Dopo “Evoluzione fisica e antropica del paesaggio tarantino” di Tommaso Giannese, sempre per restare su un tema legato al sud, sarà la fotografia protagonista con le immagini di Francesco La Centra, di Ferrandina, dal titolo:

Lucania: fame di sud, i luoghi dell’anima.

L’appuntamento si svolgerà nella sede di Presenza Lucana di Via Veneto 106/A , con ingresso libero ed inizio alle ore 18.00.

In un’intervista la giornalista e poetessa Nadia Lisanti ha descritto La Centra come il fotografo-custode delle memorie e dei saperi di un’unica Terra da lui chiamata sempre e solo Lucania. L’ultima mostra dell’appassionato fotografo ha avuto per titolo “Passaggio a Sud-Est, la Lucania in prospettiva”.

Ispiratore della fotografia di La Centra è stato Franco Pinna, fotografo etnografico al seguito di Ernesto De Martino per le celebri indagini nel meridione d’Italia dal 1952-59. Da una foto di Pinna, scoperta per caso, l’autore ha trovato quelle ispirazioni che l’hanno portato a documentare la realtà impressa sui volti di anziani della Basilicata. Una più forte figurazione, sui primi piani, è quella dei volti femminili, che mostrano, maggiormente, tristezze e dolori scavate da rughe profonde.

Un salto indietro nel tempo di sessant’anni per riscoprire una Lucania antica che sembra essersi fermata. La foto della donna sul manifestino è di grande qualità. La serata si svolgerà con proiezioni di immagini dell’autore, abbellite e rese più intense dalle letture che Mario Calzolaro e Silvana Pasanisi effettueranno alla ricerca dei luoghi dell’anima. Coordinamento di Michele Santoro.

 

E' una riflessione profonda, attenta emolto chiara qella  che l'Aricdiocesi di Taranto pone alla vigilia del Referendum sulle Trivelle. Nessuna intromissione nella sfera politica, si legge, ma la consapevolezza che su tutto, sempre deve prevalere la salvaguardia del Creato, che è ambiente, vita, salute

 

Commissione diocesana per la custodia del Creato

 

Traccia di riflessione sul quesito referendario del prossimo 17 aprile

         Il referendum del prossimo 17 aprile sulla ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare (meglio noto come referendum sulle trivelle) è l’occasione per compiere un primo passo verso quella “conversione ecologica integrale” sollecitata da papa Francesco al n. 107 della Laudato sì, affinché il nostro unico e meraviglioso pianeta, oggi gravemente ferito, possa essere risanato. Interrogarsi su questo referendum, destinato ad avere effetti non solo sulla nostra generazione, ma anche su quelle future, significa fare in modo che fede e vita non siano due sfere separate dell’esistenza di ciascuno, ma realtà in dialogo fecondo tra loro. È bene, dunque, conoscere i principali termini della questione per compiere una scelta in scienza e coscienza.

         Il quesito referendario chiede ai cittadini italiani se si vuole cancellare (votando sì) o meno (votando no) la norma che permette alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Calcoli elaborati sulla base di dati del Ministero dello Sviluppo economico rilevano che le piattaforme interessate dal referendum coprono meno dell’1% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 3% di quello di gas. Con il rilascio delle concessioni, gli idrocarburi diventano di proprietà delle società petrolifere, tenute a versare allo Stato solo una somma pari al 7% del valore della quantità di petrolio estratto e al 10% del valore della quantità di gas estratto. Va precisato che gli idrocarburi ricavati possono essere portati via dalle compagnie petrolifere e venduti altrove.

         Nel caso di vittoria del sì non ci sarebbero nell’immediato effetti negativi sul piano occupazionale, poiché i lavoratori, con lo scadere nel tempo delle concessioni, potrebbero essere gradualmente impegnati in altre attività, magari legate alle energie rinnovabili.

