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Giornale di Taranto - Classificazione delle acque del Mar Grande. La replica dell'assessore regionale Fabrizio Nardoni al sindaco di Taranto Ezio Stefano .
Giovedì, 22 Agosto 2013 18:21

Classificazione delle acque del Mar Grande. La replica dell'assessore regionale Fabrizio Nardoni al sindaco di Taranto Ezio Stefano . In evidenza

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In relazione alla nota del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno sulle problematiche relative alla classificazione delle acque del Mar Grande, interviene l'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni. "Le relazioni di franco e leale confronto istituzionale e il rapporto contraddistinto da reciproca stima con il mio concittadino e sindaco di Taranto Ippazio Stefàno mi invitano a precisare alcune questioni relative alla classificazione delle acque del Mar Grande. Il sindaco e i miticoltori tarantini sanno bene quale impegno in questi mesi sia stato profuso nel tentativo di arginare gli effetti della crisi del comparto determinata dalla grave congiuntura economica e dalle note vicende legate alle condizioni delle acque del Mar Piccolo. Mi piace ricordare, a tal proposito, che lo scorso 8 luglio nel Convento di san Francesco a Taranto abbiamo tenuto un Tavolo tecnico regionale e un convegno internazionale sul “Rafforzamento della competitività e produttività dell’acquacoltura per uno sviluppo locale sostenibile” che ha visto la partecipazione di tutti i rappresentanti delle Organizzazioni Professionali, della ASL e dell'ARPA. Lo scorso 8 agosto, invece, insieme con l'assessore regionale al Welfare e alle Politiche del Benessere Elena Gentile, è stato affrontata proprio la questione della classificazione delle acque che non può essere liquidata come un semplice "problema burocratico". E' noto a tutti che la Regione Puglia, in questo caso particolare, è tenuta a seguire e ad osservare le normative nazionali che, a loro volta, rispecchiano le direttive comunitarie. In caso di inosservanza, la Regione Puglia potrebbe incorrere negli ammonimenti dell'UE e in gravi sanzioni pecuniarie che finirebbero per rendere meno agevole il delicato percorso per alleviare la crisi dei mitilicoltori. Vi è poi una questione di carattere squisitamente igienico-sanitario che pure va tenuta in considerazione. Che cosa succederebbe nel caso vi fosse una patologia imputabile al consumo dei mitili? E' una domanda che rivolgo tenendo lontano ogni intento polemico. Naturalmente, nel rispetto delle normative vigenti e in un clima di serena e proficua collaborazione istituzionale, non lascerò nulla di intentato - e il mio impegno sarà massimo pur in questo periodo feriale - per tentare di accorciare i tempi "tecnici" e consentire la tempestiva commercializzazione del prodotto dei mitilicoltori".

Ultima modifica il Lunedì, 26 Agosto 2013 16:32