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«Io non ci sto a questi giochi di una politica di cortile: presenterò le mie dimissioni da presidente della Commissione comunale Attività Produttive, e domani in Consiglio comunale esprimerò il mio voto sul bilancio in piena coscienza, come ho sempre fatto, libera da condizionamenti e con il solo fine di perseguire il bene comune e di rappresentare i tanti tarantini che mi hanno votato alle elezioni!»: si è chiusa così la conferenza stampa indetta dal consigliere comunale Floriana de Gennaro, capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto, alla quale ha partecipato Walter Musillo, portavoce di “Idea indipendente”.

La conferenza stampa è iniziata con la lettura di un documento sottoscritto da undici componenti della stessa Commissione in cui questi chiedevano la revoca della presidenza perché Floriana de Gennaro “ha posto in essere una serie reiterata di facta concludenti, di natura politica contrari alla stessa maggioranza e alla linea politica del Sindaco, culminati con la non condivisione di un atto fondamentale come il bilancio consuntivo dell’ente”….

Peccato, come è stato fatto notare in conferenza stampa, che tra gli undici consiglieri firmatari del documento ci sia anche Vincenzo Di Gregorio che non ha votato a favore bilancio consuntivo…

 

Come ha sottolineato Walter Musillo in conferenza stampa, proprio alla luce di questo documento già nella giornata di ieri i consiglieri comunali Cataldo Fuggetti e Federica Simili, entrambi del “Gruppo indipendente per Taranto”, avevano annunciato le proprie dimissioni, rispettivamente dalle cariche di presidenti della Commissione Ecologia Ambiente e della Commissione Affari Generali, solidarizzando così con il proprio capogruppo Floriana de Gennaro.

«Da tempo il Sindaco Rinaldo Melucci – ha detto in conferenza Floriana de Gennaro – ha dichiarato sulla stampa che, prima di procedere al completamento del rimpastino di giunta con l’assegnazione delle ultime due poltrone assessorili, riteneva indispensabile che fossero rimossi dalle presidenze delle Commissioni consiliari i consiglieri comunali dal Gruppo Indipendente per Taranto. Questo è il suo modo di amministrare la città, chiuso nel suo studio con poche persone del “cerchio magico”, a decidere le sorti di una intera città».

Le presidenze delle Commissioni comunali hanno solo una funzione di coordinamento delle attività e non gestiscono alcun potere decisionale.

«Gli undici consiglieri comunali chiedono la revoca della mia presidenza – ha poi detto Floriana de Gennaro – non per motivi tecnico-amministrativi, ma solo perché non ho approvato il bilancio consuntivo, documento contabile che ha visto l’astensione non solo di Vincenzo Di Gregorio, ma persino dallo stesso Rinaldo Mulucci, assessore al Bilancio».

È lapidaria Floriana de Gennaro: «oggi chiedono la revoca della mia presidenza perché io non sono disponibile a barattare il mio ruolo in cambio del voto sul bilancio, e non lo sarò mai!»

«Già all’indomani del mio voto sul Rendiconto – ha spiegato Floriana de Gennaro – ho iniziato a subire ritorsioni politiche: non sono stata inviata a riunioni dei capigruppo di maggioranza, negli uffici ho continue difficoltà nel reperire documenti e nell’ottenere atti, e sono stata persino accusata di strumentalizzazioni solo perché ho ascoltato i sindacati e i dipendenti comunali che protestavano…».

«Il documento rappresenta un tentativo politicamente patetico di dividere i consiglieri del Gruppo Indipendente per Taranto – ha poi commentato Floriana de Gennaro – chiedendo la revoca solo della mia presidenza: ringrazio i colleghi Cataldo Fuggetti e Federica Simili che con le loro dimissioni hanno vanificato questo atto vilissimo, dimostrando che c’è chi non si piega e non baratta la propria dignità politica e personale. Taranto ha bisogno di donne e uomini così, non di yesman e yeswoman pronti a chinare il capo di fronte al potente di turno».

