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"Il mio è un ricorso contro Comune e Regione, il Dcpm deve essere attuato, i lavori devono partire, non è più tempo di trattare: i parchi vanno coperti, l'Aia deve essere applicata  dobbiamo mettere lo stabilimento in sicurezza garantire salute, occupazione, produzione, stabilità sociale.  Io non voglio trattare con nessuno, voglio solo che quanto si è stabilito per legge venga attuato nell'interesse dei cittadini di Taranto e della sua provincia. Se la posta in gioco è trattare qualche posto nel consiglio di amministrazione dell'Ilva o nei listi proporzionali per garantirsi un posto da deputato questo mi fa molto arrabbiare.

Il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano spiega la propria azione e chiarisce i termini del ricorso al Tar. Non ci sta ad essere additato come colui che non ha a cuore la salute dei bambini di Taranto e antepone l’interesse della fabbrica a quello di cittadini e operai.

 

“La  trattativa quanto piu' si delegittima il Governo tanto più è lunga e inconcludente. Io non devo trattare con nessuno  finora ho svoltoil ruolo del mediatore e del pompiere ed ho preteso di partecipare al tavolo romano trovando inaccettabile il mancato coinvolgimento dei sindaci di di Statte, Massafra, Crispiano, Montemesola.  Avrei auspicato che i sindaci si esprimessero con un'unica voce, assumendo una posizione comune, ma il sindaco di Taranto si è fatto strappare il microfono da Emiliano.  Io non voglio trattare posti nel Cda dell’Ilva voglio solo solo che a Taranto arrivino i soldi così ome stabilito nel Decreto.”


E' una situazione a dir poco drammatica quella rappresentata ieri mattina dai vertici di Confindutria Taranto nel corso della conferenza stampaconvocata dal presidente Cesareo per fare il punto della situazione sull'indotto Ilva. Non ricevendo i crediti maturati le imprese sono ormai al collasso e no più in grado di fronteggiare le scadenze. La situazione e le relative richieste di un comparto ormai in ginocchio, tanto da essere a rischio sia stipendi che tredicesime, sono espresse nel documento che di seguito pubblichiamo

Premessa
 
In queste ultime settimane si sono avvicendati al Mise gli incontri fra le organizzazioni sindacali, le Regioni e i Comuni dove hanno sede gli stabilimenti dell'Ilva con i manager di Am Investco Italy, la nuova società formata da Arcelor Mittal e Marcegaglia che a giugno si è aggiudicata gli asset del gruppo siderurgico. Dopo gli incontri che Am Investco ha avuto con i sindacati, nei quali si e' parlato rispettivamente di piano industriale e di piano ambientale della nuova società, nei giorni successivi si è tenuto il confronto fra la società acquirente dell'Ilva e gli amministratori locali, riguardante solo il caso di Taranto.
Sono ancora tuttavia molteplici le incognite, se si considera la rilevanza del gruppo dell'acciaio che occupa 14.200 addetti circa in tutta Italia, di cui quasi 11mila solo a Taranto. Su poco più di 14mila addetti totali, Am Investco parrebbe orientata a prenderne 10mila creando così 4mila esuberi, anche se il Governo ha ripetutamente assicurato che nessuno sarà licenziato e che chi non transiterà in Am Investco, resterà in carico all'amministrazione straordinaria di Ilva. 
 
A Taranto, intanto, di particolare rilevanza continua ad essere la paradossale situazione dell’indotto, le cui aziende avanzano crediti per 150 milioni di euro per lavori realizzati e commissionati da un Ilva già commissariata, quindi con una gestione di diretta espressione governativa.
 

L’indotto

La situazione dell’indotto Ilva di Taranto è tornata prepotentemente alla ribalta proprio grazie alle reiterate insistenze di Confindustria sulla necessità di dare ristoro ai crediti pregressi delle nostre aziende e di restituire loro quelle certezze purtroppo smarrite in questi ultimi tre anni.

Molteplici sono le iniziative che Confindustria ha condotto, all’interno e all’esterno dell’ambito associativo, attraverso incontri a vari livelli, consulenze specifiche, specifiche “missioni” romane e soprattutto diverse proposte documentate che abbiamo avanzato al Governo, ad Ilva, ai commissari circa possibili soluzioni alternative per poter venire a capo della complessa questione. 

Entrando nel merito della questione, ritroviamo una situazione di questo genere:

 

Il pregresso

 

Il sistema dell’indotto vanta nei confronti dell’Amministrazione Straordinaria circa 150 milioni di euro.

 

In base ai dati desumibili dallo stato passivo esecutivo e per ammissione del MISE, il giudice delegato ha riconosciuto in prededuzione crediti per un importo complessivo di 10 milioni di euro (fonti Mise)Il mancato riconoscimento della prededuzione per la maggior parte dei crediti insinuati al passivo è da attribuirsi all’interpretazione restrittiva che i Commissari hanno dato alla “continuità degli impianti produttivi essenziali[1].

