Sabato, 10 Gennaio 2026 07:32

EX ILVA/ Emendamento di Fdl porta fondi aggiuntivi per 149 mln, per un totale di 257 mln In evidenza

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Con un emendamento presentato ieri in commissione Industria al Senato da Bartolomeo Amidei di Fratelli d’Italia al decreto legge sull’ex Ilva, la maggioranza punta ad aumentare i fondi per l’azienda dell’acciaio. Si passa infatti da 50 milioni a 149. Quest’ultimi si aggiungono ai 108 che il decreto - che il 13 gennaio andrà al voto nell’aula del Senato - già prevedeva per la continuità operativa dell’azienda. I 108 milioni sono quanto è rimasto di un precedente stanziamento di 200 milioni, poiché nel frattempo 92 sono già stati utilizzati.

L’intervento sul decreto ha avuto due momenti. Giovedì  sera il relatore Salvo Pogliese di FdI ha inserito i primi 50 milioni aggiuntivi ai 108. Ma subito dopo quest’inserimento, i ministeri delle Imprese e dell’Economia si sono messi al lavoro per reperire ulteriori risorse con l’obiettivo di assicurare all’ex Ilva una condizione di relativa tranquillità sul fronte delle manutenzioni e della produzione - verso fine febbraio ripartirà l’altoforno 2 - anche in vista della cessione ad un nuovo investitore. A breve comincerà infatti la trattativa in esclusiva dei commissari dell’azienda con il fondo americano Flacks Group la cui offerta è stata reputata migliore di quella presentata da Bedrock, l’altro fondo Usa che concorreva per acquisire l’intera azienda.

Circa la provvista finanziaria, al ministero guidato da Giancarlo Giorgetti, il ministero diretto da Adolfo Urso avrebbe in realtà presentato una richiesta di 230 milioni indicando dove prelevarli. Le poste su cui intervenire sono state vagliate dalla Ragioneria dello Stato e 200 milioni venivano considerati il punto di caduta. Dopodiché - ed è il secondo momento - è arrivato ieri l’emendamento di Amidei sui 149 milioni. Da verificare quanto questo dato sarà definitivo. Lo si potrà capire nelle prossime ore, ma intanto la maggioranza ha alzato la posta per l’ex Ilva. E il totale risorse dovrebbe attestarsi a 257 milioni.

Nell’emendamento di Amidei, oltre a sostituire i 50 milioni di euro con i 149, si modifica anche un punto dell’emendamento di Pogliese. Laddove al comma 2 si stabiliva che il finanziamento “è restituito entro sei mesi dall’erogazione... con priorità rispetto ad ogni altro debito della procedura”, i termini “debito della procedura” sono sostituiti dalle parole “credito, diverso da quelli di cui all’articolo 2751 bis, primo comma, n. 1 del Codice civile”. È quello che prevede un privilegio generale sui beni mobili per i crediti di lavoro subordinato. I 149 milioni vengono per 14.931.552 milioni dalla riduzione dello stato di previsione del ministero dell’Economia per il 2026, “parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al ministero delle Imprese”, e per 129.868.448 milioni per il 2026 dalla riduzione dell’autorizzazione di spesa dell’articolo 5 del decreto legge 10 agosto 2023, n. 104, convertito dalla legge 9 ottobre 2023, n. 136 (“Disposizioni urgenti a tutela degli utenti in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici”).

    

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