Floriana de Gennaro ha poi concluso in modo accorato: «non me la sento di vivere in questo clima di continue intimidazioni, di accuse personali e personalistiche, in cui anche solo l’esprimere le proprie opinioni è visto come un tentativo di mettere in discussione l’autorità precostituita: sono e voglio restare una persona libera di esprimere le mie opinioni così come prevede il mandato conferitomi dagli elettori. Io rispondo solo alla mia coscienza e a chi mi ha votato. Per questo confermo le mie dimissioni da Presidente della Commissioni Attività Produttive».

La pentastellata Rosa D’Amato, europarlamentare tarantina, in un’intervista pubblicata da “La Gazzetta del Mezzogiorno” fa sapere che esiste uno studio che prefigura per Taranto un futuro senza Ilva. “La situazione è grave e nota” dice. Cita fondi europei e finanziamenti che se intercettati potrebbero cambiare il volto della città in un tempo non precisato e con modalità che probabilmente saranno esplicitate in occasione della presentazione ufficiale, di qui a qualche settimana. Pare ci stiano lavorando da un anno. Intanto sul fronte della vendita dell’Ilva ad Arcelor Mittal c’è il ministro di Di Maio alle prese con quello che ha definito il “delitto perfetto” ovvero la gara illegittima che però non si può annullare a meno che non si faccia avanti un altro potenziale acquirente ....A questo proposito più di qualcuno ha pensato alla possibilità di un ritorno in gioco del pretendente arrivato secondo, Jindal. “L’Ilva comunque chiuderà” chiosa la D’Amato. Un annuncio, il suo, che significa tutto e niente. Le sue parole potrebbero avere lo stesso valore del “Dio c’è” scritto con lo spray sul cavalcavia dell’autostrada, oppure rappresentare un segnale ben preciso di qualcosa che realmente si vuole fare attraverso e con l’Europa. Sempre che i rapporti con Bruxelles tengano ...Ora ,che uno studio, potremmo dire uno dei tanti, possa rappresentare la soluzione ci sembra improbabile benché auspichiamo si tratti di un testo che abbia consistenza e indichi strade praticabili per raggiungere obiettivi certi. Di studi, anche buoni, sono pieni i cassetti, i siti web e tra un po’ lo saranno anche i libri di storia visto che lo stabilimento siderurgico tarantino esiste da quasi sessant’anni e tra un wind day e l’altro non sembra destinato a pensionamento imminente.

Si dice che il cambiamento passa e parte dalle piccole cose, dai gesti quotidiani, dalle abitudini, dai rituali. Perché un cambiamento sia duraturo c’è bisogno di una spinta, di motivazioni forti. A Taranto tutto questo ancora manca. Altrimenti non vedremmo cittadini che con totale noncuranza abbandonano rifiuti di ogni genere a due passi dai cassonetti, automobilisti che ignorano le più elementari regole della circolazione stradale parcheggiando in doppia e tripla fila, pedoni che si muovono come se semafori e strisce pedonali non esistessero, utenti che di fronte a una fila scalpitano e tanti altri segni di noncuranza e di menefreghismo. Qui non solo manca la spinta che normalmente nasce quando una situazione diventa insopportabile ma c’è una forma di assuefazione alla bruttezza e al degrado che rende assolutamente urgente un’azione di risveglio del senso civico e del rispetto del bene comune. Oggi, di fronte ad un automobilista che si ferma davanti alle strisce, il fortunato pedone ringrazia e si scappella perché normalmente viene fatto oggetto di improperi. Ogni gesto di gentilezza e di educazione viene visto come una rarità tanto che quasi stentiamo a riconoscerlo arrivando al punto di travisarlo. Questo circolo vizioso va spezzato e perché ciò accada non bastano le foto dei tramonti o l’enfatica descrizione del mare “più bello del mondo”. C’è bisogno di un intervento più profondo di cui chi amministra la città in primis deve farsi carico. È innanzitutto con il buon esempio che si educa una comunità. La cultura dello stare insieme rispettandosi reciprocamente va diffusa promuovendo occasioni di incontro organizzate in modo tale da rendere naturali e normali l’armonia e le buone maniere. Sono cose che accadono come hanno dimostrato grandi eventi come il Medimex o il Cinzella Festival. Basta con la logica delle bottiglie di Raffo gettate nelle aiuole oppure ai piedi delle panchine, se l’organizzazione è inappuntabile ciò non succede perché cambia il livello, ci si muove usando un registro culturale diverso, chi non si adegua rimane isolato e mentre sta per lanciare la bottiglia si guarda intorno e desiste. Dando inizio al cambiamento.

