“L’Osservatorio fitosanitario regionale deve lavorare a pieno regime per garantire l’attività di sorveglianza e controllo, determinante in questa fase di diffusione della malattia. Gli olivicoltori non vanno lasciati in balia delle onde, va loro indicato un percorso chiaro affinché siano svolte regolarmente in campo le buone pratiche agronomiche e anche i Comuni e tutti gli enti pubblici devono garantire pulizia di fossi, canali e buone pratiche nelle aree pubbliche e demaniali. Da 3 anni chiediamo che venga istituto un tavolo di confronto attorno al quale sedersi ed affrontare la vertenza in maniera seria e condivisa e sono 3 anni che ci viene negato. Ci aspettiamo che il Governatore Emiliano ci convochi al più presto per dare un segnale di concreta discontinuità rispetto all’approccio precedente”. E’ il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a chiedere controlli serrati, mentre ad Avetrana cresce la tensione nelle campagne, dopo la conferma della presenza della Xylella fastidiosa, notizia anticipata già 15 giorni fa dal TGR Puglia.

“Bando alle polemiche – aggiunge il Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, olivicoltore - perché la nostra zona costiera è caratterizzata da alberi ultracentenari e millenari e tenere la testa sotto la sabbia non aiuta certo a fermare l’avanzata della malattia. Era ovvio che le zone di confine sarebbero state maggiormente esposte al rischio di contagio. Il mondo agricolo giudica ormai molto negativamente lo stato di confusione istituzionale che non ha consentito di intervenire tempestivamente sulla malattia. Da quando è stata dichiarata zona infetta, il Salento pare ormai terra di nessuno. Non possiamo consentire che ciò avvenga e che l’immobilismo distrugga l’olivicoltura e l’economia del territorio tarantino, già profondamente ferito da altre vertenze ambientali. Ci aspettiamo un grande e rinnovato senso di responsabilità delle Istituzioni, perché se non vogliamo azzerare l’olivicoltura pugliese vanno immediatamente riattivati e potenziati controlli e monitoraggi. Serve chiarezza e inequivocabili indicazioni agli olivicoltori circa l’attività di prevenzione e contenimento della malattia”.

 

di Antonio Notarnicola

PALAGIANO - Daqualche giorno, precisamente da sabato 30 gennaio, la scuola primaria “Giovanni XXIII” è dotata di un importante dispositivo sanitario come il defibrillatore, donato dall’imprenditore palagianese Pasquale di Napoli. La cerimonia di consegna si è svolta nella mattinata della citata giornata alla presenza di rappresentanti di classi dell’Istituto comprensivo. Un giorno importante da tanto atteso dalla scuola e non poteva che accoglierlo con una cerimonia in cui la preside Antonia Lentino ha messo in evidenza, una volta in più,non solo l’importanza del gesto cheesprime solidarietà da parte del donatore verso la scuola ma altrettanto importante è la sinergia che si sviluppa con il territorio che in tal modo contribuisce ad innalzare la qualità del livello d’istruzione a favore dell’utenza scolastica. E’ stata la stessa preside a confermare che a breve si procederà all’acquisto di altri due defibrillatori per i restanti edifici scolastici di pertinenza dell’Istituto Comprensivo, ossia scuola secondaria “Papa Giovanni XXIII” e scuola dell’infanzia “Don Bosco”. Per l’acquisto verranno utilizzati fondi della conclusa manifestazione portata avanti dalla scuola in occasione della recente festività natalizia che portò nelle esangue casse scolastiche la ragguardevole cifra di oltre 5mila euro grazie alla vendita di prodotti gastronomici e oggettistica varia la cui vendita era amministrata dagli stessi alunni insieme a genitori e insegnanti.

Questo gestova letto anche come svolta di impegno sociale e vuol essere un messaggio chiaro: ilterritorio ha bisogno dell'impegnocollettivodelle istituzioni,degli imprenditori e della cittadinanza per una scuola che miri ad affrontare e superare le continue sfide in termini maggiormente di cambiamenti cui va incontro la società rispetto al passato.

