Diffondere la cultura dell’innovazione digitale nelle piccole e medie imprese e favorire l’utilizzo del web per la promozione del Made in Italy. Questi gli obiettivi di Eccellenze in digitale, il progetto che vede insieme Google, Unioncamere, 52 Camere di commercio italiane tra cui Taranto.I settori obiettivo individuati per la provincia ionica sono l’artigianato artistico di Grottaglie ed i prodotti agroalimentari: i vini Primitivo e Negramaro di Manduria, l’olio extravergine d’oliva (Dop), pane e prodotti da forno di Laterza, caciocavallo, capocollo di Martina Franca.

Da settembre operano presso la Camera di commercio di Taranto e con il tutoraggio della dottoressa Francesca Sanesi,  i due borsisti Marcella Cavallo e Michele Leone, selezionati tra migliaia di giovani neolaureati, che hanno già avviato i contatti con le imprese del territorio.

Eccellenze in digitale tour è un “road show” partito lo scorso 30 maggio da Bologna, che ha già toccato Firenze, Siracusa, Trento e si concluderà a Roma. Venerdì prossimo, 5 dicembre, l’iniziativa è promossa da Google e Fondazione Symbola, con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e in partnership con Cna e Coldiretti farà tappa a Taranto, nella sala Monfredi della Cittadella delle imprese. Scopo del tour è quello di incontrare le Pmi e mostrare loro in che modo ed in che misura il Web può farle crescere aprendo le porte del mercato globale.

L’innovazione, l’ampliamento e la diversificazione dei mercati, la possibilità di essere in rete in una dimensione internazionale, sono ormai elementi di competitività fondamentali” – ha ricordato il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli secondo il quale “la formula di Eccellenze in digitale è vincente perché abbina l’utilizzo delle nuove tecnologie con la promozione delle produzioni di qualità che fanno parte del nostro patrimonio culturale”.

 

Il prossimo 5 dicembre, a partire dalle 10, Eccellenze in digitale Tour farà tappa a Taranto nella sala Monfredi della Cittadella delle imprese, in viale Viriglio 152. L'iniziativa punta a valorizzare il Made in Italy aiutando le eccellenze dell’artigianato, della piccola industria e dell’agricoltura a digitalizzarsi per accedere e competere con più facilità sui mercati internazionali. “Eccellenze in digitale tour”, è promosso da Google e Fondazione Symbola, con la collaborazione del Professor Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e la partnership di Cna e Coldiretti, che toccherà Taranto per la sua quinta tappa e si chiuderà in dicembre a Roma. L’appuntamento tarantino si aprirà con una conferenza stampa di presentazione in programma il 2 dicembre alle 10, proseguirà con una tavola rotonda e si chiuderà nel pomeriggio con una sessione di formazione per imprenditori e artigiani su social marketing ed E-commerce. Nella tappa del 5 dicembre interverranno: Luigi Sportelli - Presidente Camera di Commercio di Taranto; Domenico Sturabotti - Direttore Fondazione Symbola; Stefano Micelli - Professore di E-business Università  Ca’ Foscari di Venezia; Loredana Capone -Assessore alla Sviluppo Economico Regione Puglia; Diego Ciulli - Senior Policy Analyst Google;  Fabrizio Nardoni - Assessore Agricoltura Regione Puglia; Francesco De Giorgio - Segretario generale Camera di commercio di Taranto; Vincenzo Bellini- Presidente Distretto Produttivo Puglia Creativa; Angelo Inglese - Titolare Sartoria G. Inglese. Previsto anche l'intervento dei due borsisti impegnati presso la Camera di commercio di Taranto nel progetto Eccellenze in digitale: Marcella Cavallo e Michele Leone. Infine, le testimonianze "eccellenti" del terrtiorio ionico: Crispino Lanza - Primato Pugliese; Armando Salerno Mele- Madeinitalyfor.me; Gianluca Lomastro – Made in Taranto.

Un’economia bloccata. Un sistema produttivo paralizzato dalla crisi, afflitto dal dissesto del Comune capoluogo dichiarato otto anni fa e non ancora concluso. Un territorio dilaniato dalle polemiche e scarsamente coeso che continua ad essere eterodiretto nelle scelte strategiche. Una collettività che non riesce a parlare con una sola voce, che non progetta, o lo fa in maniera non incisiva, che non intravede l’orizzonte di un nuovo futuro. 

