In una sala gremitissima di studenti degli Istituti Superiori di Taranto e provincia, il messaggio è arrivato forte e chiaro: giovani e donne al centro, con un'attenzione particolare all'inclusione e alle relazioni tra esseri umani.
Durante il seminario organizzato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Taranto, Sabrina Pontrelli, in collaborazione con la British School di Taranto, relatori esperti hanno sottolineato come l'educazione finanziaria non sia solo una competenza tecnica, ma un potente strumento di emancipazione, formazione e informazione.
Costruire cittadini più consapevoli e liberi significa dotarli di strumenti per navigare un mondo economico complesso, riducendo disuguaglianze e prevenendo vulnerabilità.
Dopo i saluti istituzionali di Luana Riso, consigliera comunale e Presidente della Commissione Pari Opportunità del comune di Taranto, Roberta Buonorappresentante legale della British School International House Taranto e di Maria Jose Fornaro, Educatore Finanziario AIEF, ha preso il via il dibattito moderato da Ingrid Iaci, responsabile dell’ufficio pari Opportunità della Provincia di Taranto al quale sono intervenuti:Anna Cammalleri, già provveditore agli studi di Taranto e attualmente componente del Tavolo della Conoscenza presso il Comune di Taranto, Catello Miro,presidente Banca di Bari e Taranto Credito Cooperativo, Maria Donata Ancona, dirigente del SISL di Taranto,Carmelo Antonazzo, responsabile test center Aica per la British School International House e specializzato in competenze digitali, privacy e sicurezza informatica, Daniela Gaita, commercialista e segretaria della sezione locale dell’AIDC (Associazione Italiana Dottori Commercialisti) e Beatrice Lucarella, presidente Comitato Imprenditorialità femminile della Camera di Commercio di Brindisi e Taranto
Alcuni dati importanti sono stati illustrati: secondo l'indagine OCSE-PISA 2022 sull'alfabetizzazione finanziaria, in Italia solo il 54% dei giovani tra i 15 e i 17 anni raggiunge un livello adeguato di competenze finanziarie, con un divario marcato tra maschi e femmine.
Le donne, pur dimostrando una naturale attitudine al problem solving – come emerge da studi del World Economic Forum – risultano meno consapevoli degli strumenti finanziari base (conti correnti, mutui, fondi pensione) e mostrano una minore propensione agli investimenti più rischiosi. Questo non è un limite innato, ma il risultato di una carenza formativa storica: le donne sono state escluse per secoli dai circuiti economici maschili e oggi pagano il prezzo in termini di autonomia.
L'educazione finanziaria, invece, ha il compito di ribaltare questa narrativa.
La consapevolezza finanziaria genera indipendenza economica, riducendo la dipendenza da partner o familiari. Studi come quello della Banca d'Italia (2023) mostrano che le donne con maggiore alfabetizzazione finanziaria hanno salari medi più alti del 15% e una propensione all'imprenditoria del 20% superiore.
Ma c'è di più: l'educazione finanziaria è anche uno strumento di prevenzione della violenza contro le donne. La dipendenza economica è uno dei pilastri della violenza domestica. Secondo l'ISTAT, nel 2024 il 68% delle donne vittime di maltrattamenti economici in Italia non aveva basi finanziarie per fuggire. Conoscere i propri diritti su conti cointestati, separazioni patrimoniali o accesso a fondi anti-violenza rende le donne meno vulnerabili. In una parola, empowerment: una donna che controlla le proprie finanze resiste meglio a ricatti, manipolazioni e, soprattutto, ha il coraggio di rompendo il ciclo della sottomissione.
Per i giovani, poi, uno sguardo sulle insidie del web: saper distinguere un buon affare da una trappola significa evitare truffe, debiti cronici e costruire ricchezza duratura.
E l'inclusione? Nella sala del Palazzo della Provincia si è parlato di relazioni umane autentiche, di quanto sia importante guardare l'altro con empatia.
Giovani e donne, quindi, non più "target deboli", ma protagonisti di una società più equa.
In conclusione, investire in educazione finanziaria significa forgiare cittadini liberi, capaci di scelte informate e resilienti.
Per giovani e donne, è la chiave per un'emancipazione vera: non solo parole, ma portafogli autonomi e vite sicure.