         La discussione in atto è incentrata sui possibili pericoli di questa attività per l’ecosistema, non solo in caso di eventuali incidenti, ma anche nel corso della normale attività estrattiva e questo dato non è trascurabile in un territorio come il nostro già fortemente condizionato in negativo dalle attività produttive presenti.   Il rischio è che oltre al danno ambientale e sulla salute delle popolazioni, possano prodursi effetti negativi sul piano occupazionale per diversi comparti, quali il turismo, la mitilicoltura, la pesca, il patrimonio culturale. C’è poi la questione dei cambiamenti climatici: per raggiungere gli obiettivi fissati alla conferenza di Parigi è necessario passare in tempi brevi dall’uso dei combustibili fossili alle energie rinnovabili come sottolineato da Papa Francesco nel n.165 della Laudato sì.

         Va poi sottolineato che la specificità tecnica della questione non ci esonera dalla partecipazione al referendum, quale basilare strumento di democrazia diretta soprattutto a fronte della costante compressione degli spazi di informazione, di partecipazione e, in ultima analisi, di controllo popolare nelle scelte strategiche per il territorio (cfr., Laudato sì nn.177-181)

         Riuniti intorno al nostro arcivescovo, monsignor Filippo Santoro, raccogliamo e rilanciamo l’appello ad un’approfondita discussione su questo tema, riflettendo sul quesito nei nostri consigli pastorali prima della consultazione referendaria. Lasciamoci guidare da quanto suggeritoci da papa Francesco nel n.188 della sua ultima enciclica: “Ci sono discussioni, su questioni relative all’ambiente, nelle quali è difficile raggiungere un consenso.  Ancora una volta ribadisco che la Chiesa non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ma invito ad un dibattito onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non ledano il bene comune”. 

E' un riciamo in piena regola, che ha il senso di un ultimatum, quello che gli edili dell'Ance rivolgono al sindaco di Taranto e all'Amministrazione d lui guidata. Un invito ad agire, a imprimere una sterzata decisiva. Senza crearsi falsi alibi....

Ecco, di seguito, la nota

All'indomani della netta presa di posizione da parte del Presidente dell'Ordine degli Architetti di Taranto nei confronti della questione, già evidenziata da ANCE Taranto, dell'affidamento a INVITALIA da parte del Comune degli appalti delle opere previste dal CIS per Taranto è utile dare una valutazione più ampia a quanto sta accadendo.

 

Senza alcun intendimento di replica alle affermazioni dell’Amministrazione e nel rispetto delle competenze e prerogative di INVITALIA, al punto in cui si trova la nostra economia e nello stato di degrado complessivo in cui si trova la città non può bastare la sola ed ormai eterna invocazione del dissesto. Ancora di più si sente mordere l'assenza di una visione complessiva della città, cosa è oggi Taranto e cosa sarà fra due anni, cinque, dieci. Nessuna visione e dunque niente piani e programmi, niente strategie ed azioni, neanche ragionamenti ed analisi articolate, solo e sempre il dissesto come pensiero unico.

 

ANCE Taranto ritiene che proprio oggi, ad un anno dalla fine del mandato, il Sindaco abbia l'occasione irripetibile di guidare una seria riflessione su ciò che non si è realizzato, tralasciando di addurre come unica ragione un dissesto economico che non possiamo continuare a trascinarci dietro come eterna eredità. Anche se amaramente bisogna ricordare, che ciò che non si è fatto in nove anni certamente non si potrà fare in dodici mesi.

 

Oggi ciò che servirebbe è innanzitutto una seria ricognizione della condizione in cui versa la città. Quartiere per quartiere, isolato per isolato. Una riflessione aperta al contributo di tutti, in un clima di sereno rispetto delle differenti posizioni, del perché in questa città non si mettono in campo politiche urbane, lasciando marcire nell’inconcludenza ed incompetenza ogni iniziativa e disegno di rigenerazione e valorizzazione.

