Ammonta a oltre 1,8 miliardi la richiesta risarcitoria che ArcelorMittal ha avanzato nei confronti dello Stato italiano per le conseguenze che la multinazionale ritene di aver subito dalla perdita dell’investimento nell’ex Ilva anche a seguito dell’arrivo dell’amministrazione straordinaria. Lo dice la stessa multinazionale - che a giugno 2017 vinse la gara per l’aggiudicazione degli impianti ex Ilva battendo la concorrenza della cordata Acciaitalia - contestando la richiesta di risarcimento da 7 miliardi avanzata dall’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia che imputa una serie di danni e cattiva gestione verso ArcelorMittal.
“ArcelorMittal - afferma la multinazionale in una nota - vanta molteplici richieste di risarcimento danni per il suo investimento”. E ricorda, ad esempio, che a giugno scorso ha avviato un arbitrato internazionale contro la Repubblica Italiana, sostenendo di essere stato come gruppo “espropriato illegittimamente il suo investimento” con l’attuazione, da parte dell’Italia, di “misure discriminatorie, ingiuste, sproporzionate e contrarie alle legittime aspettative di ArcelorMittal. Tali azioni - si evidenzia - hanno causato gravi danni ad ArcelorMittal, determinando la perdita dei suoi investimenti e ledendo i suoi interessi più ampi in Europa, con una richiesta di risarcimento danni complessiva superiore a 1,8 miliardi di euro”.