Enti locali, categorie economiche, forze sociali si impegnano ciascuno nel proprio ambito, ad attivare iniziative di promozione, sviluppo e crescita i cui effetti, però, sono in larga parte vanificati dalla mancata identificazione dei reali fabbisogni territoriali, dall’assenza di obiettivi strategici chiaramente perseguibili e dalla conseguente difficoltà di progettazione finalizzata al finanziamento ed alla realizzazione degli interventi. Si avverte in maniera chiara ed evidente, l’assenza di un centro di coordinamento e di programmazione che riesca a cogliere le necessità di sviluppo e le traduca in progetti finanziabili e cantierabili.

Oggi Taranto è questo. E’ amaro constatarlo, ma è doveroso evidenziarlo soprattutto da parte della Camera di commercio, il maggiore Ente economico del territorio, svincolato da logiche politiche/partitiche, che opera nell’interesse generale dell’intero sistema. Eppure, Taranto è una città simbolo dei moderni conflitti economici e sociali, paradigma di vecchie contraddizioni che attendono risposte nuove e innovative. La nostra città ha davanti a sé grandi opportunità: può investire sulle sue vocazioni e sulle tante potenzialità, puntare sulle capacità professionali, imprenditoriali, politico-amministrative; può liberarsi di veti e condizionamenti, riappropriarsi di significative porzioni del territorio, creare un ponte con l’Europa e con le tante risorse rese disponibili dall’Unione.

Per fare tutto ciò occorre un nuovo approccio ai problemi, un metodo che sia di consultazione, inclusione e sintesi. Un modello di co-working operativo che sappia cogliere i bisogni socio-economici del territorio, valorizzarne le vocazioni, tradurre tutto ciò in progetti e aree di intervento in linea con la programmazione comunitaria.

Nasce così #20diproposta, un confronto aperto e chiaro con istituzioni, parti sociali, forze economiche, società civile per mettere in rete le varie anime della nostra provincia, aprire il confronto, formulare proposte, avanzare progetti e condurli alla realizzazione. Un think tank in cui far confluire le esperienze trasformando le istanze e le numerose energie che scuotono il territorio, in iniziative di crescita.

La Camera di commercio di Taranto ha più volte sottolineato l’esigenza di dotare il territorio di una regìa unica, di un’Agenzia di sviluppo e ora, nel solco di questa convinzione, rilancia la proposta e chiede a tutti di compiere un salto di qualità per disegnare, insieme, il futuro del territorio ionico. Una lettera, in tal senso, è già stata inviata agli Enti della nostra provincia e nei prossimi giorni sarà spedita a tutti gli stakeholder chiedendo loro la disponibilità a condividere il percorso accennato nell’ottica di un impegno responsabile e concreto  per accompagnare il territorio verso una nuova fase di crescita economica, sociale e culturale.

#20diproposta è un esempio di “Intelligenza economica territoriale”, vuole far ragionare portatori di interessi diversi intorno a possibili prospettive di sviluppo dell’area provinciale con lo scopo di creare una governance che dia gambe alle idee e ai progetti. Per uscire dalla crisi occorre l’impegno di tutti. Allo stesso modo, il futuro della nostra provincia va costruito con il contributo collettivo mettendo in secondo piano gli interessi di parte e ragionando insieme. L’inclusione come metodo di lavoro, la protesta che diventa proposta, i progetti che si trasformano in opere, interventi, infrastrutture.

Avanti adagio, quasi ferma. E’ questa la condizione dell’economia provinciale secondo le rilevazioni di Movimprese elaborate dal Centro Studi della Camera di commercio di Taranto, relative alla nati-mortalità imprenditoriale nel terzo trimestre 2014.

Il saldo tra iscrizioni (558) e cessazioni (514) è positivo: +44 unità, ma il dato è nettamente inferiore rispetto al precedente trimestre che aveva fatto segnare +263 e nei confronti dello stesso periodo del 2013 che si era chiuso con un saldo di +147.

