Hanno scatenato un vero e proprio terremoto le dichiarazioni che l'ex direttore di Telenorba, Enzo Magistà, ha reso questa mattina in diretta su Rai 3. "Mangiamo le cozze di Taranto, allevate nel Mar Piccolo che è inquinato dalla diossina" queste le parole del giornalista. Parole pesanti che attaccano uno dei prodotti simbolo di Taranto, la cui bontà è certificata da controlli di qualità che pongono la cozza tarantina tra le eccellenze dell'offerta italiana in tutto il mondo.
Le reazioni sono arrivate a valanga, tutte ugualmente indignate da un attacco che colpisce immotivatamente una comunità che punta a rendere sempre più forte l'economia legata al mare e ai suoi tesori. Tra i primi a intervenire la giornalista Monica Caradonna con un video sui social in cui punta l'indice contro l'ex direttore dell'emittente pugliese facendo anche esplicito riferimento al fatto che il suo nome sia tra i papabili candidati del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia "non si faccia campagna elettorale sulla pelle di Taranto", ha detto la giornalista.
Di seguito le dichiarazioni dell'assessore comunale alle attività produttive Francesco Cosa : E’ noto che il Primo Seno del Mar Piccolo sia sottoposto da anni a restrizioni sanitarie e a monitoraggi stringenti per la presenza di diossine e Pcb, con ordinanze regionali che regolano puntualmente le attività di mitilicoltura.
Arpa Puglia, insieme agli altri enti competenti, effettua controlli sistematici e annuali sullo stato delle acque e sui mitili, come previsto dalla normativa nazionale ed europea.
Gli ultimi monitoraggi disponibili hanno confermato la conformità dei parametri delle aree designate alla vita dei molluschi.
Inoltre, è in corso un progetto interistituzionale che valuta i tempi e le modalità di decontaminazione dei mitili trasferiti in aree idonee, come il Mar Grande, a ulteriore garanzia di sicurezza alimentare. Il sistema di tracciabilità e vigilanza oggi in vigore impedisce la commercializzazione di prodotti non conformi, e assicura che soltanto i mitili rispondenti ai requisiti di legge arrivino sul mercato e sulle tavole dei consumatori.
Peraltro, le acque del secondo seno dove si completa la crescita della cozza sono classificate “A”: ciò significa che i mitili una volta prelevati dal mare possono essere portati direttamente ai centri di spedizione o di trasformazione senza subire il processo di stabulazione.
Possiamo pertanto affermare che ad oggi le cozze tarantine sono le più controllate d’Italia e ribadiamo che la produzione mitilicola locale se svolta nel rispetto delle regole e sotto il controllo delle autorità preposte, non rappresenta un pericolo per la salute pubblica. Dichiarazioni generalizzanti e prive di adeguata contestualizzazione rischiano solo di danneggiare un’intera comunità di produttori che opera legalmente e in piena collaborazione con le istituzioni. Questa comunicazione distorta rischia di danneggiare ulteriormente le tante famiglie per bene che con grandi sacrifici lavorano quotidianamente nella mitilicoltura, rispettando le regole e collaborando con le istituzioni per garantire qualità e sicurezza. Invitiamo quindi a trattare con equilibrio e senso di responsabilità un tema così delicato che merita rigore scientifico, rispetto per la verità e attenzione verso chi lavora onestamente per il rilancio e la sicurezza di un settore identitario per Taranto e per la Puglia.
Anche la ASL di Taranto interviene con un comunicato per fare chiarezza sulla sicurezza alimentare della filiera mitilicola.
Il Dipartimento di Prevenzionesottolinea che, dal 2011, in collaborazione con istituzioni e forze dell’ordine, ha avviato piani di monitoraggio serrati per garantire che i mitili immessi sul mercato rispettino i parametri stabiliti dalle normative europee.
In particolare, sono stati effettuati 1.247 prelievi mirati alla ricerca di diossine e PCB, da cui sono emerse 126 non conformità, tutte relative a mitili del Primo Seno del Mar Piccolo. In questi casi, sono scattati divieti di commercializzazione e ordinanze regionali, tra cui l’ultima, la n. 379/24, che proibisce la raccolta e vendita dei mitili adulti in quell’area, pur consentendo la movimentazione del novellame (soggetti giovani) previa certificazione.
La ASL chiarisce che le criticità stagionali nel Primo Seno sono legate alla contaminazione dei sedimenti e all’accumulo estivo di sostanze da parte dei molluschi adulti. Tuttavia, i mitili provenienti da aree autorizzate e controllate risultano pienamente conformi e sicuri per il consumo.
