di Lucia Pulpo
Ho sentito dire spesso che le provincie italiane sono l’humus dell’italianità e che Taranto è il fermento del cambiamento… Parole retoriche fin quando mi sono imbattuta in “Ammazza che piazza”. Parliamo del 2012 e poco più. Chiusa quella stagione avevo perso le speranze, e dopo il Covid il pianeta ha iniziato a rotolare all’indietro fino alla protesta contro il dissalatore nel fiume Tara. In quel momento, mi è arrivata la voce forte e chiara di in una giovane associazione di Statte. Non si tratta di un prolungamento della piazza tarantina, i ragazzi delle “Gambe di Mazinga” hanno un profumo di fresco, parlano con determinazione e comunicano voglia di fare ed orgoglio di essere UNITI. In un mondo frantumato dalle guerre, dove l'isolamento sembra l’antidoto ad ogni malattia sociale, questi ragazzi tendono, inconsapevolmente, una mano alla speranza in un futuro migliore. Volendo approfondire l’incontro, ho chiesto loro:
Il nome della vostra associazione richiama un cartone animato decisamente datato rispetto all'età media dei vostri soci, perché questo nome?
Il nostro nome si ispira sì al noto anime ma in realtà fa un giro più largo. A Statte in un’area del parco della gravina a cui siamo molto affezionati, c’è una torre piezometrica dell’acquedotto che dai tempi dei nostri genitori fu rinominata “appunto gambe di Mazinga”. Negli anni quello spazio è diventato un luogo di riferimento per i ragazzi e le ragazze della zona, un posto immerso nella natura che ci ricorda la bellezza della nostra terra. E’ da lì che parte la nostra storia, con i nostri primi eventi a tutela di tutto questo.
Un’associazione nata da poco ma molto attiva, come è perché vi siete uniti?
L’associazione vera e propria è nata da un annetto ma avevamo già da tempo in mente di strutturarci. Dal 2020 ci siamo impegnati nel Pulizza Mazinga, un appuntamento annuale con l’idea di accendere un faro sulla tutela del luogo coinvolgendo sempre più persone negli anni tramite il Clean-up e la sezione artistica. Inizialmente partimmo come una comitiva di amici con un’idea ma il grande passo lo abbiamo fatto grazie a dei ragazzi del paese che avevano visto le nostre iniziative negli anni passati e si sono avvicinati perché volevano costruire qualcosa insieme. E’ grazie a quella spinta che la famiglia si è allargata e ci siamo messi da subito all’opera.
Associo voi alla lotta contro il dissalatore nel fiume Tara. Avete iniziato a gennaio con incontri e sit-in; cosa avete imparato da questa storia?
Insieme a tante realtà del territorio ci siamo messi in prima linea a tutela di un’area naturale che un po’ come noi, resiste nel pieno della zona industriale. La spinta della nostra comunità, che ha sempre amato e frequentato il fiume ha portato ad una serie di eventi e mobilitazioni in cui chiedevamo chiarezza in merito alla gestione idrica regionale per evitare che una cattiva politica delle risorse mettesse a rischio uno degli ultimi spazi di comunità e bellezza che ci è rimasto.
Di certo abbiamo imparato l’importanza di creare una rete di persone sempre più fitta e capillare perché è lì che troviamo la nostra forza.
Quali sono i vostri obiettivi e quale pensate sia la vostra caratteristica, di cosa avere bisogno e cosa offrite a chi s’avvicina a voi?
Il nostro obiettivo è di creare spazi sociali e culturali che riempiano quel vuoto a cui ci avevano abituati. La tutela del territorio e la riscoperta delle sue bellezze spesso nascoste ci aiutano a ricordarci il bello che ci circonda, per non arrenderci al brutto.
Penso che la nostra caratteristica principale sia il valore che diamo ai nostri rapporti, ci vogliamo bene e cerchiamo di portare questo spirito anche tra chi si avvicina a noi in modo che anche un l’evento più impegnato non diventi mai un peso ma un occasione per spendere tempo di qualità insieme. La stomacaria ci salverà.
Ho partecipato a diversi eventi organizzati da voi, presentazione di libri presso l’Arci-Statte, “Pulizza Mazinga” con laboratori di street art, cosa bolle in pentola per il prossimo futuro? Cosa vi piace fare e di cosa ha bisogno la nostra società, secondo voi?
Dopo la programmazione estiva siamo già al lavoro per gli eventi dei prossimi mesi. Continueremo delle collaborazioni che abbiamo già avviato e spazieremo dalle giornate tra la natura a eventi culturali e sociali con alcune novità.
Come dicevo ,a noi piace stare insieme e piace vedere che attiriamo sempre più persone che condividono questa voglia di momenti di comunità che stavano perdendo. Magari per stare meglio, si ha bisogno di momenti del genere per allontanarci da una logica sempre più individualista che ci vuole divisi.

