"Il genocidio del popolo palestinese continua ormai da 2 anni e, anzi, si aggrava ogni giorno di più con massacri indiscriminati, con la popolazione tenuta alla fame, con la distruzione totale di case e infrastrutture e con la pulizia etnica.
Il cosiddetto piano proposto da Trump non è altro che la pietra tombale ad ogni istanza di autodeterminazione del popolo palestinese". È quanto si legge nella nota con cui gli organizzatori annunciano lo sciopero di domani.
"I governi occidentali (e tra questi uno dei peggiori è quello italiano) e i governi arabi sono complici.
La Global Sumud Flottilla, che ha rappresentato un tentativo di denunciare il criminale assedio portato avanti dallo stato d’Israele contro la popolazione di Gaza, è stata attaccata e sequestrata dalle forze armate israeliane con un atto di pirateria internazionale.
Al grido partito dai lavoratori portuali di Genova, risponde anche la piazza di Taranto: l’USB e la CGIL proclamano per domani, 3 ottobre, lo sciopero generale e chiama i lavoratori e le lavoratrici, i cittadini e le cittadine a scendere in piazza a difesa dei componenti della Flottilla, ma, soprattutto, per gridare la fine del genocidio del popolo palestinese. “Fare la nostra parte, sostenere la Global Sumud Flotilla, muoversi e mobilitarsi per dire no al genocidio a Gaza è una scelta che non conoscerà mai pentimento. - scrive il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo
E capita in questi giorni di leggere commenti di persone che sostengono che dovremmo occuparci solo delle questioni legate al lavoro o ai problemi degli italiani, neanche di quelli che abitano in questo Paese. Noi pensiamo, invece,che proprio mentre la storia, il diritto e l’umanità arretrano, è proprio in quel momento che i valori di uguaglianza, parità, sostegno ai deboli, che ispirano da sempre il movimento sindacale, debbano entrare in gioco. Per questo, come annunciato da tempo, di fronte al rapimento di cittadini, sindacalisti, pacifisti, rappresentanti istituzionali, in acque internazionali da parte dell’esercito israeliano noi torniamo nel luogo da sempre deputato alla rivendicazione dei diritti: lo sciopero e la manifestazione di piazza. Il benaltrismo che pervade questa vicenda, a partire dal governo Meloni, dalle dichiarazioni fuori logica umana del trio Meloni-Salvini- Tajani, è il motore che consente al Governo di Netanyahu di continuare indisturbato in quello che noi chiamiamo per nome e cognome, ovvero, “genocidio” – continua D’Arcangelo – e non si tratta di essere di destra o di sinistra, di questo o quel sindacato. In Palestina, nella striscia di Gaza, sono saltate le regole di civiltà e umanità, il massacro dei palestinesi è in diretta TV ed è per questo che non possiamo e non vogliamo voltarci dall’altra parte e pacificamente domani manifesteremo”.
“Penso ai nostri figli – conclude D’Arcangelo – che un giorno ci chiederanno cosa avremo fatto o provato a fare per fermare tutto questo!”
Si partirà alle 845 dall'Arsenale per raggiungere in corteo piazza Della Vittoria".