Il Dipartimento evidenzia anche l’importanza del lavoro svolto per contrastare violazioni e abusi, con sanzioni, sequestri e distruzioni di mitili non tracciati o non certificati. Operazioni condotte insieme a Guardia Costiera, Finanza e NAS.
Oltre alla ricerca di diossine e PCB, il monitoraggio sanitario include test per batteri, virus, biotossine e metalli pesanti: ad oggi, migliaia di analisi hanno confermato la conformità del prodotto.
Per rafforzare i controlli, la ASL si è dotata anche di una imbarcazione dedicata al campionamento in mare. È inoltre coinvolta nel progetto sperimentale di decontaminazione dei mitili allevati nel Primo Seno e successivamente spostati nel Mar Grande, in collaborazione con il Commissario alle bonifiche, il CNR, Arpa e la Guardia Costiera.
“Grazie ai controlli e alla tracciabilità, i mitili tarantini nei circuiti autorizzati sono sicuri e rispettano tutti gli standard di legge” – conclude la nota.
Questo il comunicato diffuso da Confcommercio Taranto
"Tali affermazioni, che richiamano in modo pretestuoso il tema della diossina, sono non solo prive di fondamento scientifico, ma rappresentano un atto di grave disinformazione che danneggia un intero comparto economico e l'immagine di una Città che è ha intrapreso un difficile percorso di riscatto.
Le dichiarazioni del signor Magistà, che non trovano riscontro in alcuna fonte ufficiale aggiornata, alimentano un allarmismo ingiustificato e si basano su un'informazione distorta e obsoleta.
È importante fare chiarezza, attenendosi ai dati reali e ai protocolli di controllo rigorosi in vigore. La "Cozza Nera Tarantina" è un'eccellenza riconosciuta, tanto da essere tutelata come Presidio Slow Food.
Le istituzioni competenti, come l'ASL e l'ARPA Puglia, effettuano monitoraggi costanti e capillari sull'intera filiera della mitilicoltura. Sebbene in passato siano state riscontrate criticità in specifiche aree del I° Seno del Mar Piccolo, come documentato da studi e analisi, è proprio per tutelare la qualità e la sicurezza del prodotto che la produzione il 28 febbraio di ogni anno viene spostata nel 2° seno o in Mar Grande. Un progetto sperimentale in corso mira a valutare se sia possibile estendere il periodo (cioè spostare la data oltre il 28 febbraio) sulla base dei risultati di decontaminazione stagionale. I prodotti ittici immessi sul mercato sono sottoposti a controlli rigorosi che ne garantiscono la conformità ai limiti di legge. Le eccezioni, purtroppo, riguardano esclusivamente la mitilicoltura praticata in aree vietate. Un fenomeno che non è certamente circoscritto al contesto tarantino che è contrastato con successo e costanza dalle autorità, in primis la Guardia Costiera, e contenuto con forza da Confcommercio Taranto a tutela della salute pubblica e dei produttori onesti.
Le dichiarazioni del signor Magistà non colpiscono solo il prodotto, ma l'identità stessa di Taranto. La cozza tarantina non è solo un alimento, ma un simbolo della nostra cultura, della nostra tradizione culinaria e del legame indissolubile tra la città e i suoi mari. Fare affermazioni di questo tipo significa infliggere un colpo mortale a un settore già vessato da altre problematiche, come gli effetti dei cambiamenti climatici, la scarsità del prodotto e le necessarie bonifiche ambientali. Questo allarmismo ingiustificato danneggia in modo irreparabile la reputazione degli operatori della mitilicoltura, che con dedizione e sacrificio portano avanti un mestiere antico, e dei ristoratori, che ogni giorno con passione valorizzano la cozza come ingrediente principe della cucina locale.
Da un giornalista di lungo corso come Vincenzo Magistà ci si aspetterebbe maggiore prudenza e rigore nel rilasciare dichiarazioni non avvalorate da dati scientifici aggiornati. Chi opera nel campo dell'informazione dovrebbe sapere che la comunicazione è un potente strumento di condizionamento delle abitudini dei consumatori e, se mal utilizzata come in questo caso, può creare danni incalcolabili a un'intera filiera. Chiunque, per motivi di visibilità o altro, contribuisca a infangare il percorso di rinascita di Taranto, si rende complice di un danno incalcolabile; in ragione di ciò che Confcommercio Taranto sta valutando tutte le possibili azioni legali da intraprendere a difesa della categoria e della città, e tal proposito ha dato mandato ai propri legali.
Confcommercio Taranto, al fianco dei mitilicoltori e dei ristoratori, continuerà a difendere la qualità e la genuinità della cozza tarantina, promuovendo il prodotto e garantendo ai consumatori che i controlli siano rigorosi affinché la Cozza Nera Tarantina sia un tesoro da gustare in tutta sicurezza."
Lu.Lo.

