Martedì, 15 Luglio 2025 15:29

EX ILVA-TARANTO/ Confermata per il 17 la conferenza dei servizi sulla nuova Aia: "licenza" a produrre 6mln di t. con gli altiforni In evidenza

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La conferenza dei servizi per l’esame della nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ex Ilva, resta confermata per dopodomani al ministero dell’Ambiente. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. L’Aia è in pratica la “licenza” con la quale l’ex Ilva potrà continuare a produrre 6 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, questo il livello massimo autorizzato, usando gli attuali tre altiforni - dei quali ad oggi uno solo operativo - in attesa dei nuovi tre forni elettrici previsti dal piano di decarbonizzazione. L’Aia viene infatti rilasciata per l’esercizio degli impianti esistenti e quando poi l’azienda si avvierà ad installare i forni elettrici, dovrà presentare al ministero dell’Ambiente una nuova richiesta di Aia essendoci un cambio di ciclo di produzione. Rinviando al 31 luglio il confronto sull’accordo di programma sulla decarbonizzazione dell’acciaieria di Taranto - questa la scelta fatta oggi nel vertice al Mimit presieduto dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso -, si scinde quindi la strada dei forni elettrici da quella dell’Aia. Ieri, nel vertice tra le istituzioni della Puglia e di Taranto, presenti i sindacati, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, aveva chiesto al ministro se firmare l’accordo, fosse preliminare allo sblocco dell’Autorizzazione integrata ambientale. E il ministro aveva chiarito che non c’è un nesso tra firma dell’accordo di programma sulla decarbonizzazione e approvazione della nuova Aia, ma poterla approvare in un quadro di condivisione istituzionale (con la firma dell’accordo di programma) e con un percorso di decarbonizzazione delineato nei tempi e nella struttura, sarebbe stato meglio. È una garanzia, ha detto Urso, anche per la commissione Aia. Tuttavia, alla luce delle difficoltà a chiudere oggi una intesa sulla decarbonizzazione, perché il Comune di Taranto, al momento, condividerebbe solo i tre forni elettrici e non anche i quattro impianti Dri collegati, perché per alimentare di gas entrambi, forni e Dri, è necessaria una nave di rigassificazione. E su questo punto soprattutto le istituzioni di Taranto non sono consenzienti.  

L’importanza del varo dell’Aia è stato nuovamente richiamato nel vertice di ieri dal ministro Urso a fronte dell’attesa e imminente sentenza del Tribunale di Milano chiamato ad eventualmente ad applicare sull’ex Ilva, a fronte di un ricorso presentato da cittadini di Taranto che chiedono lo stop dell’acciaieria, la sentenza di giugno 2024 della Corte di Giustizia della UE. Il mancato via libera all’Aia, per il ministro, renderebbe molto probabile una sentenza sfavorevole all’ex Ilva da parte del Tribunale di Milano, mentre la nuova Aia dovrebbe neutralizzare questo rischio visto che l’Autorizzazione, articolata in 477 prescrizioni ambientali definite da un gruppo istruttore, recepisce i principi della sentenza della Corte e introduce nel percorso di esame e di rilascio dell’Aia, anche la Valutazione dell’impatto sanitario calcolata su una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio a Taranto. 

    

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