Giovedì, 05 Marzo 2026 16:34

EX ILVA/ Vertice a Chigi, sindacati critici: situazione drammatica, basta soluzioni tampone In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Si è svolto il tavolo a Palazzo Chigi per l’ex Ilva. Erano presenti il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, e i ministri Adolfo Urso (Imprese) e Marina Calderone (Lavoro). Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, si è collegato in video call. Presenti anche l’azienda e i commissari straordinari. Folta la presenza sindacale con Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl. 

Presente anche il consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.

“Delle somme ricevute dall’amministrazione straordinaria dal Governo, pari a quasi 1,2 miliardi di euro da febbraio 2024 a oggi, ben 997 milioni sono stati destinati ad attività di manutenzione e recupero degli impianti, con il coinvolgimento delle imprese dell’indotto”. ha dichiarato Giancarlo Quaranta, commissario di Acciaierie d’Italia, nel tavolo ex Ilva in corso con Governo e sindacati a Palazzo Chigi.  Per Quaranta, le risorse hanno consentito interventi rilevanti sugli altiforni e sugli impianti e per la ripresa produttiva e per la sicurezza dei lavoratori, a lungo rinviati nella precedente gestione ArcelorMittal. In particolare, si è potuto riattivare l’altoforno 2 - ha detto Quaranta - e ora si potrà avviare la manutenzione dell’altoforno 4, già programmata a valle della riaccensione dell’altoforno 2. Proseguono inoltre - ha aggiunto Quaranta - gli interventi sulla cokeria secondo il piano già comunicato che riporterà la produzione di Taranto a 4 milioni di tonnellate annue. Sono stati inoltre acquistati i ricambi necessari per la ripartenza dell’altoforno 1 non appena la Procura di Taranto disporrà il superamento del sequestro probatorio che dura da oltre dieci mesi, ha detto il commissario di AdI. 

 “Accolgo positivamente l’intervento del segretario generale Uilm, Palombella”.  ha aggiunto  - secondo quanto si apprende da fonti partecipanti al tavolo - il commissario di Acciaierie d’Italia. In particolare, Palombella ha chiesto un maggior confronto sulle procedure di sicurezza anche con le organizzazioni sindacali. “Va premesso - ha detto Quaranta - che dopo l’incidente di gennaio scorso abbiamo avviato un lavoro di revisione delle procedure di sicurezza”. A gennaio, infatti, ci fu un incidente mortale al convertitore 3 dell’acciaieria 2, vittima un dipendente di Acciaierie d’Italia. “La fase operativa - ha affermato Quaranta - è sempre preceduta da una serie di attività preliminari di manutenzioni, che abbiamo dispiegato in maniera capillare proprio al fine della ripartenza, attività che devono essere analizzate con attenzione insieme per renderle possibili in massima sicurezza. Siamo pronti a proseguire con voi e a rafforzare questo lavoro che stiamo portando avanti proprio da dicembre. Per questo - ha annunciato Quaranta - siamo disponibili ad aprire da subito, già dalla prossima settimana, un tavolo di confronto sulle procedure, sul numero dei lavoratori addetti alla manutenzione e sul rapporto con le aziende terze”. 

 Prosegue la trattativa tra commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d'Italia con Flacks Group, il fondo americano candidatosi a rilevare l’intera ex Ilva. ha detto - secondo fonti partecipanti al vertice - Alessandro Danovi, commissario di Ilva, la società proprietaria degli asset. Tuttavia, i commissari hanno chiesto chiarimenti e approfondimenti a Flacks sulla sostenibilità finanziaria, sul piano industriale, sulle fonti di finanziamento e sugli eventuali accordi vincolanti con partner industriali. Infatti, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel dare mandato ai commissari di trattare con Flacks Group, aveva indicato di avere “riguardo al consolidamento di possibili partenariati industriali”. Da Flacks, ha rilevato Danovi, vi è comunque stata la richiesta di approfondire gli esiti della sentenza di Milano sull’Aia per poter procedere con il negoziato e questo ha rallentato sicuramente i lavori in proposito. 