La provincia ionica è quella che cresce meno a livello regionale. Il tasso di crescita nel trimestre luglio/settembre è 0,09%, la media della Puglia è 0,20%. Nel confronto con le altre province della regione, Taranto è dunque fanalino di coda. La migliore performance regionale è di Lecce (0,26%), seguita nell’ordine da Foggia (0,25%), Bari (0,24%), Brindisi (0,18%). Il dato non cambia considerando il saldo in termini assoluti: +362 Bari, +184 Lecce, +180 Foggia, +66 Brindisi, +44 Taranto.

“La nati-mortalità imprenditoriale nella nostra provincia è segnata da ripetuti stop and go – sottolinea il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli - , il 2014 è cominciato malissimo, al netto delle chiusure di fine anno. Poi c’è stata una risalita ed ora una nuova flessione, sinonimo di una preoccupante stagnazione del sistema economico. Le difficoltà non risparmiano alcun comparto produttivo. Il segno negativo colpisce il manifatturiero, l’agricoltura, l’edilizia, il commercio, sintomo di una persistente difficoltà del mercato interno. Far ripartire la domanda, rimettere in moto i consumi diventa improrogabile, così come garantire alle imprese del territorio il necessario sostegno e supporto. Taranto è penalizzata dalla difficile congiuntura nazionale, ma anche da fattori territoriali come il dissesto del Comune capoluogo che ha sottratto ingenti capitali alle imprese ed ai cittadini limitando la capacità di spesa di entrambi e che, a distanza di otto anni, non è ancora concluso. La Camera di commercio di Taranto ha più volte sollecitato, proposto ed auspicato la costituzione di un’Agenzia dello sviluppo quale sede per individuare le linee strategiche di crescita, sostenere la progettazione e accompagnare la fase esecutiva dei vari interventi. I dati economici del terzo trimestre 2014 confermano questa necessità e impongono a tutti gli stakeholder del territorio una consapevolezza ed una coesione diversa dal passato”.

Il settore che maggiormente ha sofferto nel periodo preso in esame da Movimprese è quello del commercio con un saldo negativo di -63 aziende. Andamento negativo anche per le costruzioni (-34 unità produttive), per le attività manifatturiere (-26) e dell’agricoltura (-19).

Da ultimo, nonostante il comparto artigiano registri un saldo negativo di 6 unità, in questo settore Taranto è la provincia della Puglia che tiene meglio rispetto alla crisi.

Guarda il video commento del Presidente Luigi Sportelli: http://youtu.be/SspaYG4fuS4

"Il sindaco di Bari ha già attivato una serie di contatti per intercettare arrivi e partenze da e per Matera nominata capitale della cultura per il 2019.  A Taranto nessuno fa niente in questo senso. C'è totale indifferenza. La mia amara conclusione è che nelle nostre istituzioni non ci sono persone capaci di rappresentare adeguatamente le nostre istanze e per questo dico provocatoriamente che tutti i 29 sindaci della provincia di Taranto dovrebbero dimettersi".

Lo ha affermato Leonardo Giangrande, presidente della Confcommercio di Taranto concludendo la conferenza stampa delle associazioni pro-aeroporto di Grottaglie, svoltasi proprio nella sede dei commercianti. I lavori sono stati aperti da Cinzia Amorosino secondo la quale "il nostro non va considerato come un aeroporto industriale. Non può diventare un campo di collaudo per droni. Sarebbe anche pericoloso visto che la zona è densamente abitata". Secondo Michele Damiano "Taranto e Bari insieme possono fare sistema per Matera capitale della cultura 2019".

Giacomo Lanzafame e Walter Fischetti hanno illustrato la richiesta inviata al ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi ed al presidente della Regione Vendola in ordine alla possibilità di considerare Taranto aeroporto strategico e non di interesse nazionale, nel Piano nazionale aeroporti che sarà definito nei prossimi giorni nell'ambito della conferenza Stato-Regioni. "In questo modo - ha spiegato l'avv. Fischetti - Grottaglie non sarebbe sottoposto all'obbligo del pareggio di bilancio nell'arco dei prossimi tre anni".

