“Abbiamo depositato unainterrogazione indirizzata al presidente Emiliano e all’assessore Giovanni Gannini, mirata a far chiarezza in merito alle iniziative intraprese da AdP che tenderebbero a trasformare la struttura aeroportuale di Taranto-Grottaglie in una zona industriale, attività estranea alle attività di volo, rischiando così di compromettere ogni altra possibilità di ripresa e di sviluppo dell’attività di traffico passeggeri.”lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Marco Galante e Antonio Trevisi.

Nell’aeroporto “Arlotta”, infatti, si sono insediate società private che, in seguito alla sottoscrizione di contratti di sub-concessione con AdP,  esercitano attività estranee al trasporto aereo. “Queste presenze ed altre, che Aeroporti di Puglia S.p.A. avrebbe intenzione di inserire all’interno del sedime aeroportuale - proseguono i cinquestelle -sottraggono spazi utili ad eventuali ampliamenti necessari al normale delle attività di volo. Trasformando, di fatto, l’area in una zona industriale. Nella nostra interrogazione chiediamo, inoltre, se l’hangar aeronautico, usato in passato da ATITEK (Alitalia) insieme a tutto il resto dello stabilimento Alenia, sia nella disponibilità di Aeroporti Puglia e quando e attraverso quale negozio giuridico sarebbe avvenuto il passaggio di proprietà da Alenia ad Aeroporti Puglia. In ultimo abbiamo chiesto alla Giunta Regionale di esprimersi in merito al possibile conflitto d’interessi del Dott. Giuseppe Acierno Amministratore unico di Aeroporti di Puglia e contemporaneamente di Presidente del Comitato del Distretto Aerospaziale Pugliese”.

All’interno dell’interrogazione dei pentastellati, numerose altre richieste volte a chiarire il quadro della situazione dell’aeroporto Taranto-Grottaglie, si chiede infatti anche di sapere attraverso quale atto sia avvenuta la modifica dell'Accordo di Programma Quadro Trasporti – FSC 2007 – 2013 che ha permesso ad Aeroporti di Puglia di trasferire le risorse inizialmente destinate all'Aeroporto Karol Wojtyla di Bari, per il riutilizzo dello scalo militare a supporto di quello civile, all'aeroporto Marcello Arlotta di Taranto Grottaglie, per le opere infrastrutturali destinate all'aerospazio e quali siano state le motivazioni che hanno spinto la Regione Puglia a ripresentare lo stesso progetto, inizialmente finanziato con il citato FSC 2007 – 2013, nel Pon rete e trasporti, il cui esito dell’istruttoria è atteso per il 2016. Galante e Trevisi chiedono in ultimo di sapere se sia stata la stessa Adp a dare mandato al Dott. Di Palma per l’organizzazione della manifestazione internazionale presso l’aeroporto “Arlotta”, che si terrà a maggio p.v., per la promozione della tecnologia dei “DRONI”, “considerando che in tale periodo sono in imminente programmazione attività di volo, inerenti il traffico passeggeri. Speriamo una volta per tutte - concludono i cinquestelle -di riuscire a chiarire la situazione dell’Arlotta.”

 

Pubblichiamo di seguito un articolo pubblicato  da www.mondodelgusto.it che esalta bontà e qualità della cozza tarantina

La città di Taranto un tempo era la maggior produttrice di cozze e ostriche al mondo con i suoi immensi giardini in Mar Piccolo e Mar Grande. L’attività di mitilicoltura sembra sia iniziata attorno all’anno mille e da allora è stata una delle maggiori risorse economiche della città.

 

L’allevamento della cozza tarantina ha vissuto in questi ultimi anni numerose 
vicissitudini a causa dell’inquinamento ambientale provocato dall’ILVA, ma in realtà oggi è certamente la più sicura d’Italia per i numerosi e frequenti controlli a cui è sottoposta.

 


Come afferma il presidente dei mitilicoltori Cosimo D’Andria i prelievi e la classificazione delle acque vengono effettuati per ogni singolo produttore, quindi si analizza più volte lo stesso specchio d’acqua proprio per poter sfatare la negativa denominazione di “cozze alla diossina”.

A maggior garanzia della bontà delle cozze anche gli ambientalisti hanno proposto l’utilizzo di un particolare cemento che non rilascia sostanze inquinanti per fare il corpo morto (base di sostegno dei pali).

