Saranno oggi e domani in visita all’ex Ilva di Taranto con una delegazione tecnica, i rappresentanti di Flacks Group, uno dei due fondi americani che lo scorso 26 settembre si è presentato alla gara per la vendita dell’azienda, dichiarando di essere interessato ad acquisire l’intero gruppo ex Ilva. L’altro fondo é invece Bedrock, che si era già presentato alla gara precedente chiusa a gennaio. Flacks non é mai venuto a vedere gli impianti di Taranto, come non é mai venuto Bedrock, al contrario degli azeri di Baku Steel e degli indiani di Jindal, presenti alla precedente gara ma non all’attuale, che invece gli impianti gli hanno visti. L’offerta di Flacks é stata giudicata nelle scorse settimane inferiore a quella di Bedrock. Flacks si presenta così sul proprio sito: “Specializzato nell’acquisizione e nel rilancio operativo di imprese di medie e grandi dimensioni in situazioni complesse in cui una soluzione rapida è di fondamentale importanza”.
Alla gara, Flacks Group si è presentato insieme a Steel Business Europe. Che risulterebbe essere un’azienda con sede in Slovacchia che opera nell’ambito dei centri di servizio metalli e dei grossisti di metalli vari. Con Bedrock, intanto, c’è stato un nuovo incontro con i commissari il 20 scorso per far avanzare il negoziato in corso. Allo stato, Bedrock non avrebbe ancora formalizzato l’offerta in forma definitiva. E Bedrock é anche il fondo che inizialmente ha offerto praticamente nulla per l’acquisto dell’azienda e 3mila occupati nel gruppo su quasi 10mila, di cui 2mila a Taranto, e poi, di incontro in incontro, sarebbe salito a 5mila, la metà dell’attuale forza in organico. Oltre a Bedrock e a Flacks Group, ci sono poi altri due gruppi extrauropei che intanto hanno avuto accesso alla data room dell’ex Ilva, dove possono visionare lo stato della società e quindi rendersi conto della situazione. Gruppi che hanno chiesto al Mimit che sia per ora mantenuta riservatezza sulla loro identità. E infatti l’unico particolare fornito dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, é che si tratta di operatori extraeuropei. Si era parlato nei giorni scorsi di Qatar Steel, ma Urso ha detto che “non ci risulta”, ed ora circola l’ipotesi che uno dei due nuovi soggetti presentatisi per acquisire l’ex Ilva possa essere EM Steel, azienda siderurgica degli Emirati Arabi.