Pertanto il gesto dell’imprenditore palagianese oltre ad inserirsi in un discorso di spontaneità verso quella stessa scuola che non più di una trentina di anni fa l’ha visto tra i banchi come alunno, vuole essenzialmente colmare una lacuna nel dotare la scuola di Palagiano di un defibrillatore semiautomatico, ritenutostrumento di primosoccorso necessariosecondouna recente legge. Mentre il medico Massimo D’Aprile presente alla cerimonia ha messo in evidenza l’importanza del defibrillatore del qualeuna volta appreso il suo utilizzo, tra l’altro abbastanza semplice, può in circostanze estremeaumentare le speranze disalvare la vita ad individui coltida problemi cardiaci.Anche perché questi dispositivi salvavitasono strumentiideati e prodotti per essere utilizzatianche da personale chenon possiede specifiche esperienze incampo medico e para-medico.

Presente alla cerimonia l’ass. Domenico Latagliata che a nome dell’amministrazione comunale ha ringraziato l’imprenditore del gesto di solidarietà a favore della scuola ed indirettamente della cittadinanza la quale in caso di immediata necessità e in specifiche circostanze può contare su un dispositivo utile a salvare la vita della gente da morte improvvisa a causa dicrisi cardiaca.

Non sono mancati alla cerimonia anche alcune classi della scuola “Giovanni XXIII”  chehanno seguito con molta attenzione gli interventi, malgrado i temitrattati non fossero proprio di facilecomprensione per loro, datala tenera età. Una attenzione a loro rivolta per lo sforzo che imprenditore e dirigenza scolastica che in definitiva mira non solo allosviluppo economicodel territorioma si manifestaanche nell'adesionea quelle iniziativedi carattere socialevolte al miglioramentodellasocietà. Al donatore la scuola ha consegnato un targa (foto sotto) a ricordo della magnifica giornata e ancor più importante gli alunni dopo aver letto il loro memoriale sull’importanza di avere a scuola un defibrillatore ne hanno consegnato il testo (foto sotto) riportato su pergamena, a Pasquale Di Napoli, autore del gradito gesto filantropico. La mattinata si è conclusa con un piccolo buffet offerto ai presenti dalla direzione scolastica dell’Istituto Comprensivo, “Giovanni XXIII”. 

 

 

 

 

Venerdi 29 gennaio presso il Circolo Sel Lizzano, si è tenuto un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza, sul tema della discarica Vergine.All'incontro ha partecipato il consigliere regionale Cosimo Borraccino. I presenti hanno convenuto sul fatto che l'impianto è altamente pericolosoe va quindi messo in sicurezza e chiuse.

Ecco il resoconto

 

Come avvenuto in passato, in momenti diversi, il nostro Circolo Sel Lizzano continua ad occuparsi e preoccuparsi dell'ambiente dei nostri concittadini, denunciando dove occorre le problematiche e i pericoli che corre il nostro territorio. Ci siamo occupati a più riprese del depuratore di Lizzano e dello sversamento a mare o in falda, con conseguente inquinamento della nostra marina e questa volta insieme al nostro consigliere Borraccino, abbiamo voluto dare un'ulteriore informazione e resoconto della situazione della discarica così vicina al nostro territorio e che preoccupa tante famiglie nel circondario.

 

A conferma dell'impegno preso da Cosimo Borraccino nel sostenere la difesa del nostro territorio, a

distanza di un solo mese dall'incontro che si ebbe in Regione con l'assessore all'Ambiente Santorsola, presenti anche rappresentanti dei comuni interessati dalla discarica e associazioni ambientaliste, Borraccino puntualmente ha relazionato i nostri concittadini lizzanesi sulla situazione discarica e sulle iniziative e azioni politiche che si stanno attuando al fine di risolvere tale emergenza.

 

Tale discarica, chiusa e priva di Autorizzazione Integrata Ambientale da aprile dello scorso anno, sta diventando, paradossalmente da quando è  inattiva, ancora più pericolosa per l'ambiente e la salute dei cittadini del territorio che la circonda, per via dello stato di abbandono e della mancanza di manutenzione ordinaria con rischi di perdita di percolato pericoloso.

