Venerdì, si è svolta la conferenza stampa del “Taranto Pride”, una conferenza, insolita dove le persone e i loro messaggi sono stati i protagonisti dell’incontro nel foyer del Teatro Orfeo (via Pitagora, Taranto). Prima d’iniziare Luigi Pignatelli, fondatore del Taranto Pride, presidente della Hermes Academy e del Comitato Territoriale e Provinciale Arcigay Taranto, ha invitato tutti i presenti a disporsi con le sedie in circolo così da potersi guardare negli occhi e potersi ascoltare con attenzione per partecipare empaticamente gli uni ai discorsi degli altri iniziando un percorso di condivisione di cui il Pride sarà l’arrivo finale del 6 Giugno 2026.
L’orchestra di voci è entrata nel vivo dell’esecuzione con Christian Leonardo Cristalli, Delegato alle Politiche Trans nella Segreteria Nazionale Arcigay che dopo essersi dichiarato fortunato nel vestire i panni di uomo bianco europeo in una società ancora troppo patriarcale, si è soffermato sulla mancanza di diritti basilari per le persone trans. Discriminazioni sanitarie nel mancato accesso agli screening, discriminazioni nelle scuole dove ci sono stati episodi di bullismo e suicidi, fino alla paura di rimanere soli per strada. La voce di Christan è serena malgrado sia giunto da Bologna dopo una tappa leccese.
Alle domande rivolte a Christian dagli altri orchestrali fra cui Domenico vicepresidente di Arcigay Taranto e uno dei tre portavoce del Taranto Pride ha portato un'eco d’internazionalità con le sue numerose presenze anche ai Pride esteri ed è stato la premessa involontaria al racconto portato da Mariangela Piccinno, Freedom Flotilla Italia – Coordinamento Taranto e provincia; non c’è bisogno di spiegare cosa sia la Flottilla e quale siano i suoi obiettivi o i suoi messaggi di Pace e solidarietà col popolo palestinese che è alla base delle decisioni della stessa Flottilla. Il prossimo 2 Maggio partirà da Taranto la nave con il progetto”100 porti, 100 città”, per raccogliere fondi per gli aiuti da portare in Palestina dove le armi continuano ad annientare la vita dei… colonizzati.
Il pride è orgoglio di persone che rivendicano la propria esistenza e i propri diritti ma è anche uno spazio culturale dove incontrarsi come ha testimoniato Serena Bennardi, volontaria Hermes Academy, Arcigay Taranto, beneficiaria Blu Butterfly, autrice della poesia che ha letto; componimento creato in uno dei laboratori di preparazione allo stesso Pride.
Da Serena a Lucia Pulpo, attivista dell’associazione Dis-Education e del Disability Pride Taranto, realtà viva dal 2023. La nostra città non è accogliente e troppi sono i problemi che ci sono barriere culturali, barriere architettoniche fisiche e sensoriali e soprattutto la mancanza di rispetto verso chi cerca una vita autonoma e indipendente. A questo in coro, i presenti hanno risposto che uniti ci si da forza e ci si sostiene reciprocamente, insieme come in questa orchestra dove ognuno presta attenzione al racconto dell’altro in un intreccio di solidarietà raro nel presente che stiamo attraversando.
A chiudere l’incontro è stata la storica attivista Titti Voccoli che ha ricordato la storia del femminismo locale che ha coinciso con la sua biografia finoo alla svolta culturale premessa dovuta per introdurre l’attuale esperienza di host col progetto Joker - Storie di Lotta, che è un altro dei momenti di preparazione al pride di Giugno.
Mancava l’annunciata Maria Grazia Bellacicco, Direttivo Arcigay Taranto, volontaria Hermes Academy, che ha fatto arrivare la sua voce per lettera presentandosi come psicologa del neonato progetto BRUNO per aprire l’ascolto a tutti, dal teatro della conferenza all’arrivo del 6 Giugno.

