Sabato, 30 Agosto 2025 09:57

EX ILVA/ Asse sindacati-Governo su 4 forni e polo DRI. Urso: ora il Comune di Taranto scelga In evidenza

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"Cambiare ciclo produttivo, passare dalla produzione di acciaio da altoforno a forno elettrico non può prescindere dall’uso del gas e del DRI (preridotto), questo è un dato tecnico-scientifico che non può essere strumentalizzato”. Lo dichiarano sull’ex Ilva Fim, Fiom e Uilm nazionali nel documento consegnato negli incontri con le delegazioni parlamentari.

   “La continuità produttiva - dicono le tre sigle - è necessaria sia per garantire la continuità lavorativa, per assicurare il reddito pieno ai lavoratori diretti ed indiretti, sia al progressivo processo di sostituzione del ciclo integrale con il piano presentato”.

   In particolare, i sindacati metalmeccanici chiedono di “realizzare nel minore tempo possibile la transizione per mettere in produzione 4 forni elettrici (3 Taranto, 1 Genova); Polo DRI a Taranto; investimenti nei vari plant - sono 9 i siti produttivi e di lavorazione - nella verticalizzazione degli impianti per ottenere la piena occupazione, garantendo l’approvvigionamento energetico di gas con tutte le soluzioni tecniche possibili, nessuna esclusa. Per garantire la sostenibilità e la credibilità del piano di rilancio e riconversione, Taranto - si aggiunge - ha bisogno che anche il DRI sia prodotto in loco. In primo luogo, per le esigenze ambientali. Produrlo altrove, trasportarlo, riscaldarlo, avrebbe impatti ambientali maggiori rispetto alla sua produzione e immissione nei forni. In secondo, non meno importante, la realizzazione degli impianti di DRI produrrebbe occupazione a cui dedicare i lavoratori impiegati ad oggi su impianti utili solo nel ciclo integrale, che verranno progressivamente dismessi”.

   Per Fim, Fiom e Uilm, si legge nel documento consegnato alle forze politiche, “un’occupazione su impianti nuovi, a basso impatto ambientale, è un’opportunità per il territorio e non un aspetto da combattere, occupazione che va preparata per tempo, che va formata e sostenuta economicamente”.

"Io ascolto i sindacati, ci stiamo confrontando da inizio legislatura, e condivido la necessità di coniugare, proprio a Taranto dove c'è stata la maggiore lacerazione, ambiente e impresa, salute e lavoro. A questo obiettivo risponde il piano che ho presentato da oltre due mesi". ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervistato da Rainews24, parlando

   "Vogliamo trasformare ex Ilva - ha aggiunto - nel primo polo siderurgico che produca interamente acciaio green in Europa. E' una sfida difficile ma è una sfida possibile. I sindacati ci confortano con le loro proposte. Attendo che il Consiglio comunale di Taranto ci dia indicazioni precise. Le risorse già ci sono, poi attendiamo il piano industriale. Il problema non sono le risorse, ci sono, ma le regole e le decisioni di altre autorità. La scelta ora è nelle mani del comune di Taranto che ancora non è riuscito a svolgere una riunione dell'assemblea comunale per dare degli indirizzi chiari". 

Ultima modifica il Sabato, 30 Agosto 2025 10:00

    

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