Sono attualmente sospesi i lavori della conferenza dei servizi sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ex Ilva, conferenza indetta dal ministero dell’Ambiente, presenti l’azienda, gli altri ministeri, tra cui il Mimit, la Regione Puglia e le amministrazioni locali di Taranto. La ripresa dei lavori è attesa in questi minuti quando sarà data lettura del verbale conclusivo. Secondo fonti vicine al dossier, le posizioni delineatesi vedono il dissenso di Regione, Comuni di Statte e di Taranto e della Regione sull’Aia, mentre i ministeri sono favorevoli alla sua approvazione con prescrizioni. Secondo le fonti, l’Aia per una produzione annua di 6 milioni di tonnellate di acciaio a Taranto con gli attuali tre altiforni a carbon coke, verrebbe comunque approvata, ma subito dopo si metterebbe in cantiere il suo riesame per adeguarla alla prospettiva della decarbonizzazione e all’operatività dei tre nuovi forni elettrici alimentati a gas. A chiedere la revisione dell’Aia al Mase sarebbe il gestore, ovvero Acciaierie d’Italia, in quanto titolare dell’Aia. La revisione dell’Aia dovrebbe partire dopo 31 luglio, una volta chiuso l’accordo istituzionale tra Governo, enti locali di Taranto e Regione Puglia sulla decarbonizzazione della fabbrica, accordo che prevede la chiusura degli altiforni e la loro sostituzione con i forni elettrici. In tal senso oggi il ministro Adolfo Urso ha confermato per il 31 luglio il vertice sull’accordo di programma. Va infine detto che gli enti locali e la Regione che oggi hanno detto no all’Aia, nel gruppo istruttore che ha lavorato al testo e alle prescrizioni ambientali, hanno invece detto sì al parere istruttorio conclusivo che è stato approvato all’unanimità.
“Motivato dissenso” da parte del sindaco di Taranto al rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) relativa alla produzione di acciaio per 6 milioni di tonnellate l’anno nell’ex Ilva. Lo riferiscono fonti vicine al dossier. Produzione da farsi con gli attuali tre altiforni in attesa dell’operatività dei tre, nuovi forni elettrici che sostanziano il piano di decarbonizzazione dell’acciaio a Taranto basato anch’esso su 6 milioni di tonnellate. Il sindaco Piero Bitetti é collegato in video conferenza con il ministero dell’Ambiente che ha convocato per oggi la conferenza dei servizi sull’Aia ex Ilva alla quale partecipano tutte le amministrazioni e i ministeri interessati. E collegato con la riunione è il governatore di Puglia, Michele Emiliano, anch’egli attestato - come il sindaco di Statte, Fabio Spada - su un parere negativo all’Aia. Il sindaco Bitetti qualche giorno fa aveva provato a chiedere al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, un rinvio della conferenza (che però il ministro non ha dato) in attesa della pronuncia del Consiglio comunale sulla intera vicenda Ilva che dovrebbe avvenire dopo il 24 luglio. Questo perché il Consiglio, eletto a fine maggio, vuole discutere sia dell’Aia alla fabbrica, che del piano di decarbonizzazione proposto dal Governo con due ipotesi: A e B. La prima prevede tre forni elettrici, quattro impianti di Dri - uno serve al forno elettrico di Genova -, la nave di rigassificazione per alimentare entrambi e la piattaforma per desalinizzare l’acqua del mare da mettere poi al servizio della fabbrica (110mila metri cubi al giorno). La seconda, invece, riguarda solo i tre forni elettrici ed esclude la nave, con gli impianti di Dri che verrebbero costruiti altrove, pare Gioia Tauro. Sull’approvigionamento di gas necessario sia ai Dri che ai forni, il ministro Adolfo Urso ha fissato per il 21 luglio la prima riunione della commissione tecnica che fornirà il suo responso entro il 28.
Nel corso della conferenza dei servizi sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ex Ilva di Taranto, conferenza convocata dal ministero dell’Ambiente, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha anticipato il parere negativo della Regione all’Aia per l’azienda e stessa cosa ha fatto il sindaco di Statte, Fabio Spada. Alessandro Marescotti, dell’associazione Peacelink, ha giudicato la posizione del governatore Emiliano e del sindaco Spada “un fatto positivo”.
“Adesso - prosegue Marescotti - siamo dovuti uscire dalla fase audizioni.
Fonti vicine al dossier precisano intanto che Emiliano “ha espresso parere contrario perché ritiene che l'unica prescrizione utile sia la decarbonizzazione. A quest'ultima sta però lavorando il Governo e il programma non è stato ancora formalizzato a causa della posizione assunta dal sindaco di Taranto”.
Della conferenza dei servizi, oltre ai ministeri fanno parte anche i Comuni di Taranto e di Statte, la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. In discussione é il Pic, sigla che sta per Parere istruttorio conclusivo. É un testo fatto da 477 prescrizioni ambientali che l’ex Ilva deve rispettare. L’Aia è la licenza con la quale l’azienda potrà produrre e far funzionare gli impianti. Quella in vigore è scaduta ad agosto 2023. Alla stesura del Pic ha lavorato un gruppo istruttore del quale fanno parte gli enti locali. L’azienda non fa parte del gruppo.
Il lavoro del gruppo istruttore si é concluso il 2 aprile, dopodiché l’ex Ilva, ricevuto il testo il 9 aprile, ha eccepito che le prescrizioni erano molte (non 477 ma di più, poiché per l’azienda diverse prescrizioni si articolavano a loro volta in sub prescrizioni), costose (oltre un miliardo) e non sostenibili economicamente, e che gli obblighi imposti non corrispondevano a nessuna regola europea. L’azienda ha quindi mandato le sue osservazioni in due tranche, il gruppo istruttore si è rimesso al lavoro ed il 4 giugno ha chiuso una nuova versione del Pic. Quella che oggi si sta discutendo.