 

I Commissari, infatti, hanno attribuito tale carattere di essenzialità alla sola gestione e conduzione di quei determinati processi che sono da ritenersi essenziali per l’esercizio degli altiforni e delle acciaierie presso il sito di Taranto.

 

Succede così che l’art. 8, comma 1-bis, d.l. 91/2017 (norma a carattere interpretativo), introduca solo per la categoria degli autotrasportatori il requisito della funzionalità degli impianti produttivi dell’ILVA.

 

Il riconoscimento della prededucibilità ai crediti delle PMI, infatti, rimane vincolata al concetto di “impianto produttivo essenziale”, mentre agli autotrasportatori – condizione da noi comunque salutata favorevolmente per la categoria - sarà sufficiente dimostrare di aver fornito prestazioni che consentano la funzionalità di impianti produttivi non necessariamente rientranti nel novero degli essenziali.

 

Molte delle nostre imprese hanno proceduto alla presentazione delle domande di opposizione al passivo.

 

In riferimento alla situazione prospettata, Confindustria Taranto:

 

o   per conto delle imprese rappresentate ha conferito incarico a stimati accademici esperti del settore siderurgico di redigere una relazione che analizzi nel dettaglio il processo produttivo dello stabilimento e il ruolo fondamentale che le aziende dell’indotto svolgono al suo interno al fine di dimostrare la validità giuridica e tecnica dell’assunto per cui l’interpretazione dei Commissari Straordinari è restrittiva ed è necessario una sua rimodulazione;

 

 

ha più volte avanzato la richiesta – ai Commissari Straordinari ed al Ministro per lo sviluppo economico e al Ministro per la coesione Territoriale e il Mezzogiorno – di considerare un’ipotesi transattiva dei crediti insinuati al passivo, riconoscendo in fase di transazione la prededucibilità anche dei chirografari in possesso dei requisiti utili a tale riconoscimento.La situazione creditoria corrente e la mancata applicazione delle misure previste a sostegno dell’indotto.

 

La situazione delle aziende dell’indotto è aggravata dai ritardi nei pagamenti della gestione corrente.

Sebbene, infatti, i Commissari Straordinari abbiano elaborato un piano di recupero delle fatture scadute e abbiano garantito il proprio impegno per la risoluzione di questa problematica, i tempi di pagamento si stanno allungando a causa di un’oggettiva difficoltà a mantenere gli impegni assunti.

Permane, inoltre, il blocco dei pagamenti relativi alla realizzazione delle prescrizioni previste dal DPCM del 14 marzo 2014.

Considerato che tali crediti potranno essere soddisfatti sui fondi assegnati all’ILVA dal d.l. 1/2015 convertito dalla l. 20/2015 e che il ritardo nei pagamenti è legato ad alcune questioni di natura amministrativa, non vi è alcuna certezza sui tempi con cui ciò avverrà ed il ritardo sta diventando ogni giorno più consistente e gravoso.

La mancanza di liquidità sta ponendo gran parte delle aziende in condizioni di oggettiva difficoltà per quanto riguarda l’accesso al credito in considerazione del progressivo peggioramento del rating delle stesse aziende.

È da segnalare, inoltre, che la misura prevista dal già citato d.l. 1/2015 in materia di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI (art. 2 bis) è rimasta infruttuosa.

 

Sarebbe pertanto opportuno, oltre che un dovuto approfondimento dei piani industriali e ambientali del nuovo investitore, anche un’azione di monitoraggio delle misure di politica industriale sin qui adottate dal Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno delle aziende dell’indotto per valutarne l’efficacia, stabilire correttivi e prendere in considerazione eventuali proposte di intervento.

 

Conclusioni

 

Noi abbiamo più volte ribadito e continuiamo a ribadire, anche attraverso i network locali e nazionali, che il reimpiego degli esuberi occupazionali è strettamente legato anche alle aziende del nostro indotto;

abbiamo detto che non si può concepire una ripartenza del colosso dell’acciaio senza queste aziende.

 

Oggi abbiamo bisogno di risposte e garanzie certe, di risposte a domande che da troppo tempo un intero sistema si pone senza riscontri di alcun genere.

 

Le nostre richieste sono essenzialmente queste:

 

1.     Pagamento del pregresso (ovvero riconoscimento della prededucibilità dei crediti);

2.     pagamento puntuale del corrente (ovvero osservanza delle scadenze stabilite dal piano di recupero);

3.     annullamento e/o modifica della clausola di rescissione unilaterale così come proposta, in un modo tale che “Il fornitore, in deroga parziale a quanto previsto dall’art. 1671 c.c., dichiara di rinunziare a qualsiasi pretesa, anche risarcitoria, nei confronti di Ilva, per le opere e le forniture non eseguite quale conseguenza del recesso, fermo restando l’obbligo del committente di tenerlo indenne per le spese sostenute ed i lavori eseguiti, anche parzialmente, sino al momento della comunicazione del recesso”.

 

4.     Certezza – e sarebbe una ovvia conseguenza dell’assolvimento dei primi due punti - del coinvolgimento delle imprese locali nella nuova Ilva.

