Esattamente 80 anni fa, il 10 marzo 1946, le donne italiane votavano per la prima volta alle elezioni amministrative post-belliche. Un evento storico che in un'aula gremita di studenti, è stato celebrato con passione e riflessione all'Istituto Comprensivo "Madonna della Camera" di Roccaforzata. L'occasione ha riunito istituzioni, esperti e alunni per onorare il diritto di voto femminile, trasformato da privilegio maschile in conquista condivisa.
Saluti istituzionali e presenza delle scuole
L'evento, moderato da Roberta Panico, dirigente scolastica dell’I.C. “Madonna della Camera” di Roccaforzata, si è aperto con i saluti delle autorità locali: Simona Sannino, commissaria straordinaria del Comune di Roccaforzata, Angelita Salamina, consigliera provinciale, Maristella Carabotto, sindaca di Monteparano e Antonio Cardea, sindaco di Faggiano.
Nel pubblico, i giovani alunni della 5B della scuola elementare e delle prime, seconde e terze medie dell'I.C. di Roccaforzata, la 2A della scuola media di Monteparano e le seconde C e D della scuola media di Faggiano. Hanno ascoltato, hanno recitato “la bellezza” del voto alle donne e portato domande, rendendo la giornata un ponte tra passato e futuro.
Roberta Panico, carriere femminili e diritti conquistati
Nell'introdurre i lavori della giornata, dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha illustrato ai giovani studenti l'art. 51 della Costituzione italiana che stabilisce che tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive.
Questa asserzione che ora sembra una cosa normale, quasi scontata, è il frutto di anni di battaglie delle donne per il raggiungimento delle pari opportunità e parità di diritti.
E soprattutto è in virtù di questo articolo che molte donne hanno avuto accesso a tanti ruoli pubblici, come le stesse insegnanti, le magistrate, le impiegate nella Pubblica Amministrazione o in politica.
Il messaggio di Simona Sannino: voto come diritto-dovere
Simona Sannino ha aperto gli interventi citando l'articolo 48 della Costituzione italiana: "Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età". Ha sottolineato il voto come "diritto-dovere", invitando i ragazzi a ricordare ai genitori di partecipare sempre a tutti gli appuntamenti elettorali. Esprimere il dissenso con la matita e non con l'astensionismo, questo il messaggio della commissaria collegandosi al referendum del 2 giugno 1946, quando le donne esordirono pienamente al voto per scegliere tra monarchia e Repubblica.
Sabrina Pontrelli: mimosa, parità e strada da percorrere
Sabrina Pontrelli, consigliera provinciale di Parità, ha ricordato le origini della mimosa come simbolo della Giornata internazionale delle Donne, scelta dalla partigiana "Chicchi", ovvero Teresa Mattei, la più giovane delle ventuno madri costituenti. La mimosa fiorisce spontanea e quindi accessibile a tutti a differenza dei garofani (già del Primo Maggio), anemoni, orchidee o violette francesi, scartati come "troppo costosi e borghesi".
Pontrelli, inoltre, ha chiarito ai ragazzi e alle ragazze i concetti di elettorato attivo (votare) e passivo (candidarsi). Prima del grande appuntamento elettorale del 2 giugno 1946, grazie al decreto legislativo n.74 del 10 marzo le donne potevano finalmente eleggere ed essere elette. La prima occasione fu data nel corso delle amministrative, si votò in 436 comuni, e proprio in quell’occasione l'affluenza femminile fu straordinaria: circa 9 donne su 10 alle urne per la prima volta.
Un dettaglio curioso: votarono senza rossetto, per non lasciare tracce sulla busta da chiudere con la saliva.
Infine, Pontrelli ha illustrato il ruolo della Consigliera di parità, celebrando i traguardi ma ricordando anche “che c'è ancora tanta strada da fare".
Angelita Salamina tra i ragazzi
Angelita Salamina ha portato i saluti del presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, scendendo poi tra gli studenti per ascoltare le loro riflessioni dirette sull'incontro e sul significato della giornata. Un momento interattivo che ha reso il dibattito vivo e personale.
La Consigliera provinciale ha in particolar modo ringraziato la dirigente e il corpo docente per aver organizzato un evento così importante per la formazione di futuri cittadini consapevoli.
Beppe Lazzaro: Merlin, Mattei e la curiosità come motore
Beppe Lazzaro, vicepresidente del Comitato provinciale ANPI, ha evocato figure chiave. Lina Merlin, nell'Assemblea Costituente e tra le cinque donne (con Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti e Teresa Noce) della Commissione dei 75, lottò per l'emancipazione: art. 37 tutela "la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni". Inserì "senza distinzione di sesso" nell'art. 3, chiudendo l'epoca iniziata con la Rivoluzione Francese, che promise uguaglianza universale ma escluse le donne – diritti "indossati" solo da chi portava i pantaloni.
Teresa Mattei, espulsa a 17 anni nel '38 per antifascismo e opposizione alle leggi razziali, spinse per protezioni alle madri lavoratrici e l'accesso femminile in magistratura. "Siate curiosi", ha concluso Lazzaro, "perché la curiosità è madre della conoscenza".
L'evento si è chiuso con un invito collettivo: custodire questa eredità, votando e partecipando.
In un'Italia che cambia, insomma, gli 80 anni del voto femminile ricordano che la democrazia si conquista ogni giorno.

