“Si condividono la necessità che l’acquirente, giusto quanto previsto dal Testo unico ambiente, e in attuazione degli impegni assunti all’esito della procedura negoziata, presenti nel rispetto dei tempi che saranno indicati in fase di aggiudicazione, le dovute istanze autorizzative sul versante ambientale e sanitario, che tengano conto della progressiva e completa decarbonizzazione dello stabilimento attraverso la realizzazione di forni elettrici in sostituzione degli altoforni che saranno gradualmente dismessi in un tempo certo”. Lo si legge nell’intesa sulla decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto sottoscritta oggi al Mimit. “In via preliminare - si afferma % si prende atto dei contenuti della nuova Lettera di Procedura II nell’ambito della vendita degli asset aziendali di Ilva spa e Acciaierie d’Italia spa”. Inoltre, “le parti si impegnano a sottoscrivere un Accordo di Programma ai sensi dell’art. 34 del testo unico degli Enti Locali, anche ai fini di predisporre misure adeguate in favore dello sviluppo del territorio, nonché ad individuare strutture organizzative che monitorino le tempistiche dei procedimenti amministrativi ambientali riguardanti gli impianti strategici così da renderle effettive. L’accordo di programma avrà, in particolare a oggetto la necessità del territorio della provincia di Taranto e dei comuni di Taranto e Statte, coniugando il soddisfacimento del diritto alla salute, all’ambiente, al lavoro. La prima riunione a tal fine si svolgerà a settembre”.
Nel nuovo bando per la vendita dell’ex Ilva pubblicato lo scorso 6 agosto, “sono state introdotte rilevanti novità rispetto al precedente bando”.si legge nell’intesa. Le novità, si legge ancora nell’intesa, sono relative “all’obbligo vincolante della piena decarbonizzazione del sito di Taranto che impone ai soggetti interessati di impegnarsi allo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbone; alla realizzazione fino a un massimo di tre forni elettrici per coprire l’intera capacità produttiva autorizzata e al pieno rispetto delle prescrizioni contenute nella nuova Aia, in vista del rilascio - successivo all'assegnazione dell'asset - di una nuova Aia più adatta al nuovo assetto pienamente decarbonizzato”. E ancora, ulteriori novità del nuovo bando sono relative, si legge nell’intesa al Mimit, “alla tutela occupazionale quale principio inderogabile” e “alla possibilità di presentare offerte per l’intero complesso aziendale o rami d’azienda o l’intero compendio aziendale Nord o Sud”.
“Saranno esaminate nuove prospettive per la reindustrializzazione delle aree libere, secondo gli indirizzi del ‘tavolo Taranto’, tenendo presente il principio della valorizzazione dell’indotto, da attuarsi mediante una procedura di avviso per manifestazione di interesse agli investimenti industriali e produttivi, con la nomina di un commissario secondo quanto previsto dal decreto legge n. 92/2025, convertito dalla legge 1° agosto 2025, n. 113”. si legge ancora nella intesa sulla decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto sottoscritta oggi al Mimit. Altro impegno presente nell’intesa é quello di “favorire, nel rispetto delle reciproche competenze, l’incremento del Fondo sanitario regionale in misura che tenga conto dei dati epidemiologici, anche in funzione preventiva e di screening sanitario, nonché a favorire l’incremento delle risorse per il potenziamento del monitoraggio ambientale, anche in attuazione della legge n. 151/2016”. Si parla poi nell’intesa del “potenziamento delle attività di ricerca e studio attraverso ‘l’Istituto di ricerche mediterraneo per lo sviluppo sostenibile’ anche a mezzo dell’integrazione con i laboratori di ricerca di Acciaierie d’Italia in A.S., favorendo la nascita di un polo tecnologico che possa operare in diversi ambiti industriali a supporto dello sviluppo produttivo sostenibile del territorio tarantino, salve le competenze dell’Arpa”. Nell’intesa, inoltre, ci si impegna a “favorire inoltre il potenziamento delle infrastrutture, anche portuali. Saranno altresì valutate possibili misure in favore dei proprietari degli immobili nel quartiere Tamburi, anche attraverso lo snellimento delle procedure e il rifinanziamento del fondo”. Infine, recita l’intesa sull’ex Ilva, “al fine di scongiurare o attenuare riflessi negativi sul versante occupazionale della transizione green dell’acciaieria saranno inoltre valutate misure di politica attiva e passiva del lavoro, anche a sviluppo delle interlocuzioni in corso con le associazioni sindacali”.