 

Il divieto di prelievo e vendita ha interessato solo i prodotti cresciuti nel primo seno del Mar Piccolo, mentre quelli del secondo seno sono indubbiamente di ottima qualità sotto tutti i punti di vista. In questi giorni c’è stata la riunione con i rappresentanti istituzionali per mettere a punto i preparativi per il trasferimento dal primo seno di Mar Piccolo al Mar Grande entro la fine di febbraio con i primi di marzo per salvare il novellame e la produzione del prossimo anno. 

 

L’allevamento dei mitili è costituito da lunghi pali di legno di castagno, oggi spesso sostituiti da pali di ferro, infissi nel fondo marino per due o tre metri e che fuoriescono dalla superficie per circa un metro; fra i pali sono tese funi di fibra vegetale. A queste funi vengono appese le “reste” che sono calze di rete in polipropilene all’interno delle quali viene deposto il novellame, cozze di 1-2 cm.

 

La produzione della cozza richiede circa 14 mesi di lavorazione, inizia a novembre con la preparazione dei cosiddetti letti, ossia delle griglie di corda. Si sceglie questo periodo perchè da novembre a gennaio la cozza produce il latte.

 

Nel mese di marzo i letti vengono staccati e le cozze ripulite da tutti i parassiti e microbi che si sono attaccati, si lasciano fuori dall’acqua per un periodo che varia a seconda della temperatura, dalle tre quattro ore se fa caldo,ad una giornata se fa freddo, dopo di che si ributtano a mare. Ora la cozza, il novellame, respira perchè si è liberata di tutti i parassiti.


Alla fine di marzo con i primi di aprile si comincia a sciorinare, vengono cioè stese al sole per eliminare eventuali microbi e si fa il primo innesto. Man mano che la cozza cresce si cambia la rete con delle maglie più grandi altrimenti non fuoriesce. In tutto il ciclo produttivo l’innesto avviene 4-5 volte.
Per maggio giugno sono quasi adulte e quindi pronte per la vendita.

 

I motivi che rendono le cozze allevate nel Mar Piccolo particolarmente gustose, piene e profumate sono essenzialmente due. Nel Mar Grande e nel Mar Piccolo, a 60 metri di profondità, vi sono 34 sorgenti di acqua dolce di origine carsica chiamate “citri” che immettono in continuazione acqua dolce.

 

 Questa condizione di bassa salinità dona una condizione idrobiologica ideale per il metabolismo e l’accrescimento dei mitili. Inoltre, per la sua configurazione, nel Mar Piccolo sono assenti correnti sottomarine, ed il mare calmo è un altro dei presupposti per una buona produzione di cozze.

Il sapore della cozza tarantina è inconfondibile, si presenta grossa, biancorosata,  con profumo di iodio e di mare cristallino, dal gusto pieno e dolce.

 

Inoltre con le cozze si possono fare piatti squisiti spendendo poco. Piatto tipico tarantino sono le cozze alla “puppitegna” alla poverella. Occorrono le cozze, un pò di pomodoro, olio, aglio e prezzemolo, si mettono gli ingredienti tutti insieme e si lasciano cuocere fino a quando le cozze non si aprono.

 

Altro piatto tipico è la pasta fagioli e cozze. Si cucinano i fagioli normalmente dopodichè si puliscono le cozze, si mette in una padella olio, aglio si fa riscaldare e si uniscono le cozze che si fanno cuocere per qualche minuto e poi si versano nei fagioli. Si lessa la pasta e si condisce con il tutto.

 

L’equipe dell’associazione Alzheimer -Taranto a scuola per un incontro con gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”

 