 

ANCE Taranto ribadisce che il continuo cambio di assessori e interlocutori ha frammentato, rendendolo privo di utilità, il rapporto con le imprese del territorio assolutamente disponibili a dare il proprio contributo alla ripresa complessiva di una città che non può che sperare in un percorso inclusivo delle varie sensibilità presenti.

 

Terminata la ricognizione, un sistema urbano ben guidato dovrebbe costruire una strategia d'intervento approfondito e lungimirante che metta assieme energie finanziarie, competenza amministrativa e soprattutto una cornice operativa nella quale possano le imprese del territorio, le professioni, il mondo del commercio, la politica fattiva e il mondo della cultura inserire il proprio contributo in una visione finalmente coordinata della città.

 

Oggi di fatto l’intera filiera dell'edilizia è bloccata da una paralisi amministrativa senza precedenti, e tutto questo penalizza non soltanto l'economia ma anche quella coesione sociale ormai persa nelle tante periferie urbane ormai abbandonate al degrado.

 

Per evitare che i prossimi e ultimi mesi di questa legislatura comunale possano essere di sola agonia, ANCE Taranto, con la propria volontà di riscatto e la disponibilità di tutto il mondo produttivo, è ancora a disposizione di tutti coloro davvero interessati a giocare una partita decisiva per il futuro di questa città.

 

ANCE TARANTO – Sezione Costruttori Edili di Confindustria Taranto

Sarà discussa nella seduta del Consiglio Comunale del prossimo 8 aprile la mozione presentata dalla consigliera Lina Ambrogi Melle della lista civica “ Ecologisti per Bonelli” sulle emissioni dell'ENI.

Nel territorio del Comune di Taranto- scrive la Ambrogi Melle-  spesso viene percepito dalla popolazione un caratteristico e oltremodo sgradevole e cattivo odore di gas riconducibile ai processi industriali inerenti agli stabilimenti dell’agglomerato industriale di Taranto. Si tratta di un fenomeno emissivo di particolare intensità e persistenza che si è manifestato negli anni con carattere di continuità’ arrecando e continuando ad arrecare ai cittadini di Taranto danno e molestia.

Questi composti odorigeni , comunemente chiamate “ puzze di gas” ( tra cui l’idrogeno solforato H2S) secondo l’evidenza medico-epidemiologica e scientifica – indicano l’ emissione in atmosfera di agenti inquinanti pericolosi per la salute umana (in determinate concentrazioni e secondo i tempi di esposizione) oltre che per l’ambiente e la persistente e continua esposizione a tali inquinanti atmosferici, causa pregiudizi e danni ai cittadini di Taranto , generando preoccupazione per eventuali conseguenti effetti nocivi sulla salute soprattutto in considerazione del fatto che il Comune di Taranto fa parte di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale.

Da una recente relazione dell’ARPA Puglia illustrata ai cittadini il 5 marzo 2016 , è stato accertato il nesso causale tra le emissioni odorigene e la raffineria ENI s.p.a in base ai risultati del progetto ODORTEL per l’anno 2015, da cui risulta che negli ultimi mesi del 2015 si sono registrati i maggiori picchi di emissioni odorigene ( il 7 gennaio 2016 abbiamo avuto il valore più alto in assoluto di odori molesti) derivanti dall’area industriale e, considerando gli eventi più significativi, la direzione dei venti indica la loro provenienza dalla RAFFINERIA ENI s.p.a.

Inoltre il progetto TEMPA ROSSA aumenterà nell’ambiente le sostanze odorigene e l’ idrogeno solforato (H2S), che è coinvolto non solo nell'estrazione ma anche in tutte le operazioni di stoccaggio, lavorazione e trasporto del petrolio e potrebbe essere rilasciato nell’aria in quantità più o meno abbondanti, a causa di perdite accidentali o di un continuo rilascio nell’ambiente. L'drogeno solforato a basse concentrazioni è motivo di disagio per la popolazione, ma a certe alte concentrazioni con un’esposizione di 15- 30 minuti può provocare la morte.