Formazione di Imprenditori Sostenibili

Ancora una volta la Scuola Sec. di 1^ Grado “C. Colombo” di Taranto, ha aperto le sue porte all’Europa, accogliendo dal 7 all’12 maggio,8 docenti e 20 studentistranieri ospiti delle famiglie degli alunni della scuola, provenienti da Finlandia, Spagna, Polonia e Portogallo, partners del progetto Erasmus+: “SustainableEntrepreneurs Training”, coordinato dalla prof.ssa Antonella Suriano in stretta collaborazione con le docenti Ersilia Muzul, Alessandra Lombardo e Angela Picciarelli  Durante questa prima mobilità del progetto, che affronta la tematica dell’imprenditoria legata alla sostenibilità del territorio, i partner stranieri hanno visitato oltre alla nostra città, luoghi distintivi della Puglia come i trulli di Alberobello, unici in tutto il mondo,la masseria “Madonna dell’Arco” di Martina Franca, azienda agricola che evidenzia l’importanza sociale ed economica di un mestiere spesso sottovalutato e cerca di creare un collegamento tra città e campagna, agricoltore e cittadino. Hanno inoltre conosciuto i nostri prodotti d’eccellenza come il vino primitivo dell'azienda vinicola "Produttori Vini Manduria"e l’olio d’oliva del frantoio “Acropoli di Puglia”;incontrato artigiani come il maestro della cartapesta Marco Epicochi a Lecce e il vasaio Di Lena a Matera creatore di tutte le ceramiche utilizzate nel film “The Passion” di Mel Gibson.

Una FIERA DEGLI ANTICHI MESTIERI  lamanifestazione conclusivaa scuola,realizzata grazie all’impegno e alla disponibilità di molti docenti, tra cui le prof.sseDanila Cortese, EmiliaMignini, Francesca Boccuni, Maria Gaetani: un’esposizione di vecchi attrezzi ed una esibizione di antichi lavori appartenenti al nostro vissuto locale come la tessitura e la pesca, in cui ritrovare artigianato ed agricoltura come identità di una collettività, come richiamo al territorio di appartenenza per valorizzarne tradizioni e prodotti tipici. Molteplici le attività realizzate, dalla pasta fatta in casa dalle nonne degli studenti, alla produzione della mozzarella, a cura del caseificio Vito Benedetto eal gelato offerto dalla Cremeria Vienna, dai ricami, all’uncinetto ecc. e per concludere, la compagnia della notte della Taranta ha rallegrato col ballo della pizzica tutti i presenti: docenti, genitori, studenti, uniti in una danza contagiosa.

L’arduo obiettivoche il progetto si propone di raggiungere alla fine del biennio è quello di stimolare nei ragazzi, futuri entrepreneurs, un’idea vincente che permetta loro di costruire e garantire un futuro nella terra d’origine, tutelandone l’ambiente.Si è partiti dunque dallo studio e dalla riscoperta di mestieri e lavori in disuso, ormai dimenticati, per arrivare ad un’analisi della storia di produttori che hanno creato le loro attività, rendendole fiorenti, consentendo occupazione e produzione di prodotti ormai famosi in tutto il mondo.Inevitabile è stato affrontare le problematiche sociali ed economiche che hanno visto il modificarsi di alcune attività, la loro graduale scomparsa, e le relativeconseguenze sul territorio, che ha subito nel corso degli anni un degrado imbarazzante, mettendo in rilievo il desiderio di rinascita di nuovi imprenditori, che stanno cercandoin tutti i modi di avviare nuove attivitàecosostenibili, come ad esempio la coltivazione della canapa, a sostegno di un ambiente devastato e deturpatonegli ultimi decenni.

