Martedì, 15 Luglio 2025 08:16

EX ILVA-TARANTO/ I consiglieri di maggioranza al sindaco Bitetti: non firmare l'accordo In evidenza

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A poche ore dalla nuova riunione di oggi (dalle 9) al Mimit tra il ministro Adolfo Urso e la Regione Puglia, gli enti locali di Taranto e l’Autorità portuale di Taranto, si complica ulteriormente la possibilità che oggi il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, del centrosinistra, possa firmare l’accordo di programma sulla decarbonizzazione dell’acciaieria. Accordo presentato ieri dal Governo come bozza e che prevede due scenari, con o senza gli impianti di Dri (preridotto) a Taranto e una nave di rigassificazione a supporto, oltre ai nuovi forni elettrici. Molto probabile che oggi non si firmi alcuna intesa, come chiedono al sindaco di Taranto un gruppo di 11 consiglieri di maggioranza, oppure, in alternativa, che vi sia solo un preaccordo sulla decarbonizzazione e sui forni elettrici, approfondendo poi successivamente la questione dell’approvvigionamento del gas. Ovvero se debba avvenire o meno con la nave di rigassificazione a Taranto, che vede il Comune molto perplesso e tutto il mondo ambientalista fortemente contrario. Quest’ultima ipotesi, cioè il preaccordo con rinvio sugli altri temi, sembrava praticabile sino a ieri sera, dopo la conclusione del vertice al Mimit con i sindacati, il Governo, i commissari di Acciaierie d’Italia e le istituzioni locali, ma adesso, dopo il colpo di freno venuto dalla maggioranza del sindaco, potrebbe non essere più così. Nella notte scorsa, infatti, un gruppo di consiglieri di maggioranza ha scritto al sindaco Bitetti, eletto a giugno e proclamato una ventina di giorni fa, di “riportare la scelta della adesione ad un eventuale accordo, ad un dibattito democratico nella assise consiliare e rimandare la decisione della firma dello stesso agli esiti di questo dibattito”.  

Gli 11 consiglieri di maggioranza  esponenti di Pd, Demos, Avs, Con - movimento politico questo vicino al governatore pugliese Michele Emiliano -dicono al sindaco di Taranto che “ci troviamo ad affrontare un tema che non possiamo ridurre ad una discussione tra ruoli istituzionali, che sottende un ribaltamento di responsabilità tra chi non vive in questa città e i suoi cittadini. Non sei solo. Siamo al tuo fianco, pronti a contribuire con senso civico e spirito costruttivo a quel cambio di rotta che la nostra comunità attende da troppo tempo. Per questo - affermano i consiglieri - riteniamo fondamentale che nulla debba essere firmato e che ogni decisione su questioni di così grande rilevanza venga rimandata e discussa a Taranto, in Consiglio comunale, affinché sia condivisa, ben vagliata e davvero orientata a una svolta strutturale, giusta e sostenibile. Una discussione - aggiungono i consiglieri di maggioranza al Comune di Taranto - che metta al centro la salvaguardia occupazionale, il diritto alla salute, la tutela ambientale e una riconversione economica capace di generare lavoro pulito, duraturo e sicuro. Non accetteremo più che si continui a contrapporre lavoro e vita, industria e dignità, sviluppo e giustizia.”. Per i consiglieri di maggioranza che si rivolgono al sindaco, “abbiamo ora l’occasione di scrivere insieme una nuova pagina per Taranto e lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre famiglie. Una pagina che lasci alle spalle ambiguità e compromessi al ribasso, e sappia invece unire istituzioni, cittadinanza e forze sociali in un progetto di rinascita ecologica, occupazionale e culturale”. Questi i nomi dei firmatari :Antonio Lenti (AVS)

Gianni Liviano (Demos)

Patrizia Boccuni (Unire Taranto)

Giandomenico Vitale (Unire Taranto)

Antonio Quazzico (Partito liberal democratico)

Nicola Catania (Democrazia Cristiana)

Enzo Di Gregorio (Pd)

Virginia Galeandro (Pd)

Patrizia Mignolo (Con)

Vittorio Mele (Con)

Luca Contrario (Pd)

Cosimo Festinante (Per Bitetti)

Gianni Tartaglia (Per Bitetti)

Daniela Galiano (Con)

 

Massimo Vozza (Con)

    

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