A poche ore dalla riunione di oggi alle 18 a Palazzo Chigi tra il Governo e i sindacati metalmeccanici sull’ex Ilva, Wwf Italia, Legambiente e Greenpeace Italia chiedono al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “di superare l’atteggiamento passivo e attendista finora adottato e di presentare al Paese un vero e proprio piano industriale ed economico che sia completo, tra le altre cose, di governance, risorse necessarie, fonti di finanziamento utilizzabili e obiettivi di decarbonizzazione chiari, garanzie per la salute di chi lavora e vive a Taranto con tappe e scadenze definite in modo inequivocabile, e monitorabili da parte di tutti gli stakeholder coinvolti”.
Secondo le tre associazioni, “solo l’esistenza di un piano di questo tipo, con un ruolo guida dello Stato, può garantire la realizzazione entro il 2030 di nuovi forni elettrici per la produzione di acciaio, di un impianto per la produzione di ferro preridotto (DRI) e dei relativi impianti di alimentazione energetica da fonti rinnovabili che riducano al minimo gli impatti su clima, ambiente e salute e azzerino tali impatti nei tempi più rapidi possibili, escludendo categoricamente qualsiasi impianto di rigassificazione in loco”. Nonché assicurare, dicono Wwf, Legambiente e Greanpeace Italia, “il sostegno sociale, economico e finanziario dei lavoratori e delle lavoratrici interessati dalla transizione e la loro formazione alle nuove mansioni inerenti alla nuova configurazione produttiva”, ma anche “un sistema di produzione che garantisca la salute di lavoratori e cittadini”. Solo così, affermano ancora le tre associazioni, si può avere “il funzionamento degli attuali impianti, altoforni e cokerie, per il tempo più breve possibile e nel pieno e totale rispetto delle prescrizioni previste dall’Aia”. Infine, “le tre associazioni sottolineano la necessità di sposare la strategia di decarbonizzazione dell’ex Ilva con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC), favorendo il più possibile filiere industriali delle fonti rinnovabili e dell’idrogeno verde, anche per garantire nuova occupazione”.