La raffineria ENI deve sottostare all’AIA che, allo stato attuale, non prevede prescrizioni per gli odori molesti ma solo che la raffineria faccia un piano di monitoraggio delle sostanze odorigene ( che a tutt’oggi non risulta fatto).

Pertanto la mozione da me presentata impegna il Sindaco di Taranto a chiedere al Ministero dell’Ambiente, in sede di RIESAME DELL’AIA all’ENI s.p.a. attualmente in corso, di tenere conto dei dati raccolti da ARPA Puglia e di imporre all'ENI una riduzione delle molestie olfattive fissando nella predetta AIA i LIMITI soglia delle emissioni odorigene , nonchè di inserire nella rete di monitoraggio anche dei campionatori di idrogeno solforato (H2S) ( tutt'ora assenti) poichè l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato dei limiti per la tutela della salute della popolazione.

Si invita inoltre il Sindaco ad adottare, in caso di rilevamento dell'ARPA Puglia di nuovi picchi di sostanze odorigene, apposite ordinanze contingibili ed urgenti finalizzate a contrastare tali fenomeni per prevenire o impedire il pericolo e/o il danno per la salute pubblica.

Si esprima anche tutto il dissenso del Comune di Taranto- conclude la Ambrogi Melle- all’emendamento al disegno di legge sul “ Bilancio di previsione della Regione Puglia per il 2016” che ha prorogato di 1 anno i termini della legge regionale sulle emissioni odorigene e si invitino i 9 consiglieri regionali della Provincia di Taranto a un’iniziativa normativa volta ad emendare la predetta legge regionale sulle emissioni odorigene in senso più restrittivo rispetto alla nuova tempistica.

 

 

 

Check-up dei diritti. Il Crest e la Cgil Taranto rinnovano la loro collaborazione per dare vita a una riflessione, lunga tre settimane, sui diritti e sullo stato di salute della nostra nazione. Di scena al TaTÀ di Taranto, Aprile dei Diritti è il racconto di tre storie, di tre persone speciali e, attraverso le loro vicende, affronta tre tematiche capaci di svelare le difficoltà e le contraddizioni del nostro tempo: sabato 9, Ture Magro in “Malanova”; sabato 16, Christian Di Domenico in “Nel mare ci sono i coccodrilli"; sabato 23, Nicola Conversano ne "l'Albero". Sipario ore 20. Biglietto 10 euro. Info: 099.4725780 

di Andrea Loiacono

 

Tra i volti dei protagonisti del Taranto che vince 4-0 al “Bianco” di Gallipoli vi è quello di Francesco Alvino, giunto alla sua terza marcatura in maglia rossoblù. Per lui un assist, quello del 3 a 0 siglato da Genchi, e la firma personale sul 4 a 0 che ha mandato in “soffitta” l'incontro. L'esterno d'attacco classe '89 si presenta raggiante ai microfoni di Studio100 per commentare l'andamento del match: “Sono contento del gol e della prestazione. È stato importante, ad un certo punto, sbloccare l'incontro per indirizzarlo nel verso giusto. Non era facile vincere oggi; questi tre punti sono importantissimi.”

 

Subentrato a gara in corso, Alvino si è rivelato prezioso, come già accaduto in altre circostanze, per cambiare i ritmi di gioco ripagando in questo modo la fiducia accordatagli da mister Cazzarò, sempre più abile nella gestione dei cambi a partita in corso: “L'intesa nel tridente offensivo con Ancora e Siclari è stata ottima. Pur non giocando molto nell'undici titolare, proviamo spesso questi movimenti negli allenamenti. Il mister chiede agli esterni alti tanto sacrificio e noi cerchiamo di applicare quanto ci chiede con impegno.”

 

In conclusione, il calciatore partenopeo rivolge una dedica ai tifosi rossoblù e a quanti gli sono vicini: “Personalmente il risultato del gruppo conta più delle soddisfazioni personali. Dedico questa rete alle persone a me care e ai tifosi. Siamo felici di poter regalare loro questa vittoria.”

