Venerdì, 14 Novembre 2025 09:21

IN AGENDA-TARANTO/ Fratelli di Culla"il film di Piva sull’adozione, proiezione e dibattito In evidenza

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Il progetto ideato da Seminal Film con Close Hub Aps arriva a Tarantocittà che ha avuto il suo brefotrofio a Palazzo Frisini, oggetto di riqualificazione.

Gli studenti riflettono su diritti, identità e memoria

Oggi  proiezione e dibattito con il regista al Teatro Orfeo

 

 

 

«Fratelli di Culla», il docufilm di Alessandro Piva sul tema dell’infanzia abbandonata nel secondo dopoguerra e la ricerca delle proprie origini, capace di stimolare le nuove generazioni a una riflessione su diritti civili, identità personale e memoria collettiva, è al centro di un importante progetto di divulgazione ideato dalla Seminal Film in collaborazione con Close Hub Aps, associazione nata per valorizzare il territorio attraverso la cultura e la cittadinanza attiva. L’iniziativa «Fratelli di Culla. Percorsi di memoria e identità» prevede una serie di matinée in tutte le province pugliesi. Oggi,  venerdì 14 novembre, è la volta di Taranto, con delegazioni di studenti e professori dagli istituti Archita, Calò, Liside-Cabrini, Archimede, Pacinotti, Pitagora. Proiezione e dibattito con il regista a partire dalle ore 9.30 al teatro Orfeo, in un atteso appuntamento che sfiora il sold out e che per gli ultimi posti disponibili è aperto anche alla cittadinanza, a ingresso gratuito.

Prodotto da Seminal Film in collaborazione con Rai Cinema, sostenuto da Apulia Film Commission e riconosciuto dal MiCcome film d’Essai, «Fratelli di Culla», film d’apertura del concorso italiano al Bif&st 2025, è stato premiato al SalinaDocFest 2025 e al Festival Mònde di Foggia, emozionando gli spettatori per la delicatezza con cui affronta il tema dei figli non riconosciuti nell’Italia del boom e dell’emancipazione femminile.

Il film intreccia testimonianze dirette e materiali d’archivio concentrandosi in particolare sul brefotrofio di Bari, che ancora negli anni Novanta ospitava bambini in attesa di adozione. Aveva solo cinque piccoli ospiti quando venne chiuso, ma negli anni Cinquanta arrivò ad accoglierne oltre trecento contemporaneamente.

Una storia, quella dell’Ippai, l’Istituto provinciale per l’infanzia, particolarmente cara ad Alessandro Piva, che da adolescente si trasferì a Bari con la famiglia andando ad abitare a pochi metri dalla struttura di via Amendola. Un lavoro che si ricollega idealmente ad un altro intenso docu-film premiato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011, «Pasta Nera», in cui Piva rievoca la storia di migliaia di bambini del Sud più svantaggiato che tra il 1945 e il 1952 vennero temporaneamente ospitati da famiglie del Centro-Nord viaggiando sui cosiddetti «treni della felicità».

Anche Taranto ha avuto il suo brefotrofio, nei primi del Novecento, quando un benefattore, Gaetano Frisini, donò alla città il suo palazzo, situato tra le odierne via Leonida e via Mazzini, dove i neonati abbandonati nella cosiddetta «ruota degli esposti» avrebbero potuto finalmente trovare una struttura dove ricevere un’assistenza più idonea. Una struttura oggi oggetto di un progetto di riqualificazione per farne una residenza universitaria per studenti.

 

Vincitore del David di Donatello e del Nastro d’argento col film d’esordio in dialetto barese «LaCapaGira», divenuto presto un cult, Piva è stato anche autore del pluripremiato documentario «Santa Subito» sulla storia di Santa Scorese, la giovane attivista cattolica di Bari che nel 1991 venne uccisa da uno stalker.

 

    

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