 

Fermo restando l’interesse di tutti affinché il complesso iter sociale, ambientale e di autorizzazione europea si possa concludere in tempi strettissimi, è altrettanto importante, in questa fase, non perdere di vista gli effetti che le decisioni assunte avranno sul sistema locale, oltre che sui livelli occupazionali.

 

Il nostro auspicio, già palesato in questi giorni attraverso i media, è inoltre quello che sia da parte del Comune di Taranto sia da parte del Governo si arrivi ad un punto di condivisione sulle scelte –oramai urgentissime e non più procrastinabili – da compiere rispetto alla trattativa Ilva in corso, al fine di favorire un dialogo costruttivo e superare l’attuale situazione di empasse determinata dal ricorso al TAR contro il Dpcm sui piani ambientale e industriale dello stabilimento.

 

 



“Più che un passo di lato, ne servirebbe uno in avanti. Per entrambe le posizioni in campo. Taranto ha bisogno di pacificazione istituzionale e non di contrapposizioni sterili e dal sapore antistorico. La vicenda Ilva, la concreta applicazione del Piano Ambientale, con quello che potrà scaturire in termine di bonifiche e sostenibilità ecologica per quel sito industriale – e l’intero territorio jonico -  è materia troppo importante per essere destinataria di strascichi giudiziari e amministrativi.

Emiliano e Melucci da una parte, il ministro Calenda e il governo italiano dall’altra, devono abbandonare le posizioni isolazioniste e ricercare una sintesi virtuosa, un ideale alto. Per il bene della seconda città pugliese, per il futuro manifatturiero della nazione e, cosa assai più importante, per tratteggiare un futuro più ottimistico - e meno incerto - per le popolazioni tarantine.

Tutte: quelle della città capoluogo al pari degli abitanti della provincia.

E, allora, se questo dev’essere il nuovo approccio, se il cambio di paradigma sarà reale e non effimero, bisogna lavorare tutti assieme per la risoluzione dei tanti problemi che insistono sul tappeto. Il tavolo istituzionale per Taranto venga istituito nella nostra città in luogo che a Roma. Le vertenze hanno un senso, una capacità risolutiva se il vincolo della territorialità non viene meno, se non si tradiscono le esigenze e le aspettative degli attori locali. Il ministro Calenda riparta da qui, dai nostri luoghi, a tessere la sua trattativa con i nuovi proprietari di Ilva. Si diano risposte concrete alle imprese dell’indotto, che vantano da tempo immemore crediti per un valore di oltre 150 milioni di euro nei confronti dello Stato. Sia dia, insomma, forza alla politica vera: la sola in grado di fornire risposte eccezionali a problemi straordinari. Il Natale dei tarantini non sarà sereno, troppi sono le difficoltà e i ritardi che abbiamo accumulato in questi anni. La funzione principe di un attore pubblico è quello di pensare agli altri, ai più deboli, a chi vuole emanciparsi dal bisogno. Dinanzi a questa esigenza, è nostro dovere trovare la strada della sintesi fattiva e pragmatica.

Nella mia veste di presidente della Provincia, rivolgo un invito alle parti in campo. Sarei lieto di ospitare nella sede di via Anfiteatro un vertice con i rappresentanti del Comune, della Regione e del Governo italiano. Mettiamoci alle spalle le polemiche, lavoriamo perché le ragioni del lavoro e quella della tutela della salute e dell’ambiente possano avere eguali diritti e dignità.

 

Taranto ha bisogno di unità. Nostro compito è ricercarla costi quel che costi!”.

Raccolgono l’invito del Comune di Taranto e non senza un velo di malcelata ironia richiamano con forza il principio della partecipazione e quindi del coinvolgimento, le associazioni che si riconosco in Manifesto della Città Vecchia e del Mare”. Un modo chiaro e netto, quello scelto dalle Associazioni per dire “ci siamo anche noi, ecco le nostre proposte!”.

Ecco di seguito il documento integrale che le Associazioni hanno inviato al sindaco Rinaldo Melucci e l’assessore ai Lavori pubblici Aurelio Di Paola

 

 

Nel Comunicato Stampa del Comune di Taranto del 26 novembre u.s. è stata data notizia – con ampio risalto

sui Quotidiani e le Emittenti Televisive Locali- del Forum “#Open Taranto. Come rinasce l’Isola Madre.

Presentazione del Piano”, cui avrebbero partecipato, tra gli altri, Rappresentanti di: Marina Militare,

Università degli Studio, Provveditorato agli Studi, Asl, Arpa, Confindustria, Ance, Confcommercio, Ordini

Professionali.

Così come testualmente affermato nel Comunicato “…l’Amministrazione ha sottolineato che il significato

dell’Iniziativa risiede nell’assicurare il pieno coinvolgimento della Cittadinanza sin dalla fase della

programmazione degli Interventi per la Riqualificazione dell’Isola Madre, se pur nel rispetto di un calendario

assai stringente”.

