Mercoledì, 07 Gennaio 2026 09:44

LAVORO/ Call Center: 800 posti rischiano di saltare nell'indotto Enel di Taranto In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ci sono circa 800 posti di lavoro a rischio nei call center che lavorano per conto di Enel. Lo dichiarano i sindacati di categoria. Il sistema degli appalti dei servizi call center legati alla commessa ENEL scricchiola secondo i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl comunicazioni che hanno indetto lo sciopero il 9 gennaio in tutte le aziende. E che domani a Taranto terranno una conferenza stampa nella sede della Cgil. Lo sciopero avverrà su più turni di lavoro e riguarderà i dipendenti del polo tarantino legato alle aziende Covisian, Network Contact e Sistema House. “Quello che denunceremo - dicono le tre sigle - è molto grave e rischia di pregiudicare la vita di molte lavoratrici e lavoratori italiani che attraverso le commesse Enel oggi garantivano un servizio di assistenza e customer care per la holding italiana e che ora rischiano di perdere il lavoro e nel migliore dei casi a rivoluzionare la loro vita a causa di delocalizzazioni selvagge del servizio. O trasferiti a centinaia di chilometri di distanza dalle loro famiglie o licenziati. Questo è il destino che ha riguardato 400 lavoratori su base nazionale e che dopo la riapertura della commessa a marzo potrebbe ricadere anche sulla testa dei lavoratori tarantini”. “Parliamo di un settore - aggiungono i sindacati - che solo per le tre aziende coinvolte riguarda circa 800 persone. In vista della protesta e delle assemblee che si svolgeranno venerdì 9 gennaio in tutte le aziende coinvolte, lavoratori e sindacati hanno anche inviato una lettera di sensibilizzazione e di sostegno alle ragioni della protesta al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali di Taranto”. 

    

Ripristina impostazioni sui cookie.