 “L’incontro di oggi a Palazzo Chigi conferma la situazione drammatica che da tempo denunciamo: Acciaierie d’Italia continua a trovarsi in una condizione estremamente fragile sul piano industriale, finanziario e soprattutto su quello della sicurezza degli impianti”. Lo dice il sindacato Usb a conclusione del  vertice. “Gli incidenti che continuano a verificarsi all’interno dello stabilimento, fino alla tragedia che nei giorni scorsi è costata la vita ad un lavoratore di appena 36 anni, dimostrano con drammatica evidenza - afferma Usb x che il problema principale resta lo stato degli impianti. Anni di gestione che hanno progressivamente ridotto manutenzioni ed investimenti, hanno lasciato una fabbrica che oggi richiede interventi strutturali profondi. Non si può pensare di affrontare una situazione di queste dimensioni - rileva Usb - continuando ad intervenire con misure tampone e con decreti da poche centinaia di milioni di euro alla volta. Gli stessi dati discussi al tavolo parlano di danni accumulati nella gestione Arcelor Mittal per miliardi di euro. È evidente che il tema non è più la gestione ordinaria, ma la necessità di un intervento industriale straordinario con un fondo ad hoc, definito subito dal Governo. In questo quadro, continuiamo ad avere forti perplessità rispetto all’idea che la soluzione possa essere affidata esclusivamente a una nuova operazione di vendita”. “ Dopo l’esperienza vissuta con ArcelorMittal - afferma Usb - è legittimo chiedersi se sia davvero credibile immaginare che un nuovo soggetto privato possa assumersi da subito l’onere di investimenti enormi su un impianto che necessita di interventi strutturali per miliardi di euro. Per questa ragione, ribadiamo una posizione che la nostra organizzazione ha sostenuto fin dall’inizio: un asset industriale strategico come la siderurgia italiana deve essere posto sotto controllo pubblico. Solo un intervento diretto dello Stato può garantire le risorse necessarie per rimettere in sicurezza gli impianti, ricostruire una prospettiva industriale credibile e tutelare davvero i lavoratori e la salute pubblica. Accanto a questo, resta aperto il tema degli appalti e delle condizioni di lavoro. Non è accettabile che all’interno di un sito industriale di questa importanza, continuino ad operare lavoratori con salari e contratti al ribasso. È necessario introdurre nei capitolati d’appalto l’obbligo di applicare il contratto metalmeccanico per tutte le attività industriali svolte nello stabilimento. Nel corso dell’incontro - annuncia Usb - abbiamo inoltre evidenziato alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, la necessità di aprire immediatamente un confronto sugli strumenti straordinari di accompagnamento e tutela per tutti i lavoratori coinvolti nella crisi: i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia, i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria e i lavoratori degli appalti, che operano all’interno del sito. Una vertenza di questa portata - conclude Usb - richiede strumenti eccezionali di protezione del reddito, continuità occupazionale e salvaguardia delle competenze industriali e per la decarbonizzazione, che non possono essere affrontati con gli strumenti ordinari oggi disponibili”. 

Sulle questioni della sicurezza all’interno dell’ex Ilva di Taranto, il 13 marzo si svolgerà una riunione a Taranto con commissari e sindacati. Lo ha annunciato Giancarlo Quaranta, commissario di Acciaierie d’Italia, nel vertice in corso a Palazzo Chigi. Lo riferiscono fonti presenti al tavolo. 

La recente sentenza del Tribunale di Milano sull’ex Ilva apre un “problema rilevante”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Lo si apprende da fonti sindacali. Le sigle metalmeccaniche partecipano infatti al vertice. “Come sapete - ha detto Mantovano secondo queste fonti - vi è da dieci mesi un problema molto serio, legato al sequestro probatorio dell’altoforno 1. Ora il Tribunale di Milano è intervenuto anche sulla questione dell’Aia, un’autorizzazione che era stata definita dal Governo con un iter estremamente complesso la scorsa estate proprio per rendere possibile il negoziato in corso. Come è stato già reso noto, ora la sentenza verrà impugnata dai commissari. Tuttavia credo non sfugga a nessuno - e lo dico sapendo che siamo tutti preoccupati per le prospettive - che questa decisione apre un problema rilevante. Perché il tema non è che Flacks è un fondo di investimento e quindi la sentenza impatta su di loro per questo. Il punto è che, con un macigno del genere con cui fare i conti, anche un acciaiere da generazioni avrebbe difficoltà a prendersi l’ex Ilva di Taranto senza prima chiarirne l’impatto”, ha rilevato Mantovano. 

 Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha annunciato un nuovo incontro entro la fine del mese. Lo dicono fonti sindacali presenti al tavolo di Palazzo Chigi. Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha proposto minuto di silenzio per l’operaio morto lunedì scorso ed ha sostenuto che è “importante raccogliere - e lo dico anche i commissari - accogliere tutte le indicazioni dei sindacati per rafforzare sicurezza”. (AGI) 

    

Ripristina impostazioni sui cookie.