Peraltro nell’occasione del Forum il Comune ha confermato “…la disponibilità dell’Amministrazione a

raccogliere eventuali contributi e proposte entro e non oltre il 30 novembre all’indirizzo

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Da sempre impegnati socialmente, culturalmente, professionalmente nel concorrere a ricercare

l’auspicato migliore futuro per la nostra amatissima Città, abbiamo inteso offrire il presente Contributo

entro i termini temporali indicati dal Comune che definiremmo “giugulatori” piuttosto che “stringenti”.

Preliminarmente desideriamo ribadire l’affermazione di quei Principi sanciti a livello istituzionale e

legislativo- di “Sussidiarietà” e “Compartecipazioneai programmi ed alle Scelte fondamentali che

interessano la Comunità.

Principi spesso negati o largamente compressi con l’alibi della “urgenza” e della “fretta”.

Evitando, in ogni caso, di alimentare esasperate ed improduttive polemiche, intendiamo con forza

ribadire l’unanime convincimento che l’obiettivo fondamentale per la Città Vecchia e per l’intera Città è

quello di ribaltare il declino trasformandola da Città del degrado (ambientale, economico, sociale) a Città

Sostenibile / Resiliente, Città della Cultura, della Tutela Ambientale e della Valorizzazione del suo

straordinario Patrimonio.

La Strategia d’Intervento che proponiamo dunque, parte dal copioso lavoro -svolto da molti di noi nel corso

degli ultimi anni- attraverso un percorso di indagine, ascolto e ricerca, utilizzando un procedimento di “work

in progress”, sulla base di una metodologia aperta ed inclusiva.

Una Azione che si è concretizzata attraverso Iniziative e Documenti configurabili come espressione di

Cittadinanza Attiva.

Da questa attività sono emerse delle vere e proprie Linee Guida, elaborate su dati utili e significativi in

prospettiva dell’attuazione del Programma Pubblico/Privato di Azioni ed Interventi finalizzato alla

Riqualificazione e Valorizzazione della Città Vecchia sul quale, tutti uniti, a partire dal basso, far convergere

azioni sinergiche da parte delle Istituzioni della Città, della Provincia, della Regione e del Governo, al fine di

evitare errori che, -come la storia ci ha purtroppo insegnato- hanno contraddistinto in negativo il destino del

nostro Centro Antico.

Ora più che mai è necessario contrastare quella sorta di “sciame sismico dell’abbandono”, che nel suo

perdurare ha portato -ed é un triste scenario che si palesa davanti ai nostri occhi – a crolli, occlusioni di

interi vicoli, atti vandalici ed occasioni perdute.

Una Azione di Contrasto che, a nostro parere, non può che ispirarsi alla “Strategia della Conservazione

Integrata”, ampiamente riconosciuta a livello mondiale (UNESCO, ICOMOS, ICCROM, Consiglio d’Europa,

ecc.), la quale mette in evidenza l’unità–identità della Città Storica come unicum che costituisce il “valore

urbano” che spesso è soggetto a rischio” di pericolosissime proposte di diradamento / sventramento,

considerando sovente la “densità edilizia” come “criticità”.

Noi, infatti siamo dell’avviso che la “densità edilizia”, riscontrabile nella trama urbana della Città Vecchia,

non rappresenta una criticità ma l’espressione del suo più alto valore.

La Città Vecchia simbolicamente è come se fosse il cuore della Città in cui le sue parti storiche sono per loro

vocazioni piene di significati e valori stratificati nelle modificazioni materiali e immateriali succedutesi nel

tempo.

Obiettivo primario del Piano di Interventi dovrà essere dettato dall’esigenza di tutelare e valorizzare il

patrimonio storico ereditato dal passato che, a partire dal nucleo originario, ha strutturato la città moderna

e contemporanea e costruire una strategia di sviluppo del Centro Antico aderente alle specificità e alle

potenzialità dell’Isola, nella sua centralità fisico – geografica, nella sua stratificazione storica, nella sua

relazione con il mare.

Anche l’ordine di esecuzione degli Interventi di Recupero delle porzioni degradate dovrà necessariamente

essere flessibile, nella logica di raggiungimento e superamento della dimensione critica di intervento per

singoli comparti, sulla base dei numerosi vincoli intrinseci ed estrinseci.

La questione primaria dell’Isola è rimettere in moto la sua stratificazione millenaria per orientarsi alle

esigenze dell’abitare e della socialità contemporanea, per essere presente a se stessa in ogni tempo.

Su di Essa si dovranno strutturare le Linee Programmatiche finalizzate alla Tutela, Valorizzazione e

Salvaguardia della Città Vecchia di Taranto intesa come “risorsa pubblica strategica” e le Azioni Prioritarie

sulle quali si dovranno concentrare nell’immediato le energie e le risorse.

Per essere più chiari sosteniamo che per agire in coerenza con la “Strategia della Conservazione Integrata

siamo del parere che il presupposto essenziale debba essere costituito da una “ VISIONE CULTURALE

COMPLESSIVA DELLA CITTÀ VECCHIA”.

In tal senso occorre evitare che gli approcci urbanistici ed economico – finanziari prevalgano, in modo

spropositato, su una visione integrale ed integrata che tenga nel massimo conto le identità sociali,

culturali, produttive della “Città Vecchia”.

