Sabato, 10 Gennaio 2026 07:09

LAVORO/ Chiusura comparti Vestas a Taranto: indetto sciopero, il sindaco convoca azienda In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Due ore di sciopero sono state indette dai sindacati Fiom Cgil e Uilm per martedì 13 gennaio alla Vestas Italia in segno di protesta contro la decisione dell'azienda di chiudere il service di Taranto con le attività collegate, trasferendo i lavoratori addetti a San Nicola di Melfi in provincia di Potenza. Per il 13 è stato anche convocato un incontro con l’azienda. Intanto le sigle sindacali hanno proclamato “l’immediato blocco degli straordinari, della reperibilità e ogni forma di flessibilità”.

   Vestas, azienda danese attiva nel campo dell’energia eolica e delle rinnovabili, è presente da molti anni a Taranto e opera con la Vestas Blades, che si occupa della costruzione delle pale - e attualmente si stanno costruendo le pale per la V236 che sono come lunghezza le più grandi del mondo - e con la Vestas Italia che si occupa dei servizi. La chiusura delle attività riguarda solo quest’ultima società. Non ci saranno licenziamenti ma solo il trasferimento del personale in Basilicata che comunque i sindacati hanno già fortemente contestato. Hanno preso posizione anche il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che ha convocato l’azienda a un incontro per discutere di soluzioni alternative, e i parlamentari Mario Turco del M5S e Vito De Palma di Forza Italia. 

Oggi, intanto, si è tenuta un’assemblea dei lavoratori e Fiom Cgil e Uilm ribadiscono che é stata una “scelta unilaterale” quella dell’azienda Vestas Italia “di chiudere e trasferire l’unità locale di service, il magazzino e il training center di Taranto, Candela (Foggia) e Melfi (Potenza), con il conseguente spostamento delle attività nell’area industriale di San Nicola di Melfi a partire dall’1 marzo, che impatterà negativamente sulla vita di 73 lavoratori. Le lavoratrici ed i lavoratori - dicono i sindacati - hanno espresso la loro forte preoccupazione per questa scelta priva di logica industriale, dichiarandosi assolutamente contrari alla soluzione aziendale, considerandola di fatto un licenziamento mascherato visto la distanza di ben oltre i 200 km di distanza dal magazzino di Taranto”. I due sindacati affermano infine che “qualora in sede d’incontro l’azienda non ritirerà la procedura di trasferimento e chiusura del magazzino di Taranto avviata unilateralmente, continueremo con ulteriori iniziative di mobilitazione”.

Come dicevamo, dopo che l’azienda Vestas Italia ha annunciato la chiusura delle attività di service, il

Sindaco Piero Bitetti, ha scritto all’azienda chiedendo un “incontro urgente”. Nella lettera il sindaco di Taranto scrive a proposito dei piani aziendali di ritenere “imprescindibile un confronto istituzionale per valutare soluzioni alternative che preservino la presenza di Vestas a Taranto compatibili con le vostre esigenze logistiche”. Anche se l’azienda ha dichiarato che i posti di lavoro non saranno sacrificati e l’occupazione mantenuta, le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno protestato per la chiusura delle attività di Vestas Italia a Taranto, sottolineando il fatto che tale decisione è stata presa dalla società senza alcun confronto con le sigle sindacali, nonché i disagi a cui andranno incontro i lavoratori per il trasferimento in altra regione. 

    

Ripristina impostazioni sui cookie.