 

Borraccino ha evidenziato in un breve excursus, sulla base di quali dati e rilevamenti a norma di legge, si può procedere con azioni legislative per richiedere la messa in sicurezza e la conseguente chiusura dell'impianto ed ha potuto chiarire ulteriormente la presa di posizione politica netta rispetto a questa problematica, dichiarando anche a nome di tutti i compagni del Circolo di voler essere sempre presenti e lavorare affinché si raggiunga l'obiettivo fondamentale di messa in sicurezza della discarica e di procedere alla chiusura della stessa.

 

Il problema delle discariche nella nostra provincia è estremamente grave, basti pensare alla discarica chiusa di Manduria, che obbliga tutti i comuni limitrofi, che prima conferivano lì i rifiuti, a trasportarli sino a quella di Massafra con ulteriore ampliamento di quest'ultima ed innalzamento dei costi per i cittadini dei nostri comuni. Il problema è grave e va gestito con azioni serie e di tutela sia dell'ambiente che della salute dei cittadini, sempre nel rispetto delle leggi.

 

Inoltre, ha continuato Borraccino, nel Bilancio di Previsione Puglia che due sere fa è stato licenziato in commissione bilancio in Regione, ci sono ulteriori stanziamenti economici per questa stessa finalità ed è notizia delle ultime ore che i carabinieri del Noe di Lecce, su decreto del gip del tribunale di Lecce, hanno eseguito un sequestro preventivo fino alla concorrenza di 6,3 milioni di euro nei confronti della società Alfa srl, con sede in Calenzano (Firenze), già denominata Vergine srl. Parte di queste risorse dovrebbero essere recuperate, come da norma di legge, per il ristoro e la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza dell'impianto.

 

L'incontro si è concluso con l'impegno del consigliere Borraccino e dei compagni del Circolo Sel di Lizzano di procedere con assoluta determinazione verso gli obiettivi elencati, mettendo in campo tutte le azioni politiche ed economiche possibili a norma di legge, affinché si riesca finalmente a mettere la parola fine ad una brutta pagina della nostra storia locale.

Gian Luca Lecce

 

Il Governo smantella la funzione pubblica. Costi insostenibili per imprese e cittadini

Ecosistema camerale insiste: occupazione a rischio e territori privati di servizi essenziali

 

Ecosistema camerale (ESC) è un’associazione nazionale, nata nel 2014 per promuovere l'accrescimento delle competenze e delle professionalità delle donne e degli uomini che operano nelle Camere di commercio italiane attraverso lo sviluppo dell’e-leadership e dell'uso del digitale, nonché per favorire la diffusione dell’innovazione e dell’e-collaboration.

All’associazione, che ha sede unica sul web secondo i principi del digital first (www.ecosistemacamerale.it), è connesso un gruppo Facebook che consta attualmente di circa 2.400 membri.
Oggi ESC svolge un’importante e spontanea azione di advocacy del Sistema camerale, con principale ma non esclusivo riferimento alla riforma della Pubblica amministrazione (legge n.124/2015) che, all’art.10, prevede il riordino degli Enti camerali.
Proprio in relazione alla riforma, nei confronti della quale gli operatori del Sistema si sono sempre posti con atteggiamento critico ma costruttivo e propositivo, è forte la preoccupazione in esito alle molte indiscrezioni sul contenuto del relativo decreto attuativo che  dovrebbe essere discusso a breve dal Consiglio dei Ministri.