In ogni caso, se oggi sussiste veramente la “fretta / urgenza” per l’approvazione, entro la fine dell’anno, di

un Action Plan finalizzato al conseguimento di risorse finanziarie -le cui poste andrebbero conseguite

attraverso specifici Atti Deliberativi del CIPE- Noi non ci sottraiamo al diritto / dovere di offrire il nostro

apporto collaborativo invitando l’Amministrazione Comunale a:

dare priorità assoluta, -ai fini della immediata finanziabilità- agli Interventi finalizzati a:

messa in sicurezza;

urbanizzazioni primarie e secondarie;

miglioramento dell’accessibilità / fruibilità dei luoghi;

precostituire le condizioni per la realizzazione del “cablaggio”, fondamentale

infrastruttura per l’insediamento progressivo di funzioni alte all’interno della Città

Vecchia;

effettuare in via subordinata se ritenuto necessario e con le opportune cautele- un primo

tentativo finalizzato ad incrementare le condizioni di attrattività della Città Vecchia limitandosi

alla Riqualificazione / Rifunzionalizzazione di alcuni Palazzi Storici di Proprietà Comunale sulla base

di una condivisa destinazione d’uso e di Ipotesi Progettuali che creino i presupposti per la ottimale

Valorizzazione delle Aree e degli Edifici limitrofi.

Ma immediatamente dopo aver assunto le decisioni che -per quanto riportato dalla Stampa- il Sindaco ha

affermato che saranno prese dall’Amministrazione Comunale entro l’11 dicembre, occorre utilizzare al

meglio lo STRAORDINARIO PATRIMONIO DI CONOSCENZA di cui oggi l’Amministrazione Comunale dispone,

relativamente alla tematica / problematica Città Vecchia.

Patrimonio innegabilmente incrementatosi con i risultati del “Concorso di Idee Open Taranto” che –pur tra

luci ed ombre- ha reso disponibile una incredibile varietà di soluzioni puntuali e generali delle quali, a

nostro parere, l’intera Città non ha avuto modo obiettivamente di approfondire la conoscenza ed il

significato.

E’ per questo motivo che riteniamo necessario che l’Amministrazione Comunale proceda ad una “analisi

tecnica – preliminare” non solamente dei 5 Progetti Vincitori / Menzionati del Concorso di Idee ma anche

di tutti gli altri Progetti selezionati.

Inoltre, invitiamo fermamente l’Amministrazione Comunale ad acquisire la piena disponibilità del recente

e straordinario lavoro sviluppato dall’Arch. Franco Blandino –Progettista dell’originario Piano

Particolareggiato- relativo ad una parte rilevantissima della Città Vecchia (quella “bassa” e del

“Waterfront sul Mar Piccolo”).

Ciò non significa assolutamente recepire acriticamente tale lavoro ma ignorarlo sarebbe di una inaudita

gravità!

Ovviamente, per agire attraverso il Percorso Programmatico da Noi auspicato vi è la necessità di assicurare

una adeguata GOVERNANCE al processo di Programmazione / Pianificazione / Realizzazione degli

Interventi.

E’ nostra opinione, quindi, che l’Amministrazione Comunale debba costituire con urgenza una Unità

Speciale, -pienamente dedicata alla tematica / problematica della Città Vecchia- ovvero un Ufficio Specifico,

con Professionalità adeguate, che abbia titolarità di gestione e flessibilità operativa, al fine di affrontare la

Rigenerazione Urbana (esempio Sassi di Matera) con il supporto delle necessarie risorse finanziarie

(comunitarie, statali e regionali) disponibili.

Struttura tecnica, diretta da un Dirigente Comunale, che si avvalga della collaborazione di attori diversi. In

tal senso, nella sede in cui essa opererà sarebbe auspicabile costituire in affiancamento un Gruppo di Lavoro

riconosciuto, che rivesta una funzione di vigilanza democratica, consultiva e propositiva. Esso dovrà essere

l’espressione di un’ampia partecipazione dal basso, che investa soprattutto gli abitanti, gli operatori

economici e culturali ed il terzo settore.

Siamo più che mai convinti che il Programma per la Salvaguardia e Valorizzazione del Centro Antico parta da

un principio ispiratore di fondo: “la promozione della Città deve essere un obiettivo e un risultato

condiviso dai vari attori che vivono e animano Taranto”.

Conseguentemente si dovrà obbligatoriamente puntare al coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte

di trasformazione dei loro insediamenti urbani e alla promozione di specifiche azioni, volte a favorire lo

sviluppo sociale ed economico della comunità locale ed a garantire una fruizione unitaria, qualificata e

sostenibile del patrimonio ambientale e culturale della Città.

In conclusione

CHIEDIAMO

che superata la fase della dichiarata ed imminente “urgenza”, l’Amministrazione Comunale si impegni

nella doverosa azione di pieno coinvolgimento della Comunità Tarantina attraverso una reale

“Partecipazione” finalizzata a scelte strategiche condivise.