 

 

 

di Andrea Loiacono

 

Ha avuto il merito di sbloccare al 30' del primo tempo il match contro il Gallipoli, il quale sino a quel momento aveva generosamente occupato gli spazi del campo e impensierito il portiere De Lucia in un paio di cricostanze. Giuseppe Siclari è tornato a porre la sua firma sul tabellino dei marcatori rossoblù dopo il gol realizzato a S. Severo, salendo così, a quota tre nella classifica dei marcatori rossoblu, spianando la strada per il poker finale. Al termine del match,il centravanti siciliano ex di Lupa Castelli e Casertana, ha espresso la sua soddisfazione per la sua rete e per la vittoria del Taranto: “Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile. Quando affrontano il Taranto, le altre squadre moltiplicano i propri sforzi nel tentativo di disputare la partita perfetta. Dal canto nostro, volevamo fortemente la vittoria e l'abbiamo ottenuta.

 

Il calciatore siciliano ha descritto, in un secondo momento, l'azione del suo gol:“Ho ricevuto la sfera da dietro, sono stato lesto a girarmi e calciare rapidamente verso la porta avversaria. Penso di aver fatto il movimento che si fa in certe circostanze con la giusta coordinazione. Sono contento per me, ma soprattutto per la vittoria della squadra. Abbiamo dimostrato ancora una volta, di essere una squadra matura vincendo con un risultato netto ed esprimendo un bel gioco. Da qui sino alla fine dobbiamo entrare in campo,ogni domenica, come se giocassimo una finale.

 

Il centravanti classe 86' ha commentato, in fine, i risultati della ventinovesima giornata: “ Per noi, il fatto che abbiano vinto Virtus e Nardò non cambia molto. Sappiamo di avere due punti in meno e di non poter sbagliare di qui alla fine se vogliamo centrare un risultato importante. Ora abbiamo due partite in casa da sfruttare al massimo, a Maggio tireremo le somme.

 

 

La vicenda Tempa Rossa è al centro dell'iniziativa del Movimento Taranto Respira che nel comunicato che di swguito pubblichiamo chiede che vengani sospesi i lavori attualmente in corso

Alla luce delle ultime notizie relative alla vicenda Tempa Rossa, con telefonate intercettate che insinuano per lo meno il dubbio che intorno alla vicenda del petrolio della Basilicata a Taranto si giochino interessi di lobby che contrastano con quelli del nostro territorio, Taranto Respira chiede al Sindaco Stefàno, a tutto il Consiglio comunale, al Presidente della Provincia Tamburrano, al Presidente della Regione Emiliano, di pretendere la massima trasparenza sulla vicenda e di ottenere che il Governo centrale, in attesa che la magistratura chiarisca eventuali illeciti, sospenda immediatamente tutte le autorizzazioni per la realizzazione delle infrastrutture che porteranno a Taranto il greggio. Ribadiamo, inoltre, la totale contrarietà di Taranto Respira alla realizzazione di tale progetto che sommerebbe un ulteriore rischio ambientale a quello che già il nostro territorio sopporta. Ancora una volta, Taranto subisce decisioni e interessi che vengono da lontano e per questo facciamo appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione affinché si lavori per contrastare quest'ulteriore assalto al nostro territorio.

