“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto al tavolo. Ringrazio l’azienda e le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità e la disponibilità dimostrati, elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato”. Lo dichiara Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, dopo il tavolo in task force Lavoro sulla vertenza aperta a Vestas Italia Taranto. “L’intesa - afferma Di Sciascio - consentirà ai lavoratori, che in queste settimane hanno manifestato anche in forme estreme, di tornare a condizioni di maggiore serenità e permette al sindacato di riappropriarsi pienamente del proprio ruolo negoziale, ruolo che l’azienda ha riconosciuto e dichiarato di voler valorizzare”.
Di Sciascio afferma di aver “dato indicazione di rendere permanente il tavolo Sepac per monitorare gli sviluppi della vertenza e per traguardare a tutte le conferme necessarie utili a radicare ulteriormente il Gruppo Vestas a Taranto, sia per ciò che attiene le attività produttive strettamente industriali sia per quelle amministrative e attinenti alle manutenzioni”. “Rispetto all’annunciata volontà aziendale di spostare a San Nicola di Melfi il magazzino del materiale utile alla manutenzione degli impianti, Vestas Italia si è impegnata a differire di 30 giorni il termine temporale entro il quale realizzare il piano. Ciò al fine di consentire la ripresa delle relazioni industriali e del confronto con i sindacati” dice la Regione Puglia a proposito del vertice relativo all’azienda che si occupa di assistenza e service per gli impianti eolici. Per il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, “é stato un incontro molto importante. Abbiamo costruito le condizioni per una ripresa del dialogo. Abbiamo concluso l’incontro trovando punti di convergenza. L’azienda si é presa 30 giorni prima di fare qualsiasi tipo di trasferimento in modo che si possa con i sindacati individuare la soluzione migliore possibile a tutela dei lavoratori e del territorio. Ora i lavoratori parleranno con i sindacati in assemblea con l’augurio, l’auspicio che si possa arrivare all’interruzione dell’occupazione dello stabilimento”.
“Al tavolo - dichiara Biagio Prisciano della Fim Cisl a proposito del trasferimento del personale di Vestas Italia da Taranto in Basilicata, ora temporaneamente stoppato - non solo abbiamo ammonito l’azienda per il comportamento che ha avuto, a partire dalla comunicazione inviata ai sindacati con pec il 7 gennaio scorso, ma abbiamo anche detto che servono tutti gli strumenti possibili e necessari finalizzati alla messa in sicurezza dei lavoratori. Anche attraverso quelle che possono essere condizioni di volontarietà - rileva Prisciano sul trasferimento degli addetti - ma che non possono passare in maniera unilaterale perché calate da Vestas. L’azienda ha risposto cogliendo ciò che abbiamo portato al tavolo ed ha comunicato il differimento del trasferimento dei lavoratori da qui a 30 giorni. Ha poi stabilito la prima data utile per un incontro che ci permetta di trovare tutte le soluzioni che possono passare anche dall’assorbimento in Vestas Blades o in Vestas Italia. Negli incontri si troveranno tutte le condizioni gestite e condivise con i sindacati per dare massima centralità ai lavoratori”.
"Ad oggi, tuttavia - scrivono in una nota le Segreterie e le RSU FIM FIOM UILM- non vi è ancora un risultato definitivo circa l’esito di tale confronto.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo espresso forte preoccupazione per i tempi che si stanno dilatando. Abbiamo rimarcato con fermezza che:
L’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali non permettono ulteriori attese. È necessario garantire continuità al reddito dei lavoratori senza alcun vuoto economico.
Inoltre abbiamo chiesto con forza di riattivare tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Riteniamo che, data la delicatezza della vertenza, sia indispensabile il coinvolgimento del Governo nazionale.
Abbiamo ribadito che la Regione Puglia e il Ministero devono farsi carico e garanti di questa vertenza. Non permetteremo che il futuro industriale del territorio tarantino e la tenuta occupazionale siano lasciati esclusivamente alle dinamiche tra privati. Le istituzioni devono assicurare che il subentro sia solido, trasparente e capace di dare prospettive di lungo periodo.
Il sindacato resta in stato di massima allerta. In mancanza di risposte concrete e di una convocazione ministeriale in tempi brevi, verranno valutate tutte le iniziative di lotta necessarie."