Partecipazione” per la quale assicuriamo il nostro impegno da Co – Protagonisti attivi.

Sottoscritto dalla Rete di Associazioni di seguito indicate:

Manifesto della Città Vecchia e del Mare

Gruppo Interprofessionale Tarantino GR.IN.TA.

Italia Nostra

WWF Taranto

Nobilissima Taranto

Maria D’Enghien

Associazione Terra

Gruppo Taranto

Tarenti Cives

A casa di Archita

Jonian Dolphin Conservation

Mondomare

Iperuranio

Targato Ta

Firmato per la Rete di Associazioni:

 

Manifesto della Città Vecchia e del Mare

Un fine settimana all’insegna della Dieta degli Antichi Romani.

 

La riscoperta di meraviglie archeologiche e borghi antichi, emblema delle radici storiche del territorio Tarantino attraverso i sapori e la vita quotidiana dell’uomo dal periodo greco a quello medievale. Questo è ciò che la cooperativa Polisviluppo con suo progetto “Il Gusto dell’Archeologia”, sta regalando ai tanti visitatori durante i fine settimana organizzati nell’ambito del programma regionale InPuglia365 Autunno.Un fitto programma di iniziative che andrà avanti fino al 31 Dicembre e che nelle prossime giornate del 2 e 3 Dicembre condurrà a vivere lo splendido promontorio archeologico di Saturo, a Leporano.

Un parcocaratterizzato, come è noto, da evidenze archeologiche di svariate epoche, tra cui i resti di un santuario greco dedicato ad Athena, del VII-IV sec. a.C., e quelli di una sontuosa villa romana di età imperiale, del I-III sec. d.C. In questo splendido scenario si terranno visite tematiche che riguarderanno la dieta degli antichi romani, ripercorrendo gli spazi testimonianza tangibile della presenza di nobili ed aristocratici, tra resti di terme pubbliche e sala banchetti di una imponente domus costiera. Si illustreranno antiche pietanze, come, ad esempio, il garum, la tipica salsa romana per condire gli alimenti e si degusterà vino aromatico, preparato secondo le ricette di Apicio, famoso enogastronomo dell’antica Roma, vissuto ai tempi di Tiberio, che, come narra Seneca, si tolse la vita proprio per paura di dover morire di fame, dopo essersi accorto che gli rimanevano solo dieci milioni di sesterzî. Sempre il vino, con le sue divinità del passato, sarà protagonista dello spazio per le famiglie con bambini, “Pane e Vino”, laboratori in cui si riprodurranno con l’argilla gli antichi oscilla, dischi in terracotta che nell’antica Grecia venivano appesi agli alberi per propiziare un buon raccolto ed una buona vendemmia in occasione delle feste di Dioniso, Dio del vino e della forza produttiva della terra.

Prossimo appuntamento del 9 e 10 Dicembre, Dal Cratere al Capasone”, con visite e laboratori nel Centro Storico e nella splendida Bottega Casa Vestita di Grottaglie.

Programma della giornata:

SABATO 2 DICEMBRE:
Ore 10:00 Apertura straordinarie e visite guidate tematiche “La Dieta degli Antichi Romani”
DOMENICA 3 DICEMBRE:
• Ore 10:00 Apertura straordinarie e visite guidate tematiche “La Dieta degli Antichi Romani” con degustazione di vino aromatico romano
• ore 11:00 “Pane e Vino”- Laboratori di Archeologia Sperimentale per famiglie con bambini :
riproduzione in argilla di “oscilla”, antichi oggetti votivi per il dio del vino Dioniso

Tutte le attività sono gratuite: per informazioni e prenotazioni 392.1769175. Facebook: Polisviluppo Servizi per l'Archeologia e i Beni Culturali.



 

 

L’episodio risale a un anno fa ma ora c’è un tassello in più, un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per arrivare alla verità su cause ed eventuali responsabilità del decesso d un64enne di Palagianello  Antonio Pesce morto la mattina del 17 dicembre del 2016 nell’ospedale di Castellaneta. Ci riferiamo alla perizia medico-legale disposta proprio allo scopo di fugare dubbi e trovare risposte sulle modalità del tragico evento.

 

L’uomo, affetto da cardiopatia dilatativa, era stato ricoverato il 15 dicembre nel reparto di Cardiologia, il decesso è subentrato due giorni dopo. L’uomo avrebbe avuto un’improvvisa perdita di coscienza, sarebbe quindi caduto dal letto, spirando nel giro di tre ore.  

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo diretta dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero che punta a stabilire le cause della morte e accertare se vi siano state responsabilità, omissioni, mancanze da parte del personale medico e infermieristico del nosocomio. In poche parole l’interrogativo di base è: quella morte si poteva evitare? E’ stato fatto tutto quanto era necessario per evitare e prevenire il tragico epilogo in termini di assistenza e vigilanza?  Al momento dieci persone risultano iscritte sul registro degli indagati (medici e infermieri).

La perizia medico-legale  avrebbe rivelato insufficienza respiratoria acuta, lesioni cervico-midollari e trauma cranico. Nella perizia si farebbe inoltre riferimento alle precauzioni da adottare e agli accertamenti da effettuare per scongiurare il rischio di cadute in pazienti allettati.