Per mettere in risalto la risorsa più importante della nostra città: il mare, non poteva mancare un’entusiasmante escursione sul famosissimo catamaranoTaras di Carmelo Fanizza, premiato all’Expo 2015 di Milano come uno delle 21 eccellenze italianecapaci di rappresentare le attività economiche più significative e distintive del territorio, presidente della fondazione JonianDolphinConservation e  ideatoredi un mestiere del tutto nuovo, quello di ricercare, monitorare e studiare i delfini, facendoli ammirare in mare, in totale libertà alla gente incredula, guidato solo dall’amore profondo, rispettoso e incondizionato, per la propria terra e ciò che essa produce.

Riuscirà il team dei docenti Erasmus a stimolare una brillante intuizione, nei piccoli entrepreneurs della scuola Colombo?  Sicuramente questo progetto aprirà lorola mente e il confronto con altri Paesi europei non potrà che essere di grande aiuto. Questo l’augurio più grande!

 

 

 Prof.ssa Antonella Suriano referente progetti Erasmus+

Ragazzi al museo o il museo a scuola? È molto complesso far entrare il museo nella scuola, invece è molto più facile far entrare gli studenti nel museo. E’ quello che è successo alla scuola Colombo con il PON di storia dell’arte, insieme al tutor Professoressa Valentina Pucci e all’ esperto professor Nuzzi. Nella prima lezione ai ragazzi è stato spiegato tutto il percorso che avrebbero dovuto svolgere nel museo e quali lezioni avrebbero dovuto fare a scuola. Si è partiti dalla conoscenza dei materiali e delle antiche tecniche adoperate per lavorarle, per arrivare poi a ricostruire il contesto storico.Il secondo incontro è stato molto interessante perché si è svolto dentro il Museo Archeologico di Taranto “MarTà”, il gruppo ha lavorato partendo dall’osservazione di alcuni reperti presenti nel museo stesso,cercando di analizzarli attraverso una acuta osservazione, per risalire al quadro storico di riferimento. Nel terzo incontro i ragazzi hanno continuato a visitare le sale del museo e ad osservare i vari reperti. Nel quarto incontro è cominciata la fase operativa, gli allievi hanno dipinto dei vasetti di ceramica, con decorazioni molto antiche e storiche. Durante il quinto incontro i ragazzi hanno continuato a conoscere le altre sale del museo, osservando sempre con più attenzione ed interesse ireperti, a tal proposito ha catturato la loro attenzione un oggetto ovale utilizzato per depilarsi. Altro momento pratico si è avuto quando i ragazzi hanno creato alcuni sbalzi utilizzando il rame, hanno rappresentato varie figure, come quella diAgamennone e diverse immagini degli Dei. Attività didattica unica per la Colombo che ha trasformato tutti in veri e propri artisti, esperienza divertente e soprattutto interessante.

 

                                                           Sara Caniglia, Azzurra D’andria, Silvia Latini

 

 

 

 

La tecnologia attira sempre più i ragazzini di qualsiasi età, rivoluzionando i metodi di insegnamento e apprendimento. La scuola Colombo di Taranto sta effettuando un PON, chiamato M-Bot che ha permesso agli allievi di imparare divertendosi. Dai robot si possono rielaborare molte informazioni, come la conoscenza di tutti i meccanismi che li costituiscono, la meccanica, l’elettronica, i fondamenti della stessa programmazione.L’ideadi progettare un proprio robot diventa uno stimolo in più,nonché occasione per imparare “altro”, il computer è quell’oggetto che permette di imparare quali sono i comandi, qual è la loro giusta sequenza, qual è il filo logico da seguire, per ottenerealla fine gli effetti ricercati.