A quanto si apprende, gli Enti camerali sarebbero  immotivatamente privati di funzioni che svolgono da decenni con competenza a favore dei territori, fra le quali, ad esempio quelle promozionali (supporto all’internazionalizzazione e certificazione per l’estero, ai processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese, all’accesso al credito, marketing dei territori, osservatori statistico – economici, solo per citarne alcune) con gravissime ripercussioni sui sistemi locali e sull’occupazione.
Una umiliazione ingiustificata che, fra l’altro, non trova riscontro nella stessa legge cui il decreto dovrebbe dare attuazione!
Le Camere di commercio sono, all’interno del panorama della Pubblica Amministrazione, fra le Istituzioni più evolute dal punto di vista della digitalizzazione dei servizi e garantiscono un servizio pubblico indispensabile per le imprese, senza gravare in alcun modo sullo Stato. Esse, infatti, si finanziano essenzialmente con il diritto annuale versato dalle imprese iscritte al Registro delle imprese, alle quali restituiscono servizi efficienti attraverso una forza lavoro qualificata e competente. Inoltre, corrispondono direttamente all’Erario sia i notevoli risparmi conseguiti dall’applicazione della spending review, sia gli introiti derivanti dall’attività  sanzionatoria per conto dello Stato, senza alcun corrispettivo economico, anche per la vigilanza esercitata sul mercato da altri soggetti pubblici come Guardia di Finanza, Carabinieri, Agenzia delle Dogane, etc. (oltre 20 mln di euro l’anno!).
A fronte di questo impegno, dalla riforma ipotizzata non proviene nessun reale rilancio di un Sistema che ha peraltro dimostrato, in ogni campo di attività, una capacità di innovazione senza pari. Solo tagli lineari di risorse e competenze.
Già con il D.L. n.90/2014, convertito in legge n.114/2014, è stata, infatti, imposta una riduzione progressiva del diritto annuale fino al 50% nel 2017. La riduzione, che per le imprese sta comportando un risparmio esiguo (mediamente 55 euro l’anno), è intervenuta senza che fossero ridefinite le funzioni degli Enti camerali. Ciò ha determinato una sempre più evidente impossibilità di far fronte alle tantissime esigenze di supporto dei territori e nessun vantaggio per il mondo imprenditoriale.
Nessun vantaggio per le imprese, è bene ripeterlo.
Le Camere che non raggiungono il numero minimo di 75.000 imprese iscritte, inoltre, hanno dovuto avviare, in ottemperanza alla legge di riforma, processi di accorpamento, spesso forzosi, che non produrranno risparmi per lo Stato né benefici economici per le attività imprenditoriali.
Insomma, risulta davvero difficile comprendere i presupposti tecnici, economici, giuridici – mai esplicitati dal Governo! - sulla base dei quali si è deciso di smontare, pezzo per pezzo, questa parte di Pubblica Amministrazione, senza che ciò si traduca in un vantaggio per gli
oltre 6 milioni di imprese italiane al cui servizio operano le Camere di commercio.
È evidente, anzi, un intendimento persecutorio e finalizzato a ridurre gli ambiti della funzione pubblica (quindi imparziale e presidio di legalità) per consegnarli al mercato con un importante aggravio di spesa soprattutto per le piccole imprese che perderanno i propri punti di riferimento sul territorio.
È altrettanto evidente che l’esito del taglio delle risorse sarà pesantemente aggravato dalla ventilata riduzione delle funzioni ed avrà inevitabili ripercussioni occupazionali che Esc stima in 3.500 – 4.000 posti di lavoro, fra dipendenti pubblici e privati. Un ulteriore ed insostenibile costo a carico dei cittadini e delle imprese, oltre che la dispersione di un patrimonio di professionalità.
In sintesi, Esc afferma con piena consapevolezza che non vi è alcun nesso di causa – effetto fra la riforma del Sistema camerale italiano e il beneficio che ne trarrebbe l’economia, ma che, al contrario, chiarissimi sono l’effetto negativo sull’occupazione ed il danno per le imprese ed i territori (privati di servizi e, probabilmente, dell’ultimo Organismo intermedio che ancora resiste al progressivo smantellamento della funzione pubblica).
In questi giorni è in corso una imponente campagna Twitter all’indirizzo del Governo, dei media e degli influencer proprio per diffondere le ragioni dell’Ecosistema camerale, i cui operatori - pubblici e privati - rivendicano il diritto di partecipare all’attuazione del processo di riforma e sono pronti a portare proposte e contenuti concreti - elaborati da chi lavora ogni giorno al servizio delle imprese - per migliorare realmente l’efficienza  di questa Pubblica Amministrazione e consentire alle imprese di ottenere maggiori e qualificati servizi sul territorio oltre che risparmi quantificati in oltre un miliardo di euro all’anno.
 
ESC – Ecosistema camerale
www.ecosistemacamerale.it
tweet @Ecosist_CamCom

 

 

 

 

Il Governatore della Puglia Emiliano in un'intervista di Studio 100 ha parlato della possibilità di utilizzare l’aeroporto di Taranto - Grottaglie anche per i voli civili. Sapevamo della sua visita riservata all'aeroporto prima di Natale, anche perché spinto anche dalla nostre estenuanti richieste di effettuare un sopralluogo per comprendere bene per cosa stiamo tanto lottando noi Movimento Taranto, Diritto di Volare e Aeroporto Magna Grecia pro aeroporto. La speranza  è che finalmente il nostro Aeroporto sia strategicamente considerato e utilizzato in linea con quelle che sono le sue potenzialità.