 

Insomma, il quadro della vicenda comincia a definirsi a beneficio dell’accertaento della verità.  Subito dopo il decesso, i familiari della vittima che lascia moglie e cinque figli, si sono rivolti tramite il consulente personale Luigi Cisonna, a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che oltre che sul fronte penale, si è attivato anche sul piano civile nei confronti dell'Azienda Sanitaria.

Martedì 28 novembre, il cielo di Taranto è terso come nei giorni di tramontana. In lontananza si riconoscono sfumature di marroncino, sono le polveri pesanti sollevate dal parco minerali dell’Ilva. Una madre con due figli al seguito chiede informazioni allo sportello di un ufficio pubblico, ha bisogno di sistemare il ragazzo più grande che ha lasciato la scuola a 17 anni, fornisce generalità e indirizzo, “Tamburi, Taranto”, si sente che ci tiene a sottolineare il quartiere di provenienza. L’impiegato prende nota e rivolgendosi al ragazzo più giovane, che avrà non più otto anni, esclama con un sorriso: “E tu? Niente scuola oggi?”.  Risponde la madre “Niente scuola no…oggi c’è il wind day. Una caricatura. Una presa in giro.  Anzi così è peggio, perché i bambini invece di andare a scuola escono per strada e respirano tutto l’inquinamento…Mica li possiamo lasciare soli a casa no?!”.

 

L’impiegato annuisce, del resto, come darle torto…. Madre e figli si allontanano in direzione della fermata dove prenderanno il pullman per tornare a casa a “Tamburi, Taranto” dove il diritto all’istruzione è negato per ordinanza.

All’ombra dei camini dell’Ilva si consuma l’ennesimo scontro tra poteri dello Stato, con rappresentanti istituzionali che tornano ad  affrotarsi a colpi di provvedimenti, dichiarazioni al vetriolo, durssime prese di posizione. In primo piano la vendita dell’azienda e le ripercussioni sul piano occupazionale e ambientale, mentre la città paga, ogni giorno il suo prezzo, con le scuole chiuse per i wind days, le polveri che arrivano ovunque, il tasso di inquinamento uguale malattie che sale.

A  innescare la miccia sono stati Regione e Comune che hanno impugnato il Decreto  del presidente del Consiglio dei ministri  del 29 settembre con cui si modifica il piano ambientale scatenando la durissima reazione dei ministri Calenda e Galletti, e di parte dei sindacati. Calenda stamattina ha annunciato che la trattativa sull’Ilva viene sospesa in attesa che il Tar di Lecce si pronuncia sul ricorso di Comune e Regione.

“Sono inutili i tavoli finchè non è chiara la situazione- ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico durante l’assemblea della Cgilsull’Acciaio- se il Tar accoglie l’impugnativa l’amministrazione straordinaria dovrà procedere allo spegnimento dell’Ilva”.

In mattinata è arrivata anche una dichiarazione del sindaco di Taranto Melucci dai toni forti.

 

“Taranto non si fa ricattare più” ha dichiarato il primo cittadino del capoluogo ionico

“ Impugnare un Dpcm immorale mette a rischio la vendita di Ilva? Pazienza. Benvenuti in Europa, terzo millennio. Vuol dire che l’acquirente non era così convinto della più impegnativa operazione di riqualificazione industriale della storia del nostro Paese. Vuol dire che il fragile piano industriale non conteneva una grande prospettiva temporale. Vuol dire che occorreva soltanto un pretesto a tutti per sfuggire da una pessima procedura. Cosa meglio di un capro espiatorio tarantino?

Venga a Taranto a parlare di miliardi di progetti, il ministro Calenda. Venga qui il viceministro Bellanova a dirlo alle associazioni di cittadini e genitori tarantini che devono attendere il 2023 prima che si valuti quanto e come si ammalano irrimediabilmente. Vengano i commissari a spiegare in piazza alle nostre imprese che in quei miliardi non si trova il becco di un quattrino per l’indotto, mentre imprese lombarde e liguri ancora lucrano in questo momento in uno stabilimento moribondo.

Che guardino negli occhi orfani, malati e lavoratori tarantini e dicano che l’acquisizione è a rischio, se per caso il sindaco o il governatore si azzardano a scandalizzarsi davanti ai fiumi rossi della città nei giorni di pioggia.

No, nessun ministro verrà qui a fare questo. Io i miei concittadini voglio incontrarli per le vie e voglio poterli abbracciare senza vergogna, per questo vado avanti, in tutte le sedi opportune. Lo scorso 29 giugno ho giurato sulla costituzione, per difendere diritti inalienabili, non devo fedeltà cieca a nessun partito. Rispondo ai cittadini, e ripeto: nessuno può ricattare me e Taranto. Nessuno.”

 

 

Grandi manovre finalizzate restituire al Porto di Taranto una funzione centrale in campo portuale e logistico in concomitanza con gli adeguamenti infrastrutturali avviati per favorire ripresa e implementazione delle attività.