Rosa Guerriero

PALAGIANO – Infondere fin da piccoli la cultura della solidarietà è uno degli aspettiche l’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII “vuole trasmettere agli alunni. In tal senso si è appena concluso, nelle classi terze e quarte della scuola primaria, un Laboratorio di sensibilizzazione alla malattia di Alzheimer e alle Demenze in generale attraverso la lettura della storia “Mia nonna è diversa” di MercèArànega. Il corso tenuto dall’Equipe Multidisciplinare dell’Associazione Alzheimer Bari (sportello di Taranto)dott. Nicola Cetera e dott.ssa Maria Mottolese mira a sensibilizzare i bambini sulla malattia che è in continuo aumento: si stima che solo nella provincia di Taranto sono oltre 6.500 le persone colpite da Alzheimer. L’obiettivo del progetto è quello di far conoscere agli alunni della scuola primaria che cosa è questa patologia, chi colpisce, che problemi comporta al malato e a chi vive con lui, creando nei bambini uno spunto di riflessione importante. Pertanto sono state adoperate semplici attività ben strutturate per l’acquisizione del problema. Tra i lavori svolti in classe c’è stata la videolettura del libro “Mia nonna è diversa” che con un linguaggio semplice ed efficace, supportato da immagini accattivanti, consente di conoscere i problemi più comuni determinati dalla malattia, come la perdita di memoria e le difficoltà incontrate ogni giorno. Nonostante la loro tenera età, gli alunni sono stati affascinati dall’argomento, tante le domande rivolte ai due relatori e la voglia di sapere come comportarsi per aiutare i nonni in difficoltà. I nonni che tanto hanno sempre dato ai propri nipoti senza chiedere mai niente in cambio e che all’improvviso si vedono catapultati in un mondo oscuro dove nessuno vorrebbe mai vivere, quel mondo che ruba la cosa più preziosa: i ricordi.

Aperti i cancelli del giardinetto pubblico situato tra via Scoglio del Tonno e via Rinascimento. Il Sindaco di Taranto, dott. Ippazio Stefàno, vive la soddisfazione dell’iniziativa portata a segno e così commenta:  Restituiamo alla collettività questo angolo verde nella periferia della città. L’idea di recuperare e riqualificare questa risorsa naturale risponde ad un progetto di verde pubblico teso a valorizzare la vocazione di luogo di aggregazione per le famiglie e per i bambini. L’area è stata interessata da un intervento di restyling che ha riguardato i percorsi, gli spazi verdi, gli ingressi, la recinzione e le panchine.-

Il giardinetto pubblico si estende per circa 5000 metri quadrati ed è arredato da circa 100 alberi, quasi tutti di pino, e più di 15 panchine

Si respira già aria di Settimana Santa e nell’approssimarsi dei momenti più importanti del calendario tarantino, il Sindaco dott. Ippazio Stefàno, ha pensato di invitare a Taranto il suo collega di Siviglia, D. Jaun Espadas Cejas per creare un ponte ideale tra le due città accomunate da una simile tradizione e ritualità. Il Sindaco Stefàno procede per le immagini dei "penitenti scalzi e incappucciati incedono lenti sotto il peso della croce e dei simboli evocativi della passione di Cristo" e scrive: "Taranto come Siviglia. Simile devozione, simile folklore e ritualità, simile partecipazione popolare, simile Semana Santa. Un filo di passione e di tradizione, forse anche un’antica discendenza dei riti, tiene unite le nostre municipalità e sollecita l’idea di un sistema armonico di vicinanza e di condivisione dello spazio turistico e culturale. Taranto come Siviglia rinnova ogni anno il percorso esperienziale ed emozionale e racconta la sua tradizione, i suoi riti, la sua cultura, la sua storia avvolgendosi nella sacralità della passione e nella pietas popolare e diventando volano di polarizzazione turistica che travalica gli àmbiti territoriali cittadini e nazionali. Siviglia come Taranto si sta preparando a vivere uno degli appuntamenti più intensi e partecipati del calendario spagnolo, diventando, non è solo la terra del ritmo, del flamenco, dei gitani…ma la città antica dei Nazarenos che accompagnano la Macarena. La devozione e la sentita partecipazione dei tarantini sono pari a quelle dei sivigliani per i riti della settimana Santa " 

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Taranto hanno sequestrato un dehors antistante un noto bar del capoluogo jonico, su decreto disposto dal GIP presso il Tribunale di Taranto.

Il provvedimento, di natura preventiva, è stato emesso dalla dott.ssa Valeria Ingenito, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, dott.ssa Daniela Putignano, a seguito di indagini condotte dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa, che ne hanno constato - con l’ausilio della perizia di un tecnico - la non conformità alle norme edilizie e ai regolamenti comunali.

