di milioni di euro, unite alle complicazioni di un periodo particolarmente piovoso (sono stati calcolati negli ultimi mesi circa 40 giorni di pioggia), faranno slittare a luglio il completamento degli impianti sportivi più grandi e importanti dei Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre con 4.500 atleti provenienti dai 26 Paesi del bacino mediterraneo. Lo ha detto oggi Massimo Ferrarese, commissario di Governo dei Giochi e presidente del comitato organizzatore locale, nella conferenza stampa seguita alla firma di un accordo con Confindustria Taranto - rappresentata dal presidente Salvatore Toma - per l’inserimento delle imprese locali nella filiera dei servizi. Stadio Iacovone e stadio del nuoto, che sono gli impianti di punta dell’evento, saranno ultimati a metà luglio, e non più a giugno, e quindi a ridosso della manifestazione che partirà il 21 agosto prossimo. Slittamenti ci saranno anche per il centro nautico e l’impianto di atletica e polivalente PalaRicciardi, mentre per il centro tennis, che si pensava di finire ad aprile, è stato stimato un mese in più.

   “Ci sono stati quaranta giorni di pioggia - ha detto Ferrarese -. Mai si era visto a Taranto un periodo di pioggia così lungo. In quanto ai grandi impianti, se un’opera che era di 60 milioni, va poi a 70, non si può certo pensare di finirla nella stessa data. Per lo Iacovone, per esempio, abbiamo affidato altri lavori per milioni di euro. Le opere importanti vanno oltre la data pattuita nel contratto poiché abbiamo fatto perizie di variante per un totale di decine di milioni di euro. La speranza é quella che ce la facciamo, che facciamo in tempo. E dobbiamo fare in tempo per i Giochi. Poi per qualcosa non si finirà a giugno e andremo a luglio”.

 “Sui cantieri stiamo lavorando molto bene ovunque - ha affermato Ferrarese -, ma non possiamo far finta di nulla. Ogni giorno sento soprattutto le grandi imprese e i Comuni. Un pò di ritardo in alcuni cantieri c’è. Parliamo di 10-15 giorni sui 40 persi a causa del maltempo. Ma non mi preoccupano. Andiamo, speriamo, verso la bella stagione e dovremmo intensificare anche le ore di lavoro, cercando almeno di raddoppiare. Non sarei quindi preoccupato. Abbiamo fatto delle cose - ha aggiunto - che non si fanno in 11-12 mesi. Lo dimostra il fatto che in alcuni Comuni si stanno realizzando opere da 3-4 milioni che finiscono a giugno-luglio, esattamente come quelle da 60-70 milioni. Non dico che é sbagliato il ritmo del cronoprogramma dei Comuni. No, quello é giusto. È invece anomalo - ha concluso - quello di alcuni lavori che stiamo facendo, dove realizzare in 13 mesi al massimo opere da 60-70 milioni, credo che sia davvero uno sforzo straordinario che stiamo facendo tutti insieme”.

    

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