Secondo Fischetti è chiaro "il tentativo di isolare la provincia di Taranto. Forse fa paura il bacino d'utenza di Taranto perché entrerebbe in concorrenza con Bari?"  Le associazioni non chiedono la rescissione della convenzione quarantennale tra Enac e Adp.  "Sbaglia chi gestisce gli aeroporti pugliesi - sostengono  - imponendo scelte per Taranto che sono assunte in maniera discriminatoria e non sulla base di dati concreti. Chiediamo al ministro  di porre in essere un'azione di controllo sulla gestione ADP". 

Giangrande ha ribadito che " il turismo e l'agroalimentare per il nostro territorio sono grandi occasioni di sviluppo ma senza istituzioni in grado di difendere il territorio, Taranto diventerà sempre più marginale, rischiamo di diventare un'eterna succursale cui imporre le  volontà altrui. Taranto è di interesse nazionale quando si parla di Ilva e Tempa Rossa, ma viene ignorata quando chiede di valorizzare le sue reali vocazioni soprattutto perché nessuno pone queste questioni con la necessaria determinazione nelle sedi istituzionali".

A Taranto ci sono problemi di governo della città. Il centrosinistra non ha funzionato, soprattutto nel secondo mandato. Ora serve una nuova giunta comunale di altissimo profilo”.

Dall'Agorà della Camera di commercio, Michele Emiliano impallina l'amministrazione di Ippazio Stefàno e chiede al suo partito, il Pd, di “diventare credibile cambiando radicalmente e compiendo scelte chiare. Se non saremo in grado di farlo noi, l'energia e la richiesta di cambiamento andranno altrove”. Con il caso-Tamburrano ancora caldo l'ex sindaco di Bari, ha avviato anche a Taranto la campagna per le primarie del centrosinistra.

E' curioso che a portare in riva allo Ionio il presidente regionale dem sia stato il consigliere regionale Alfredo Cervellera, esponente di Sel deluso dall'investitura in favore di Dario Stefàno imposta dal “lider maximo” Nichi Vendola.

Il papocchio della Provincia è ancora caldo. Emiliano ha chiuso alle larghe intese “la linea politica non si cambia”, ha detto, ed ha confermato le sue perplessità sull'indicazione di Tamburrano, “al tempo stesso sindaco di Massafra, comune su cui insistono diversi impianti di smaltimento rifiuti e presidente della Provincia, ente che rilascia autorizzazioni all'esercizio proprio a discariche ed inceneritori”. Un tema caldo, quello dei rifiuti, “un sistema così forte e radicato in Puglia – ha proseguito l'ex magistrato - che nemmeno la camorra è riuscito ad entrarvi”. Puglia, terra di sole, mare e vacanze ma anche di grandi e gravi problemi, spesso difficili da raccontare: “in alcune zone della nostra regione fare il giornalista è diventato rischioso quasi come fare il carabiniere o il procuratore antimafia”.

Taranto è il paradigma di una realtà problematica e dilaniata dalle polemiche, ferita e delusa dalla classe politico-amministrativa. Emiliano lo sa e va a toccare le corde più sensibili dell'opione pubblica. Su Ilva e Tempa Rossa, taglia corto. “Sul caso Ilva a Taranto assistiamo alla sospensione del diritto penale per effetto di un decreto legge. Ora attendiamo l'ambientalizzazione, ma se non si risana la fabbrica non ci sono alternative, bisognerà chiuderla”. Altrettanto netto il giudizio su Tempa Rossa. “E' un problema serio – dice Emiliano – perchè quei serbatoi di greggio aggiungeranno nuove emissioni di benzo(a)pirene a quelle provenienti dall'Ilva. Ne parlerà con Renzi perchè quell'impianto non può essere inserito nello Sblocca-Italia”.

Altro tema caldo i trasporti. “Quattro aeroporti sono meglio di due, questo è certo – spiega sollecitato dai giornalisti – ma possiamo permetterceli? Sarebbe garantito il necessario pareggio di bilancio? In ogni caso questa è una sfida che va lanciata rimodulando le ingenti somme di denaro pubblico lanciate nel sistema aeroportuale pugliese. Sul futuro del porto ho sollecitato il sottosegretario Delrio affinchè convochi un incontro con l'Autorità portuale ed i vertici di Evergreen per capire quali sono le reali intenzioni del gruppo”.