Imparare cos’è un androide, vedere com’è fatto, capirela logica del “coding” porta i ragazzi a fare tecnologia e non solo ad usarla. Il coding è una materia davvero divertente e, per questo motivo, i ragazzi della Colombo hanno cominciato subito ad imparare i concetti base di informatica e del pensiero computazionale, tutto attraverso il gioco.

 Per loro è stato come apprendere una nuova lingua che permette di “dialogare” con il computer per assegnargli dei compiti e dei comandi in modo semplice, programmando si impara ad usare la logica, a risolvere problemi e a sviluppare il “pensiero computazionale”. Un processo questo logico-creativo che consente di scomporre un problema complesso in diverse parti, per affrontarlo più semplicemente un pezzetto alla volta, così da risolvere il problema generale.

Quindi tutti a lezione di coding per diventare soggetti attivi della tecnologia, imparando a creare così piccoli videogiochi e brevi storie in pochissimo tempo. 

 

 

                                                                       Giada Anna Raho

 

 

 

 

 

Parte un nuovo modulo PON alla Colombo che prende in considerazione gli animali e come sono utilizzati nella pet-Therapy. In collaborazione con un centro di Martina Franca New Educare e grazie all’aiuto di una istruttrice la signora Alessandra Chimienti, i ragazzi impareranno a relazionarsi con l’animale domestico.

La pet-Therapy si svolge in contesti terapeutici, educativi o ludici, questi interventi conducono ad allontanare molte persone dall’ isolamento, dalla solitudine e dal disagio interiore.  Questa terapia si pone come un intervento di sostegno, in quanto simula una vera e propria amicizia tra cane e bambino che porta a superare il problema dell’isolamento o della solitudine, conseguendo così un clima di fiducia e serenità.

L’animale non giudica, si dona totalmente, aiuta la socializzazione e conduce ad un aumentodell’autostima.

 In compagnia dell’animale calano quindi le ansie e le paure e si raggiungono atteggiamenti di sicurezza con gli altri e maggiori aperture nella relazione. I ragazzi attraverso dei percorsi educativi impareranno a giocare con i cani e riusciranno a superare le loro ansie.

La responsabilizzazione con le continue richieste di attenzione da parte dell’animale condurranno certamente ciascun ragazzo ad acquisire un maggior senso di responsabilità, favorendo così i contatti interpersonali.

 

Sabrina-Simone Martina Niosi 

Via al progetto PON “Buon Vento” alla Colombo, utile per poter instaurare ed accrescere una cultura marina tra i ragazzi, con particolare riferimento alla comprensione e al rispetto dell’ambiente. L’esperienza in mare si trasforma così in una occasione di inclusione sociale ed un momento sportivo per tutti.

La vela è sinonimo di libertà che trasmette gioia di vivere in armonia con l’ambiente marino.

Si può affermare che il principale obiettivo del progetto PON rappresenta la creazione e lo sviluppo di una CULTURA NAUTICA che può essere uno sbocco educativo per il futuro dei giovani, serve anche per giocare con gli elementi della natura edà un valore alla vita di ciascuno di noi.

Taranto ha sette scuole di vela, la scuola Colombo ne ha contattata una, chiamata “Vela Azimuth”, per far comprendere l’arte di navigare ai ragazzi.

Si partirà da un approccio teorico per permettere a ciascun ragazzo di imparare quali sono gli strumenti da utilizzare per la navigazione, come sfruttare il vento e quali sono le regole da seguire a bordo. L’aspetto pratico darà la possibilità ai ragazzi di vivere il mare nel rispetto dell’ambiente costruendo così una buona coscienza ambientale e dei corretti modelli di vita sportiva.

Allora forza ragazzi e che buon vento vi porti!

 

                           

                                                                                      Mattia Ferrero

 

 

Il 10 aprile nell’aula magna della scuola Colombo abbiamo assistito ad un incontro di presentazione del progetto "Impatto sulla salute da esposizione ad inquinanti ambientali nelle aree di Brescia e Taranto ".

Il progetto ha come obiettivo quello di valutare la correlazione tra l’esposizione ad inquinanti ambientali e i possibili effetti neurotossici nei bambini e nei ragazzi delle aree di Taranto e Brescia.