Come fa sapere l’Autorità portuale a candidarsi nella gestione di questo processo è la Società South Marine Gate S.r.l. - costituita dai soci Castiglia S.r.l., Compagnia Portuale S.r.l., Malucla S.r.l. e Quadrato Divisione Industria S.r.l.-  con un’istanza al fine di acquisire la concessione demaniale marittima, per la durata di 30 anni, di una porzione di banchina ed area retrostante in località Molo Polisettoriale del Porto di Taranto.

 

Ciò al fine di recuperare la funzione portuale/logistica del Porto di Taranto per le merci destinate all’import/export, nonché al mercato interno, mediante il riavvio dell’operatività portuale consentita dagli adeguamenti infrastrutturali in corso. L’AdSP del Mar Ioni fa sapere che implementerà l’iter istruttorio di rito.

"La magia del Natale, tutto può - è quanto si legge nella nota inviata agli organi di stampa sulla riuscitissima manifestazione natalizia-   Bene, domenica cadeva soffice neve bianca dal cielo a Faggiano, tra canzoni natalizie e il caro Babbo Natale che ha fatto il suo ingresso sulla sua classica ma sempre meravigliosa slitta. Vi chiedete come sia possibile, la risposta è semplice, parliamo dell’evento che ha attratto innumerevoli genti, l’evento che i piccini aspettavano e che i genitori bramavano per vedere negli occhi dei propri figli la sorpresa, la gioia, la meraviglia : “MAGIC CHRISTMAS”. Si tratta della seconda edizione, e come ogni cosa che si rispetti, di anno in anno si cresce e ci si migliora, nonostante il successo riscontrato lo scorso anno,  ieri i nostri artisti, musicisti, giocolieri, trampolieri hanno mostrato quanto siano unici e fantastici, raddoppiando l’emozione provata lo scorso anno, e allietando gli animi di chi ha assistito per la prima volta a questo spettacolo.  Nulla sarebbe stato realizzabile e possibile senza l’impegno profuso dall’Associazione Smile nella persona di Manuel Manfuso, già ribattezzato come ‘di casa’   a Faggiano così come in ogni borgo, cittadina, quartiere della nostra bellissima regione.

Ieri sera, Babbo Natale, gli elfi ballerini, gli elfi suonatori e gli elfi giganti tutti impegnati nei loro spettacoli tra cui: freestyle, laboratori di bolle, giocoleria, laboratori di gommapiuma e riciclo, insieme ad Iron-Man, Pikachu, Dj, tutti  con il solo compito di far divertire la gente e regalare sorrisi ai piccoli visitatori increduli per ciò che accadeva davanti ai loro occhi.

Grandioso successo, senza alcun dubbio, l’esibizione nata dall’idea di Manuel Manfuso di fondere due grandi arti: la musica con l’acrobazia per dar vita al “ Violino Acrobatico” dimostrando che musica e danza unite creino una situazione d’incanto. Il Maestro Francesco Greco con il suo violino, vantando una notevole carriera, in Italia e non solo, guida il ritmo dei movimenti di Ilaria, sospesa, volteggiando tra straordinari tessuti, che rendono ogni suo movimento un esemplare quadro.                                                                                                              Associazione Smile attenta ad ogni particolare, come avrete avuto modo di notare. Il profumo dei nostri tipici prodotti, pettole in primis, impreziosiva ulteriormente le vie della città, hanno fatto gioire anche le papille gustative. Ogni senso ieri sera è stato soddisfatto, grazie anche agli artigiani, alcuni dei migliori Pugliesi, che espongono deliziose, ed uniche creazioni in tema natalizio, minuziosamente scelti per l’importante occasione, per calare ogni passante nell’atmosfera del natale, dall’acquisto dei regali allo scambio degli stessi.

Con Magic Christmas ed il suo augurio si da ufficialmente il via alle festività natalizie. L’Associazione Smile ha reso tutto ciò possibile, grazie al Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Faggiano e all’ottima collaborazione con l’Associazione per le Tradizioni Popolari, e l’Associazione A.L.A. (associazione lavoratori autonomi), che hanno riposto fiducia nell’idea, già consapevoli che avrebbe attratto persone da molte zone limitrofe e non, dando così visibilità al proprio comune, e non solo, consapevoli inoltre di poter portare un sorriso sul volto di tanta gente.

Per la Grande capacità, come sempre, di mantenere l’ordine, di osservare con cura ogni situazione, si ringrazia l’U.N.A.C. (Unione Nazionale Arma dei Carabinieri), ormai presenti in molti gli eventi del capoluogo.

Ormai l’Associazione Smile, rende merito al proprio nome: SMILE – SORRISO regalandocene tanti ad ogni evento e portando visitatori da ogni dove, che ormai hanno piena fiducia in questi eventi e lo si può notare anche dai molti commenti positivi ricevuti a fine evento. Insomma, MAGIC CHRISTMAS ha portato gioia nei cuori di tutti i presenti, che ha riportato indietro i grandi e riempito di meraviglia gli occhi dei più piccoli.      

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