Martedì, 02 Dicembre 2025 14:54

EX ILVA/ I sindacati scrivono a Meloni: ci convochi subito In evidenza

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Con una lettera alla premier Giorgia Meloni, al sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano, e ai ministri Urso, Calderone e Giorgetti, a capo rispettivamente dei ministeri Imprese, Lavoro ed Economia, i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm - Uliano, De Palma e Palombella - hanno avanzato una richiesta “d’incontro urgente presso la presidenza del Consiglio del Tavolo permanente ex Ilva Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria”.

    “A seguito della presentazione del piano denominato ‘ciclo corto’ - affermano i segretari generali - si è generata una situazione estremamente grave, caratterizzata da conflitti e forti tensioni sociali nei territori che rischiano di avere un effetto domino. Siamo fortemente preoccupati dalla decisione di interrompere ulteriori attività produttive, con pesanti e irreversibili ripercussioni sulle prospettive future degli stabilimenti dell’ex Ilva. Alle già rilevanti incertezze riguardanti il piano di salvataggio, i processi di decarbonizzazione, la tenuta industriale e occupazionale, si sono aggiunti - sottolineano i vertici nazionali metalmeccanici - fondati timori relativi a una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive”. E quindi, si legge nella lettera al Governo, “le organizzazioni sindacali chiedono: il ritiro immediato del ‘piano corto’ e la sospensione delle operazioni di spegnimento delle batterie 7-8-9-12; l’invio dei coils a Genova, Novi Ligure e Racconigi da Taranto per garantire la continuità produttiva; No a ulteriore allontanamento dei lavoratori dalle fabbriche per effettuare formazione senza prospettiva lavorativa; L’avvio di un vero piano di manutenzione degli impianti”.

    “Per queste ragioni - si evidenzia - è urgente la convocazione a Palazzo Chigi con la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Restiamo in attesa di un vostro celere riscontro. In caso contrario - si annuncia - di fronte all’ulteriore aggravamento della situazione occupazionale e produttiva, saranno messe in campo iniziative di mobilitazione di carattere nazionale”. 

    

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