Giovedì, 12 Giugno 2025 17:20

DECRETO SALVA ILVA/ Nella bozza preridotto ma senza idrogeno (per l'impianto c'è un miliardo) e cassa fino al 2027 In evidenza

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L’impianto di preridotto che dovrà alimentare i futuri forni elettrici dell’ex Ilva di Taranto sarà alimentato con il gas. Nella bozza di dl sull’ex Ilva all’esame oggi del Consiglio dei ministri viene infatti eliminato ogni riferimento alla produzione del preridotto attraverso l’idrogeno, che era invece previsto nel decreto n. 14 del 16 dicembre 2019. Nel nuovo dl - apprende AGI - “le parole ‘con derivazione dell'idrogeno necessario ai fini della produzione esclusivamente da fonti rinnovabili’ sono soppresse”. Invece il precedente dl parlava di “realizzazione dell'impianto per la produzione” del preridotto “con derivazione dell'idrogeno necessario ai fini della produzione esclusivamente da fonti rinnovabili”. Inoltre, stabilisce il nuovo dl, la società costituita “può procedere alla realizzazione e alla gestione dell’impianto mediante selezione di socio privato”. Nella norma precedente, invece, si stabiliva che “l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (Invitalia S.p.A.) assicura l'assunzione di ogni iniziativa utile all'apertura del capitale della società a uno o più soci privati, in possesso di adeguati requisiti finanziari, tecnici e industriali, individuati mediante procedure selettive di evidenza pubblica”. La società che ha costituito già da anni Invitalia per costruire l’impianto di preridotto a Taranto è Dri d’Italia. I fondi a disposizione per questo impianto sono pari ad un miliardo che inizialmente erano nel Pnrr e poi, per evitare di arrivare alla scadenza temporale del Pnrr (2026) senza averli ancora spesi, sono stati trasferiti nel Fondo di sviluppo e coesione. L’impianto di preridotto a Taranto deve essere ancora costruire. Dopo che il Consiglio di Stato, nelle settimane scorse, ha confermato il provvedimento del Tar di Lecce relativo all’annullamento della gara del 2023, Dri d’Italia dovrà ora lanciare una nuova gara di appalto, si presume entro l’anno. 

“In continuità con gli ammortizzatori sociali già autorizzati”, è previsto un ulteriore periodo di cassa integrazione salariale straordinaria fino al 31 dicembre 2027 “per le imprese appartenenti a gruppi di imprese con un numero di lavoratori dipendenti complessivamente non inferiore a mille unità impiegati sul territorio italiano”. Lo prevede l’articolo 7 - secondo quanto risulta ad AGI - del decreto legge con misure urgenti a favore dei comparti produttivi, decreto legge che riguarda essenzialmente l’ex Ilva. L’intervento in questione è diretto alla salvaguardia dei livelli occupazionali, alla gestione degli esuberi e all’attivazione di percorsi di reindustrializzazione. I trattamenti sono riconosciuti nel limite di spesa di 28,7 milioni di euro per l’anno 2025, di 28,3 milioni di euro per l’anno 2026 e di 26,8 milioni di euro per l’anno 2027.

    

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