Martedì, 10 Marzo 2026 16:13

EX ILVA/ L'azienda presenta due ricorsi contro sentenza Milano su stop area a caldo In evidenza

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É battaglia legale sulla sentenza del Tribunale di Milano sull’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) all’ex Ilva. Ieri, alla scadenza dei termini per l’impugnazione, hanno presentato “reclamo” - questo il termine tecnico - sia le amministrazioni straordinarie di Acciaierie d’Italia e di Ilva, sia i cittadini di Taranto che insieme all’associazione “Genitori Tarantini” hanno attivato anni fa il giudizio a Milano, sede legale dell’azienda.

Per l’azienda, sono stati predisposti un ricorso di 200 pagine di Ilva (proprietaria degli impianti) e un altro di circa 100 di Acciaierie (gestore degli impianti) che poi verranno discussi insieme. La tesi giuridica é che l’atto che ha avviato il procedimento é stato presentato nel 2021 e riferito all’Autorizzazione ambientale vigente in quel momento e non si comprende, dichiara l’azienda, come mai il Tribunale di Milano si sia poi espresso sull’Autorizzazione successiva, rilasciata dal ministero dell’Ambiente lo scorso agosto.

Inoltre, si sostiene l’assenza di danno, che non vi é evidenza di danno sanitario, che é stata predisposta la Valutazione di impatto sanitario (Vis) come adempimento dell’ultima Aia e che i dati degli studi non rilevano alcun eccesso di mortalità e morbilità nell’area anche nel raffronto con città analoghe. E ancora, le due società sostengono che i limiti emissivi sono stati sempre rispettati come attestato dalle autorità di controllo (ma mesi addietro Ispra e Arpa Puglia hanno segnalato tre violazioni nello stesso anno per lo scarico dei fenoli e proposto al ministero dell’Ambiente una diffida verso l’azienda) e che il testo della nuova Aia, articolato in 470 prescrizioni, è stato predisposto da un gruppo istruttore composto dai ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Imprese, Regione Puglia ed enti locali: Provincia di Taranto e Comuni di Taranto e Statte. Sono poi a supporto dei ministeri Ispra e Istituto superiore di Sanità, mentre l’Arpa Puglia lo è per la Regione. L’azienda, si afferma, non é nel gruppo istruttore.

Una volta depositati i “reclami”, occorrerà attendere l’ordinanza della Corte d’Appello di Milano che fisserà la data dell’udienza. Il che avverrà sulla base del calendario della stessa Corte. “Il decreto non è esecutivo e lo diventerà solo se non impugnato nei termini di legge”, ha scritto il Tribunale. E quindi l’impugnazione serve a fermarne l’esecutività alla luce della scadenza fissata: 24 agosto prossimo. Questa, per il Tribunale, é infatti la data entro cui Ilva e AdI devono adeguare le prescrizioni dell’Aia 2025 allo stato disapplicate e ritenute carenti circa la tutela di salute e ambiente. Altrimenti, se l’adeguamento non avverrà, da quella data si dovrà fermare l’area a caldo a Taranto.

    

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