In chiusura Emiliano ha sottolineato la necessità “di avere un luogo della riconciliazione e della programmazione per portare a compimento opere e progetti”.  

In occasione del suo Centenario, Il Teatro Orfeo di Taranto apre le porte ai giovani con una scuola di recitazione. Un percorso di formazione teatrale professionale ed un’opportunità per scoprire e conoscere il fascino del teatro sulle tavole del palcoscenico dello storico teatro tarantino. La scuola prevede materie come dizione, recitazione, educazione del corpo, analisi del testo, costruzione del personaggio. La direzione è affidata al regista Clarizio Di Ciaula. Per le domande di iscrizione è possibile ritirare il questionario di preselezione presso il Teatro Orfeo entro il 30 Ottobre.

Sull’ipotesi di riforma delle Camere di commercio interviene Piero Bitetti, presidente del consiglio comunale di Taranto e consigliere provinciale.

“Un disegno di riordino che non facilita una positiva riforma del Sistema camerale italiano, consentendone la riorganizzazione dei compiti e delle funzioni, ma che attua tagli lineari che di  fatto ne decretano lo smantellamento. Il dimezzamento, in tre anni, dell'entrata da diritto annuale comporta sin dal 2015 (35%) effetti drammatici sui bilanci degli Enti camerali che si alimentano per oltre il 70% da tale voce. Questo senza che le imprese conseguano effettivi risparmi: si pensi che oltre il 60% delle imprese italiane paga mediamente 96 euro annui per l'iscrizione al Registro delle imprese, quindi nel 2015 il risparmio sarebbe mediamente di 44 euro, una goccia nel mare delle imposizioni fiscali all'imprenditorialità. Ma il taglio del diritto annuo, azione decisamente insignificante per il rilancio competitivo, si traduce nell'impossibilità delle Camere di svolgere le funzioni delegate (circostanza che appare incostituzionale), erogare servizi ai territori (le Camere sono, fra l'altro, l'organismo intermedio più vicino alle imprese), contribuire allo sviluppo economico (solo a titolo di esempio, probabilmente agli Enti camerali non sarà possibile destinare ai Consorzi Fidi  i versamenti previsti dall'art.1 c.54-55 della legge di stabilità 2014), assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali nel Sistema, con un'emorragia occupazionale stimata al ribasso in 2.570 unità in meno fra il 2015 e il 2017. L'approfondita analisi svolta da Unioncamere in merito evidenzia dettagliatamente questi e molti altri elementi che devono allarmare l'amministratore pubblico e chiunque, in questo momento, stia valutando e decidendo se approvare l'articolo 9 del disegno di legge as1577. C'è di più, l'incomprensibile fretta con la quale si sta procedendo nei confronti del Sistema camerale obbligherà i singoli Enti ad agire con altrettanta fretta, dovendo garantire i servizi. E il timore è che gli effetti si ripercuotano sul personale (sia a livello occupazionale, sia salariale): insomma, una riforma affrettata, non adeguatamente ponderata, che comporterà maggiori oneri a carico dello Stato per quasi 90 milioni di euro, un possibile decremento sul valore aggiunto nazionale per due decimi di punto e, da subito, con ogni probabilità, una drammatica perdita di posti di lavoro. Cosa che questo Paese e questa provincia non possono certamente permettersi.

In sostanza, più ragionevole sarebbe consentire al Sistema camerale italiano – conclude Bitetti - di attuare una incisiva autoriforma, certamente confrontandosi con il Governo, rivedendo immediatamente il taglio sul diritto annuale e, comunque, congelandolo al 35% (si ricordi che le Camere, in ottemperanza alla normativa sulla spending review, versano già il 15% della riduzione delle spese direttamente allo Stato, da cui non percepiscono entrate) e cancellando ogni e qualsiasi proposito di abolizione tout court del diritto camerale e di trasferimento del Registro delle imprese come previsto dall'art.9 del disegno di legge”.

 

Una collaborazione concreta tra Agromed, Autorità portuale di Taranto, Greenery e Ciao Italia nell'ambito del progetto Freshport. E’ questa la proposta di Luigi Sportelli, presidente della Camera di commercio di Taranto e presidente del Consorzio Agromed.