Associate al provvedimento sono state notificate, ad altrettanti indagati, cinque informazioni di garanzia per reati inerenti l’abuso d’ufficio, il falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, l’abusivismo edilizio e l’invasione di suolo pubblico. Gli indagati sono tre dirigenti del Comune di Taranto, il geometra responsabile dei lavori e il titolare dell’esercizio commerciale.

Le indagini, concluse in breve tempo, avrebbero accertato la realizzazione della struttura in assenza di permesso a costruire, con una successiva autorizzazione rilasciata dai dirigenti pubblici in violazione di norme regolamentari. Non solo. La realizzazione della struttura amovibile, che non si sarebbe potuta costruire secondo le previsioni normative, nel corso degli ultimi tre anni è stata più volte sanzionata amministrativamente dagli organi di polizia, senza che il preposto dirigente comunale adottasse l’ordinanza di demolizione, commettendo gravi omissioni che hanno procurato ingiusto vantaggio all’esercente. Infine, come già detto, la connivenza di altri due dirigenti di settore ha permesso al titolare, sulla base di una falsa attestazione del progettista, di ottenere l’autorizzazione illegale a sanatoria.

L'istituzione della Giornata della Cultura,la mozione relativa alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria (acqua e fogna) in diverse zone della città, il progetto di larga massima per larealizzazione di un complesso turistico-alberghiero da costruire in zona Lama San Vito.

Sono questi i primio tre punti all'Ordine del Giorno che tornerà a riunirsi il due marzo prossimo non essendo riusti ad esaurire tutti gli argomenti in programma nel corso dell'ultima seduta. Sicuramente sarà quello della realizzazione del complesso turistico l'argomento sucuisi registrerà maggiore discussione visti i diversi punti di vista in campo.    

Il primo storico punto in serie C è arrivato. Assieme ad una prova ricca di progressi ed indicazioni positive: anche se la vittoria era ad un passo.

La Mediterraneo Sport sfiora il colpaccio contro la Fimco Sport e pareggia 5-5 presso la Piscina Masseriola di Brindisi. Per gli jonici, però, i rimpianti non mancano: il "sette" allenato da Mauro Birri è stato in vantaggio per tutto l'arco della gara, a lungo con due reti di scarto, prima di farsi agguantare nell'ultimo periodo a causa di alcuni errori dettati dall'inesperienza.

La formazione jonica parte a spron battuto e sigla il vantaggio con Vignati, l'elemento di maggiore caratura ed esperienza. Il raddoppio è siglato da Renna prima della prevedibile reazione dei padroni di casa che accorciano le distanze con Deveri.

Nella seconda frazione Pariti sigla il 2-2 ma i leoni della Mediterraneo reagiscono e allungano ancora con Orlando. La terza frazione è la più divertente e rocambolesca: la Fimco pareggia ancora con Mercaldi ma gli arancioblù tarantini piazzano l'uno-due che potrebbe essere decisivo. Merito ancora di super-Vignati e di Latanza che fissano il risultato sul 3-5. Sul finire della frazione, però, Corbelli piazza la zampata che riduce il distacco.

Le sorti dell'incontro sono affidate all'ultimo tempo: in apertura Mercaldi segna la rete del definitivo 5-5 per la propria personale doppietta. I tentativi successivi delle due squadre non portano frutto: anzi, a pochi secondi dalla fine, la Fimco si avvicina al gol-beffa ma il portiere tarantino Busco, autore di una grande prestazione, blocca con sicurezza.

«Sono contento - commenta a fine partita il tecnico della Mediterraneo, Mauro Birri - per i miglioramenti che abbiamo mostrato rispetto alla partita d'esordio. Abbiamo giocato con intensità e i nostri giovani iniziano a capire come si gioca in serie C. Un pizzico di rammarico resta: abbiamo guidato il match a lungo e abbiamo avuto l'occasione per portare a casa i tre punti, anche grazie all'ottima prestazione dei nostri due giocatori "esperti" Vignati e Busco. Non ci resta che continuare ad allenarci con la stessa abnegazione per migliorare ancora». E per tentare, magari, il primo colpo esterno: la Mediterraneo torna, infatti, in acqua sabato a Bari (ore 13.30) per sfidare la Master Valenzano, ultima in classifica con 0 punti e la peggiore differenza reti del girone 6 (-13).

