Mercoledì, 28 Gennaio 2026 07:49

EX ILVA/ La crisi del siderurgico investe anche il porto di Taranto In evidenza

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La lunga crisi dell’ex Ilva continua a impattare pesantemente anche sul porto di Taranto. Sebbene infatti l’anno scorso il traffico generale sia è aumentato dello +0,8% sul 2024, secondo i dati dell’Autorità portuale del Mar Ionio prodotti e beni destinati da e per l'ex Ilva sono calati.

    Nei 12 mesi trascorsi sono state movimentate 12,20 milioni di tonnellate di merci, 95.341 in più rispetto al 2024, e c'è stata una crescita dei volumi delle rinfuse liquide e delle altre merci varie (che salgono del 7,9% e del 17,3%, rispettivamente 4,48 milioni di tonnellate e 2,05 milioni di tonnellate in più), ma c’è stata anche una notevole contrazione delle rinfuse solide, ovvero quelle che alimentano l’attività dell’ex Ilva. La situazione difficile dell’acciaieria, dunque, si riflette non solo nel personale diretto e indiretto collocato in cassa integrazione, nella bassa produzione e nella fermata degli impianti, ma anche sul porto. Nel 2025 le rinfuse per l’ex Ilva hanno totalizzato 5,58 milioni di tonnellate (calo del 7,7% sul 2024). E sono calate pesantemente anche le merci in container. Queste ultime hanno espresso 80mila tonnellate (-46,0% sul 2024) con una movimentazione di contenitori pari a 9.374 teu (-41,8%). Calo drastico anche per le attività ro-ro (-83,9%) rispetto a un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia (-100%).

    Riguardo a dicembre 2025, il bilancio del porto segna -46,4 per cento come dato generale in raffronto sul 2024, con le rinfuse solide calate del 72 per cento e le liquide aumentate del 25 sempre su un anno fa. A novembre il calo del traffico era stato invece del 31,6 per cento. Oltre a novembre, gli altri mesi con il segno meno per i traffici portuali sono gennaio (-12,1 per cento sul 2024), luglio (-49,1) e settembre (-33,5). Quattro mesi su undici negativi dunque. Invece hanno il segno più tutti gli altri e in particolare febbraio +69,8 per cento, marzo +72, aprile +22,3, maggio +43,5, giugno +0,7, agosto +20,3, ottobre +22,8. 

Intanto la Uil Trasporti ha convocato per il pomeriggio del 29 gennaio nella propria sede l’assemblea del personale ex TCT iscritto all’Agenzia portuale del lavoro. Si tratta degli addetti che erano con Evergreen sin quando ha gestito il terminal container, ma che da anni, rimasti disoccupati, sono a carico dell’Agenzia e percepiscono l’ima (indennità di mancato avviamento, in pratica la cassa integrazione dei portuali). Situazione operativa del porto di Taranto; mancato avvio dei corsi di riqualificazione professionale; scadenza della Tpwa, cioè dell’Agenzia per il lavoro. Questi i temi messi all’ordine del giorno dalla Uil Trasporti che il 29 ha invitato anche le istituzioni locali. “Data la situazione di completo stallo in cui versa il porto di Taranto e l’assenza di supporto degli attori istituzionali del territorio circa il concreto rilancio delle attività portuali, siamo seriamente preoccupati - dice Carmelo Sasso di Uil Trasporti - per il futuro dello scalo e dei lavoratori. Serve fare un’analisi congiunta del contesto attuale e soprattutto serve una definizione condivisa delle migliori azioni da mettere in campo per sbloccare i corsi di riqualificazione professionale e non vanificare la clausola sociale prevista dall’Agenzia alla luce della sua prossima scadenza”. Clausola sociale che prevede che le aziende e le attività che si insediano nel porto di Taranto, devono attingere anche al bacino occupazionale degli ex TCT. 

    

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