Ma adesso che è praticamente scesa in ‘Puglia’ Alitalia-Etihad, fortemente voluta sempre da noi con base a Grottaglie, vedremo e vigileremo su come la governance regionale si muoverà tenendo conto del fatto delle inevitabili difficoltà gestionali  che Aeroporti di Puglia avrà con Ryanair.

Siamo fiduciosi sul fatto che il governatore Emiliano valuterà con attenzione e nel comune interesse  le nostre indicazioni per Alitalia-Etihad.

Tutti noi qui a Taranto auspichiamo una base per Alitalia, ben sapendo che essa come Compagnia potenziata da Etihad potrà regalarci anche voli intercontinentali, europei e nazionali, in sistema con Bari e Brindisi. Nel sud, nessun aeroporto ha la nostra pista. Essa è idonea per far atterrare/decollare anche aerei intercontinentali.

Taranto potrebbe rilanciare la Puglia, come Palermo e Napoli fanno con i voli passeggeri settimanali per New York, avrebbe completerebbe un sistema Aeroportuale ben distribuito e competitivo per l’intero sud, grande opportunità ci auguriamo possibile già da domani.

Cav. Alfredo Luigi Conti

Presidente Mov. Taranto, Diritto di Volare!

Responsabile provinciale del Dipartimento Trasporti FI (Ta)

Avv. Walter Fischetti

Presidente Mov. Aeroporto Magna Grecia di Taranto

Max giusti e il suo Show"Pezzi da 90" intrattiene per due ore  il pubblico del Teatro Orfeo. Grande successo di pubblico per il prossimo protagonista del Dopofestival.

 

Andrea Loiacono

 

Sold out di risate ieri sera al Teatro Orfeo di Taranto il quale ha accolto, nell'ambito della ventiquattresima edizione della Stagione Artistica 2015/2016, il  celebre comico e conduttore televisivo Max Giusti.  Lo showman romano è tornato in così a quello che lui stesso  ha definito " Primo Amore" ovvero il teatro, dal quale mancava dal 2008 quando porto in scena  " Meraviglioso".   Nel corso dello spettacolo partito da Roma il 24 Gennaio Scorso scritto per l'occasione in collaborazione con Marco Terenzi e Giuliano Rinaldi, l' ex conduttore di " Affari Tuoi" ha saputo coinvolgere l'intera platea plasmando lo spettacolo  a seconda dei gusti dei presenti con l'ausilio   live della "Supermax Band" e di Sarah Jane Olog. Grazie ad un repertorio di personaggi  e imitazioni che hanno spaziato da i più Classici Albano Carrisi, Little Tony  sino a giungere  alla satira nei confronti di programmi Tv quali "Don Matteo" con Giusti per l'occasione  nei panni di Terence Hill  in  tunica e bicicletta,  sino a arrivare   ad "Amici di Maria De Filippi" . Ma lo spettacolo è stato anche ricco di monologhi che lo showman ha utilizzato per parlare della sua infanzia, del rapporto con il padre,  e delle estati trascorse al mare Ad Ostia; della sua città, una Capitale sempre meno pulita  ma allo stesso  tempo allegra e casciarona. Non sono mancati  a proposito delle città d'Italia  gli apprezzamenti nei confronti del Mare e della città di Taranto,  con siparietti divertenti tra Giusti e la platea, quest'ultima assoluta protagonista nel simpatico tentativo di insegnare al comico alcuni termini dialettali. Il prossimo ospite del " Dopofestival" voluto dalla Direzione Artistica  di San Remo  ha  toccato, in seguito, con il giusto mix tra  humor e sobrietà i temi più importanti d'attualità; dalla crisi occupazionale all'invito rivolto della Chiesa all'accoglienza e all'integrazione.  Non è mancato un pizzico di Ilarità nei confronti delle Sacre Scritture e dei Corinzi, celebri a detta dell'artista a differenza di altre popolazioni, solo per lo stile  architettonico dei Capitelli.  Altro  tema trattato è stato quello del cambio generazionale e del rapporto di coppia. Lo spettacolo, si è concluso dopo due ore ininterrotte, tra gli applausi scroscianti del pubblico, con un tributo  dedicato ai grandi cantautori del presente e del passato quali Francesco De Gregori, Luciano Ligabue  e Pierangelo Bertoli. insomma, il Duemilasedici  per gli appassionati del Teatro in particolare e dello storico " Teatro Orfeo", il quale ha da poco festeggiato il suo primo Centenario, non poteva  che iniziare nel modo migliore. 