 

 

Tabellino

FIMCO SPORT - MEDITERRANEO SPORT 5-5 (1-2, 1-1, 2-2, 1-0)

 

FIMCO SPORT - Mancino, Barletta, Deveri 1, Mercaldi 2, Coluccia, Corbelli 1, Falco, Pariti 1, Gaetani, Cazzola, Mercaldi S. , Tramacere, Giannuzzo. All. Simone Falco

MEDITERRANEO SPORT TARANTO - Busco, Fabiano, Orlando 1, Caricasole, Latanza 1, De Giorgio, Renna 1, Di Noi, Musciagno, Bando, Vignati 2, Chiloiro, De Bellis. All. Mauro Birri


"Suona ancora più forte il campanello d'allarme sul caporalato, dopo i dati presentati da Assosomm e le giuste preoccupazioni di Confeuro. Agghiacciante e insopportabile la fotografia emersa: 400 mila lavoratori coinvolti nel caporalato e un trend in crescita del tasso di irregolarità in agricoltura. Mi auguro si possa procedere, con priorità e massima urgenza, all'esame del ddl in Senato". E' l'esortazione del senatore Dario Stefàno, componente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, dopo la presentazione dei dati Assosomm oggi a Palazzo Chigi, nel corso del convegno "Attiviamo lavoro. Le potenzialita' del lavoro in somministrazione nel settore dell'agricoltura', organizzato da The European House Ambrosetti.
 

“Una fotografia - prosegue Stefàno -  che impone di agire subito: disagio abitativo e ambientale, lavoro di 12 ore al giorno per un salario giornaliero inferiore del 50% rispetto ai contratti nazionali, alloggi fatiscenti, nessuna tutela”.

"Il disegno di legge del governo – spiega Stefàno - al quale peraltro è associato anche un ddl a mia firma ora in Commissione, purtroppo rischia di non essere sufficiente. Dalle righe dell'analisi, infatti, emerge la necessità di affiancare a tali misure legislative un'ulteriore fase di studio e approfondimento che solo una Commissione d'inchiesta sarebbe in grado di garantire". 

"Il caporalato – conclude Stefàno - è un fenomeno infimo e subdolo che rischia di continuare ad insinuarsi tra le pieghe del sistema normativo e, dunque, di sopravvivere. Ecco perchè, per debellarlo occorre un approccio scientifico che sappia bilanciare adeguatamente studio approfondito e misure di contrasto". 

Si sono appena conclusi i lavori dell’ANAS sul Ponte Punta Penna. Il Sindaco, dott. Ippazio Stefàno rivolge parole di apprezzamento all’Anas per l’accelerazione degli interventi e così commenta “Gli impegni assunti dall’Anas di conclusione anticipata dei lavori sono stati tutti rispetti e la circolazione sul Ponte Punta Penna ha ripreso da qualche giorno il suo regolare flusso di traffico veicolare senza più lunghe file ed attese in entrata ed in uscita dalla città. A seguito di mie sollecitazioni,  l’Azienda ha messo in campo ogni utile ed opportuna azione per ridurre al massimo i tempi di esecuzione dei lavori così da limitare il disagio dei cittadini costretti a lunghi incolonnamenti sul Ponte Punta Penna. Gli interventi avevano carattere di urgenza ed hanno riguardato la manutenzione straordinaria dei giunti sul Ponte. La particolare tipologia dei lavori avrebbe richiesto tempi di esecuzione più dilatati e tale da prevedere la conclusione intorno al 20 marzo. Né era possibile mettere in campo azioni diverse, anche riferite alle fasce orarie per motivazioni di stretta natura tecnica, come chiarito dall’ANAS. Tuttavia i tecnici dell’Azienda si sono impegnati a potenziare le squadre operative così da anticipare di un mese la conclusione dei lavori. Questa- conclude il Sindaco- era l’unica misura che poteva essere adottata e che ha avuto effetti sulla durata dei lavori in termini di riduzione e conseguentemente sul disagio dei cittadini che poteva protrarsi, invece, per ancora un altro mese. Si è trattato di lavori utili e necessari ai fini della sicurezza dell’infrastruttura per i quali ho fatto appello congiuntamente alla comprensione dei cittadini per il forte disagio della mobilità urbana ed a un rafforzato impegno da parte dell’azienda esecutrice dei lavori. Da sabato tutto è rientrato nella normalità.”

 

 

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