All’incontro ha partecipato il personale sanitario del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia.Il progetto è la prosecuzione e l'ampliamento di altri studi condotti nella provincia di Brescia e di Taranto che rappresentano aree rilevanti nel territorio italiano ed europeo per la presenza di attività industriali.

Lo studio ha lo scopo di valutare i possibili effetti neurotossici derivanti dall’esposizione ad inquinanti ambientali. Il dipartimento della ASL si è soffermato ad analizzare gli effetti sul neuro-sviluppo, dell'esposizione a metalli neurotossici, in gruppi di popolazione in età evolutiva (6-11 anni).

Gli inquinanti identificati, nelle aree di Brescia e di Taranto,sono  metalli come ARSENICO,CADMIO,MANGANESE,MERCURIO e PIOMBO, che possono essere dannosi alla salute delle popolazioni esposte. Misurando la quantità presente nel corpo umano di un tale agente si può individuare il grado di "contaminazione interna”, e poter prendere così tempestive ed appropriate decisioni nei confronti di gruppi di popolazione particolarmente " esposti ". Il progetto presentato a scuola dagli operatori della ASL prevede l'arruolamento dei partecipanti sulla base della frequenza degli Istituti Scolastici dei territori selezionati a priori, a differenti distanze dai siti industriali. La procedura si articola 5 fasi e necessita una seria collaborazione da parte dei ragazzi e delle relative famiglie. Si partirà nel sottoporre i partecipanti ad un prelievo di sangue per il dosaggio dei metalli, a cui seguiranno altri campioni (urina, saliva, capelli ecc.) I campioni verranno raccolti con metodiche standardizzate e inviati in laboratori di Strutture Nazionali ed Internazionali che collaborano a questo progetto. In seguito i partecipanti verranno invitati ad eseguire test neuro-comportamentali e sensoriali, mentre i genitori compileranno un questionario relativo a informazioni anagrafiche del proprio figlio.

I genitori presenti in sala sono apparsi incuriositi e motivati, hanno incominciato a fare domande agli operatori su eventuali rischi e controindicazioni. La professoressa Picciarelli si è riservata di dare tutta la sua collaborazione per la riuscita del progetto, partendo dalla distribuzione di buste contenenti le diverse informazioni per i minorenni e la dichiarazione di consenso informativo per i genitori. Ancora una volta la nostra scuola ha dimostrato una particolare sensibilità verso l’ambiente e la ricerca.

 

 

                                                                                  Abbatangelo-Chiara Capozzi

 

 

 

 

 

Caccia all’errore e l’Italiano al Computer sono i due moduli del PON che la scuola Colombo ha attivato per meglio sviluppare l’interesse dei ragazzi verso lo studio dell’italiano e della matematica, attraverso un metodo che non esclude però il divertimento. Entrambi i percorsi hanno in comune l’utilizzo del computer, questo strumento permette di acquisire una base importante per le competenze informatiche e sviluppa le capacità logiche attraverso il processodi apprendimento che l'alunno attiva con i suoi sforzi, le sue difficoltà, i suoi errori.

I ragazzi imparano ad utilizzare le nuove tecnologie in modo opportuno per ricavare informazioni e condividerle insieme, si darà così spazio ad un apprendimento supportato dal dialogo, dal confronto edal dibattito.

Affrontare insieme situazioni problematiche cercare di formulare ipotesi di soluzione, imparando a riflettere anche sugli errori, conduce ciascun alunno ad essereprotagonista del proprio apprendimento. Eseguire esercizi di matematica o esercizi di italiano tutti insieme, aiuta a capire meglio le informazioni acquisite.

 Questo è stato il lavoro svolto dai ragazzi che hanno frequentato questi due PON, tutti insieme sono riusciti a gestire le diverse situazioni problematiche e a superarle con un migliore spirito collaborativo, imparando anche dagli errori di ciascuno.

 

 

                                                           Francesca Oliva    Martina Romanelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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