Gruppo Ilva: l'Executive torinese Maurizio Munari lascia l'incarico
di Direttore Vendite, Marketing e Business Development
 
Seconda dimissione eccellente in  casa Ilva, specchio del clima di tensione e insicurezza che si respira all'interno di un'azienda ormai al collasso.
«A quattro mesi dalla mia nomina alla direzione
della divisione Vendite, Marketing e Business Development del Gruppo Ilva ho
deciso di lasciare l'incarico. Alla luce delle recenti evoluzioni che hanno riguardato il
Gruppo Ilva, ritengo che non vi siano più le condizioni per poter portare a termine il
mandato che sono stato chiamato a svolgere». Questo è quanto ha dichiarato Maurizio Munari.
L'Executive torinese Maurizio Munari aveva assunto l'incarico di Direttore Vendite,
Marketing e Business Development del Gruppo Ilva il 1 ottobre 2015, dopo aver
ricoperto ruoli di primo livello nel gruppo FCA.
Prima di lui si era dimesso Pucci,direttore generale appena nominato. Ma lasua decisione era legata alle polemiche suscitate dalla condanna per la tragedia Thyssen.

Di Vito Massimano

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Era il mese di novembre del 2014 e Franceschini, tra il giubilo dei tarantini, ebbe ad esclamare  «Il museo di Taranto è uno dei venti grandi musei nazionali, tra i 400 dello Stato, che hanno ottenuto un riconoscimento dalla Riforma del Ministero. Godranno infatti di una propria autonomia contabile e amministrativa. Si tratta di un importante investimento per il futuro che consentirà al Marta di riutilizzare i propri incassi.  Il museo Archeologico di Taranto è uno dei siti più importanti a livello nazionale ed è in una città,Taranto, che per me rappresenta una grande sfida per il Paese intero».

Non contento, aggiunse «come successo a Torino, che da città industriale condannata ad un declino ha invece saputo investire su se stessa diventando una delle mete turistiche più importanti del Paese, penso che lo stesso percorso si possa fare a Taranto. Bisogna investire sul proprio patrimonio»

Come se non fosse già abbastanza, rincarò la dose sostenendo che quello spartano «è un progetto molto bello. Taranto davvero può investire sulla propria storia, non solo sul Museo ma anche sul suo centro storico e sugli altri monumenti che possiede».

A distanza di qualche mese, Taranto si ritrova senza la soprintendenza e l’autore dell’annessione a Lecce è proprio quel Franceschini cui i tarantini avevano creduto come dei boccaloni.

A caldo lo segnalammo su queste stesse pagine in tempi non sospetti passando per disfattisti, anti tarantini ed invidiosi delle splendide idee altrui.

Adesso lo scippo è compiuto sancendo definitivamente la marginalità politica di una città in grado di essere sconfitta su tutto, dall’archeologia all’industria passando per università, ambiente, porto, aeroporto, arsenale, corte d’appello, marina militare.

Ammettiamolo, la priorità di questa città non è il lavoro o le varie forme di assistenzialismo e statalismo che da più parti vengono invocate.

La priorità è quella di ammettere che abbiamo una classe politica di pippe clamorose, capaci  di fare scena muta in aula o di produrre la solita interrogazioncina parlamentare a risposta scritta che, chi conosce i fatti della politica, sa bene quanto assurga ad una dignità  che si avvicina alla carta igienica. Al massimo ci scappa la letterina di Ippazio che i Ministri usano per scriverci dietro la lista della spesa.