Nei giorni scorsi l’Autorità portuale ionica ha presentato il progetto di collaborazione con il gruppo olandese The Greenery, finalizzato alla commercializzazione dei prodotti agroalimentari di Puglia, Basilicata e Calabria. “Si tratta di una grande opportunità – sostiene il presidente Sportelli – in un settore su cui il nostro territorio punta molto. Un’opportunità che giunge in un momento decisivo per il futuro della società consortile Agromed. Questa struttura, frutto di una programmazione che risale ai primi anni Duemila, si trova oggi ad un punto cruciale anche per la concomitante presenza di iniziative analoghe. Agromed deve operare nell’esclusivo interesse del territorio e degli operatori dell’agroalimentare di Puglia, Basilicata e Calabria. La stessa platea di riferimento di Freshport ed è per questo che le due realtà devono incontrarsi per definire percorsi  sinergici e complementari”.

Il presidente Sportelli nel corso della presentazione di Freshport svoltasi a Palazzo di città, ha invitato pubblicamente i responsabili del progetto, i partner olandesi, gli operatori dell’agroalimentare ad un confronto operativo. “Agromed – ha ricordato Sportelli – opera secondo una mission che è quella di favorire e sviluppare la commercializzazione dei prodotti agroalimentari attraverso l’infrastrutturazione del territorio. E' compito di tutti, ma in primo luogo di chi ricopre incarichi pubblici,   evitare la creazione di strutture che possono risultare in eccesso se non addirittura  concorrenti. I doppioni non servono. Occorre, invece, creare una rete di servizi e di infrastrutture che supporti e favorisca la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Creando le giuste sinergie ed operando in modo complementare, Agromed e Freshport possono rendere un utile servizio all’economia ed allo sviluppo di un settore strategico per la macro-regione Puglia, Basilicata, Calabria”.

 

Presenta sempre due volti la realtà a Taranto. Sotto palazzo di città i dipendenti della Tct manifestano in difesa del posto di lavoro. Il porto non deve morire recitano le t-shirt che indossano davanti ad un fitto cordone di poliziotti. Al primo piano, nel Salone degli specchi, si  celebra l'avvio del progetto Freshport. Si tratta della collaborazione tra  The Greenery, un grosso operatore olandese leader nel mercato ortofrutticolo internazionale, l'Autoritá portuale e le aziende dell'agroalimentare di Puglia, Calabria e Basilicata.
L'obiettivo è quello di commercializzare e, in un secondo momento, trasformare i prodotti agricoli del Meridione creando occasioni di business e di occupazione. Più di una speranza, ha detto il presidente della Port Autorthy Sergio Prete, una certezza. Una realtà che prende forma in un contesto segnato da crisi e sfiducia. Una rondine non fa primavera, ma in ogni caso meglio che vedere volare corvi scuri. La "prima pietra" di Freshport risale al 9 maggio del 2013 quando Autorità portuale e Greenery Italia sottoscrissero un protocollo d'intesa per rafforzare la filiera logistica nel settore agroalimentare facendo perno sul porto di Taranto. Freshport guarda alla realizzazione della Piattaforma logistica integrata ormai in costruzione, al Distripark, ad Agromed. A proposito di quest'ultima, Luigi Sportelli presidente della Camera di commercio e del consorzio Agromed, intervenendo al dibattito, ha invitato i responsabili di Greenery ad un incontro operativo per coniugare la missione del Freshport con quella di Agromed.
Al fine di dare concreta attuazione al progetto, il 7 luglio scorso, i produttori di Puglia, Calabria e Basilicata del settore ortofrutticolo hanno costituito un consorzio operativo chiamato Ciao Italia. In questo modo si intende mettere in contatto la domanda con l'offerta creando un network di imprese in grado di intercettare e soddisfare le richieste del mercato.
Alla presentazione del progetto sono intervenuti il sindaco Ippazio  Stefáno, l'ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia Michiel Den Hond, il presidente della Provincia di Matera Franco Stella, il manager di Greenery Franz Scholt, il presidente del consorzio Ciao Italia Giorgio Mercuri, il direttore di Ernes&Young Fulvio Lino Di Blasio. I lavori sono stati moderati dal giornalista Domenico Palmiotti.

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