Mercoledì, 04 Febbraio 2026 10:03

FILARMONICA DI BOLOGNA/ Il tarantino Nadir Garofalo "accademico ad honorem": la musica ci ricorda cos'è la Bellezza In evidenza

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di Lucia Pulpo 

 

Giovedì 5 Febbraio, l'Accademia filarmonica di Bologna conferirà l’onorificenza di nuovo accademico ad honorem, “Fra cotanto senno”, al musicista, compositore e direttore d’orchestra tarantino, Nadir Garofalo. L’Accademia filarmonica di Bologna è una delle istituzioni  più antiche e prestigiose al mondo, ha un ruolo centrale nella definizione cultura musicale europea, poiché si concentra anche sulla formazione dei musicisti. Il nostro “coraggioso e determinato” (come lui stesso si riconosce) concittadino, Nadir Garofalo, classe 1986, ci ha raccontato:

. Un’onorificenza prestigiosa perché, l’Accademia filarmonica di Bologna è un’istituzione riconosciuta in tutta Europa. Per lei, cosa significa riceverla?

L’Accademia filarmonica di Bologna è un’istituzione culturale europea dal 1666. Sono passati tutti i grandi che hanno  fatto la Storia: Mozart, Wagner, Verdi, Puccini, Donizzelli, Toscanini (per citarne alcuni), chiaramente, mi sento infinitamente piccolo di fronte a questa cosa ma, mi fa molto piacere per il percorso che ho fatto e, lo leggo anche come un omaggio alla mia città natale, Taranto, in ragione del fatto che sono pochi i tarantini, nati a Taranto, ad aver ricevuto questo riconoscimento, appena undici (io sono il dodicesimo), l’ultimo fu un violinista mel 1933. Sono passati circa cento anni e sono molto riconoscente all’Accademia e al suo presidente, Piero Mioli.

. Il percorso che l’ha portata dal conservatorio musicale “Paisiello” all’Accademia filarmonica di Bologna è lungo, quali sono state le tappe fondamentali, per lei?

Sicuramente la fondazione dell’Orchestra Sinfonica D’Este a Ferrara. Sono andato via da Taranto nel 2020, ho investito tutte le mie energie a Ferrara, di lì in poi tutti i concerti fatti, i dischi incisi, le pubblicazioni anche l’insegnamento, adesso insegno al conservatorio di Reggio Emilia, ho insegnato anche a Palermo… tutte tappe importanti. Riconosco in questo anche percorso, un coraggio e una determinazione a lasciare casa e seguire la stella della musica.

. A proposito d’insegnamento, sento rimproverare, alle nuove generazioni, mancanza di curiosità verso saperi non abituali e mancanza di attenzione… qual è la sua esperienza con le nuove leve?

Ho insegnato ai ragazzi da dieci anni in su, non c’è un distacco dalla musica classica, molto dipende dal contesto in cui si cresce, si vive, dall’ascolto “familiare” e questa non è una questione geografica, vale tanto al nord quanto al sud. Spesso la musica classica è considerata qualcosa di arduo, ostico; invece dovremmo innamorarcene perché è da lì che tutto viene. Bisognerebbe trovare il modo o i meccanismi per sensibilizzare i ragazzi. Molto dipende da coome si offre, bisogna stimolarli, dipende dall’approccio.

. Per esempio?

Per esempio utilizzando nuovi linguaggi, magari il repertorio classico può essere riarrangiato in chiave elettronica, mescolare le cose tipo la grande orchestra col DJ affianco, il linguaggio del jazz, oppure semplicemente, la musica spiegata, la sua storia, gli strumenti.

. Lei oltre ad essere musicista, compositore e direttore d’orchestra, è anche laureato in giurisprudenza e per questo la chiamano l’intellettuale della musica… in un mondo sempre più sordo e chiuso nelle sue logiche di guerra e devastazione, qual è il ruolo della musica?

Il ruolo della musica potrebbe essere quello di ricordarci cos’è la Bellezza, ci aiuta a recuperare il senso della Bellezza,  e poi molto importante: l’orchestra è come na piccola società civile dove ognuno deve contribuire alla realizzazione del Bene comune, nel concerto è la riuscita del brano. L’orchestra insegna la capacità di ascoltare, nessuno può suonare più forte, bisogna armonizzare, creare equilibrio tra gli strumenti, bisogna creare un’intesa affinché il brano e il suo messaggio arrivino al cuore degli spettatori. È necessario che l’orchestra sia pronta e che ogni strumentista sia generoso per la riuscita del concerto.

. Lei ha ricordato la storia dell’Accademia ma, proprio per questo l’onorificenza che le sarà attribuita comporta una grande responsabilità. Cosa ccambierà  per lei da giovedì?

No, non cambierà niente però entrare a far parte di quella lista di accademici significa caricarsi sulle spalle una storia importantissima, essere un socio dell’accademia significa condividerne i valori, portarli avanti con le tante attività dell’accademia che non organizza solo concerti ma fa ricerca, attività didattica.

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Febbraio 2026 17:19

    

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