In città si respira una mediocrità politica a tutti i livelli ed una puerile banalità nei ragionamenti che hanno dell’ incredibile. Ecco perché tutti si fanno gioco di Taranto.

Poi ovviamente è facile prendersela con Lecce o con Bari denunciandone i giochi oscuri attraverso la creazione di quelle stesse consorterie a cui noi non siamo mai stati invitati  perché antropologicamente incapaci di fare lobby.

E non si tratta del destino cinico e baro che gioca contro di noi perché, quando Brindisi o Lecce (perfino Foggia) bussano a denari, state certi che qualcosa la spuntano (porto, università, trasporti, aeroporto).

Arrendiamoci all’evidenza, quindi,perché la verità è che Taranto non conta a tal punto da essere costantemente sacrificata su tutto se non addirittura coglionata con 10 decreti vertenti sullo stesso tema.

 

 

 

 

Pomeriggio di paura in piazza Messapia dove un passante è stato bloccato da un rapinatore. Tutto è accaduto nel giro di pochu minuti. L'aggressore, disarmato e a volto scoperto, ha bloccato il malcapitato facendosi consegnare la borsa contenente effetti personali e una somma di denaro. Il rapinatore si è allontanato a piedi facendo perdere le proprie tracce. Sull'episodio indagano i carabinieri che sulla base di testimonianze e rilievi scientifici stanno cercando di identificare il responsabil dell'azione criminosa.

Appuntamento domenica 31 gennaio, alle ore 18 al TaTÀ di Taranto

 

 

Una storia di pochi centimetri di piume. Per “favole&TAmburi”, la rassegna per famiglie, domenica 31 gennaio 2016, alle ore 18 al TaTÀ di Taranto, in via Grazia Deledda ai Tamburi, va in scena “Peter Pan” di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda, regia Fabrizio Visconti, con Davide Visconti, Rossella Rapisarda, Simone Lombardelli,  scene e costumi Paride Pantaleone e Claudio Micci, vincitore Premio ETI Stregagatto “Visioni d’infanzia” 2004 (migliore compagnia emergente) e Premio Benevento Città Ragazzi 2004, produzione Eccentrici Dadarò. Biglietto unico 6 euro. Info: 099.4707948.

 

La storia racconta di una una Wendy del duemila che si rifiuta di andare in collegio perché non vuole diventare grande in contrasto con il padre Arturo, scienziato perso nelle sue astruse teorie, che, dopo la morte della moglie, non vuole più credere alla fantasia o ai sogni. Ma Wendy richiama i ricordi della madre, in momenti struggenti sottolineati dalle note di Chopin: ed ecco che appare Peter Pan pronto a portare con sé Wendy nell’Isola che non c’è perché lei resti bambina e lui abbia una madre. Di lì è un susseguirsi di colpi di scena, richieste di coinvolgimento del pubblico, trucchi magici, inseguimenti all’interno di una particolare scenografia che recupera in modo intelligente il segno globale dello spettacolo circense. Allorché Arturo stesso, dopo aver chiesto l’aiuto dei bambini in sala per recuperare la figlia, arriva a credere nella fantasia, Wendy capisce che la fantasia e i sogni servono, ma crescere è inevitabile. Peter Pan torna alla sua Isola lasciando padre e figlia cambiati: Arturo capisce quanto sia necessario conservare l’infanzia dentro di sé, Wendy decide di crescere senza dimenticare la dimensione fantastica.

 

Eccentrici Dadarò nascono nel 1997, da un desiderio di in-stabilità. Stabilità nel tentativo di dare concretezza e continuità a un progetto; in-stabilità nella scelta di mantenere un’assoluta libertà di sperimentazione espressiva, cercando di non assestarsi linguisticamente e stilisticamente su quanto raggiunto in precedenza. Proprio questo elemento di eterogeneità ha permesso la realizzazione di progetti artistici destinati a tipologie di pubblico differenti e proposti con linguaggi distinti. I diversi premi nazionali e Internazionali vinti nel corso degli anni e i più di 200 spettacoli realizzati annualmente in tutta Italia e Europa, hanno fatto della Compagnia una delle realtà più solide del panorama teatrale italiano di questi anni. L’Associazione ha sede a Caronno Pertusella (Varese).

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