I rappresentanti di varie associazioni ambientaliste di Taranto hanno depositato ieri una denuncia penale nei confronti dei gestori dell’ex Ilva, Acciaierie d'Italia, “chiedendo di indagare le responsabilità dei commissari di Governo, del ministro Urso e dei responsabili della fabbrica, direttori e capi area”. Lo dicono le stesse associazioni.
Ieri mattina un corteo é partito “da Palazzo di Città, dove abbiamo incontrato il sindaco Piero Bitetti a cui abbiamo illustrato i punti della denuncia. Abbiamo proseguito verso la Prefettura, insieme ad alcuni consiglieri comunali, dove abbiamo chiesto di essere ascoltati dal prefetto e poi ci siamo recati negli uffici del commissariato Borgo della Polizia di Stato che accoglie la nostra denuncia per conto della Procura di Taranto”.
Sull'infortunio mortale di lunedì scorso in agglomerato, costato la vita a Loris Costantino, si legge nella denuncia, "abbiamo chiesto alla Procura perché, nonostante le precedenti denunce, nessuno ha evitato la morte di Loris a poco più di un mese dal decesso di Salamida, deceduto con dinamiche analoghe e per stesse negligenze e carenze in materia di sicurezza”.
Altro tema sollevato nella denuncia, gli “eventi emissivi di febbraio. Abbiamo portato alla Procura le evidenze delle emissioni dell'altoforno 2 e 4, con i documenti interni dei sindacati che contestualmente a queste emissioni comunicavano con l'azienda. Queste emissioni nocive incidono rovinosamente sulle matrici ambientali: aria, terra e acqua”. Alla denuncia sono poi stati allegati “la sentenza del Tribunale di Milano, la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, il processo ‘Ambiente Svenduto’ e il suo trasferimento a Potenza; la procedura di infrazione in corso presso la Commissione Europea e conseguente denuncia alla stessa Commissione tramite il mediatore europeo. Abbiamo riportato alla Procura di Taranto - si sostiene - che le lotte dei tarantini nel corso di questi anni erano sacrosante e ben fondate nel denunciare le emissioni della fabbrica”. Ultimo tema posto, la diossina. “Che viene menzionata spesso - si rileva - nella recente sentenza del Tribunale di Milano. Abbiamo avuto, quindi, ragione a mantenere viva, nel corso di questi anni con le numerose denunce, l'attenzione nei confronti di questo temutissimo inquinante. Infatti abbiamo allegato alla denuncia penale le più recenti analisi della Asl di Taranto effettuate nel Mar Piccolo dove si riscontrano valori oltre i limiti di diossina e pcb, dati 2024 e 2025”.

