Sabato, 26 Luglio 2025 18:36

EX ILVA-TARANTO/ Il Consiglio comunale sull'Accordo di Programma sarà ad accesso filtrato In evidenza

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Sarà ad accesso filtrato e contingentato il Consiglio comunale che nella mattinata del 30 luglio, con inizio alle 9, si riunirà per discutere dell’accordo istituzionale di programma proposto dal Governo per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. Lo apprende l'AGI. Prefettura e Digos avrebbero chiesto di svolgere la seduta a porte chiuse per evitare sia l’affollamento, che momenti di tensione, vista la delicatezza dell’argomento in discussione e il fatto che in città esistono posizioni favorevoli e contrarie all’accordo di programma così come sull’approdo della nave di rigassificazione che serve ad alimentare i forni elettrici e i collegati impianti di preridotto di ferro (Dri). La soluzione individuata dal Comune, dopo una consultazione con i capigruppo, è invece quella di consentire l’accesso a circa 30 persone (dato che rinviene dal limite di capienza posto all’accesso del pubblico nell’aula consiliare) dividendole tra organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste, rappresentanze di Asl Taranto e Arpa Puglia e degli stakeholder del territorio, fra cui anche la Camera di Commercio. Saranno quindi chiamati ad intervenire nella discussione un rappresentante per ogni voce: uno a nome di tutti i sindacati, uno a nome di tutte le forze ambientaliste e così via. I Cinque Stelle, stando a quanto si apprende, avevano proposto di tenere il Consiglio comunale in piazza. Il giorno dopo, il 31, l’amministrazione comunale di Taranto, insieme a quella di Statte, alla Provincia di Taranto e alla Regione Puglia, è convocata al Mimit per dire se firma o non firma l’accordo di programma sulla decarbonizzazione dell’ex Ilva e su quale delle due ipotesi prospettate dal Governo: scenario A, tre forni elettrici, quattro Dri, impianto di cattura e stoccaggio della CO2, 5,1 miliardi di metri cubi di gas di utilizzo a regime nel 2033, con progressiva dismissione dei tre altiforni e loro sostituzione, altrettanto progressiva, con i nuovi forni elettrici; oppure scenario B, solo i tre forni elettrici senza il Dri, 1,3 miliardi di metri cubi di gas da utilizzare e messa a regime nel 2032. Nello scenario A, l’approvvigionamento di 5,1 miliardi di metri cubi di gas renderebbe necessaria la nave di rigassificazione a Taranto. Infine, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, lunedì avrà un confronto con le associazioni ambientaliste su iniziativa dei Verdi, che fanno parte della maggioranza dell’amministrazione. Bitetti ieri ha incontrato in due momenti diversi il consiglio di fabbrica e i sindacati Fim, Fiom e Uilm e Confindustria Taranto. 

    

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