 

Direttivo TARANTORESPIRA

Vittoria Orlando

Nino Carbotti

Giuseppe Aralla

di Andrea Loiacono

 

Domenica calcistica caratterizzata dalla quinta vittoria esterna per il Taranto in questa stagione nel girone H della Lnd. La squadra allenata da Mister Michele Cazzarò ha espugnato nel match valido per la 29^ giornata lo stadio “Antonio Bianco” di Gallipoli con il risultato di 4-0. Due gol per tempo consentono dunque al Taranto di continuare il suo percorso di avvicinamento alla vetta distante sempre due lunghezze per effetto delle concomitanti vittorie ottenute dalla Virtus Francavilla e dal Nardò, anch'esse vittoriose tra le mura amiche, rispettivamente per 3-1 contro il Picerno e per 1-0 contro il Serpentara. Al termine della gara, Mister Cazzarò si è soffermato a parlare della prestazione disputata dalla sua squadra, partendo in primis dalla defezione in organico che ha caratterizzato la vigilia dell'incontro: “Nei giorni scorsi abbiamo dovuto far fronte all'infortunio di Francesco De Giorgi occorsogli in allenamento. Nonostante ciò, ho preferito non snaturare il 3-4-3, inserendo sulla linea dei difensori Mbida. Mi è sembrata la scelta più logica in quanto già in passato, proprio nel Gallipoli, Jean aveva ricoperto questo ruolo. Sono soddisfatto della sua prestazione, come di quella di tutta la squadra.”

 

A proposito dell'andamento dell'incontro, il tecnico ha commentato con soddisfazione l'approccio alla partita dei “suoi” calciatori: “In settimana avevamo preparato nel dettaglio questa partita che sapevamo non sarebbe stata affatto semplice da affrontare. Nei primi minuti siamo scesi in campo convinti di voler gestire il gioco; abbiamo incontrato qualche resistenza da parte del Gallipoli nel primo quarto d'ora ma la rete di Siclari ci ha spianato la strada verso la vittoria. Nel complesso posso dire che il Taranto non ha corso quasi mai seri rischi.”

 

Mister Cazzarò ha poi proseguito soffermandosi sull'importanza della vittoria conseguita in un match che avrebbe potuto riservare delle insidie, nonostante la classifica e i due organici esprimano valori contrastanti: “Si è trattato di una partita dura che in settimana temevo particolarmente; non era una trasferta facile da affrontare. È stata una partita a tratti spigolosa, caratterizzata da tanti cartellini gialli. Arrivati a questo punto del torneo, però, ogni gara andrà affrontata con il giusto agonismo. Altro aspetto che dobbiamo tenere presente è quello relativo alle probabili squalifiche. È ovvio che nel finale di campionato si vada incontro ad ammonizioni e diffide ma non possiamo scendere in campo facendoci condizionare da questo, il nostro scopo resta la vittoria.”

 

Il pensiero conclusivo di Mister Cazzarò è rivolto ai prossimi appuntamenti, che vedranno il Taranto impegnato in due impegni casalinghi consecutivi contro Potenza prima e Serpentara poi: “In questo frangente penso esclusivamente alla prossima gara contro il Potenza; non dobbiamo lasciarci distrarre dalla classifica e pensare esclusivamente ad affrontare avversario dopo avversario, dando il massimo in ogni incontro per centrare quante più vittorie possibili.” 

Una lettera d'addio pesante come un macigno, un testamento spirituale, una dimostrazione di forza che non si ferma, fino alla fine. Eì quella scitta da Maria Grazia Mannara, la giovane morta per cancro, a pochi passi dalle ciminiere dell'Ilva, nel cuore del quartiere Tamburi. Maria Grazia ha scritto a Fabio Matacchiera, presidente delo Fondo Antidiossina, che come pubblichiamo di seguito, ha voluto rendere pubblico i testo della missiva.

Mi piacerebbe che l'Italia conoscesse questa lettera che Maria Grazia Mannara mi ha scritto prima di morire. Maria era una donna forte e coraggiosa ed era malata di cancro. Abitava nel rione Tamburi di Taranto e lottava contro la malattia e contro la fabbrica situata a pochi passi da casa sua.Ci dava informazioni e ci avvisava quando i fumi erano troppo imponenti ed entravano attraverso le sue finestre e  la soffocavano. Adesso Maria Grazia non c'è più, ma mi lascia in eredità una lettera profonda e commovente che ci deve far  riflettere. Sua figlia Cristina mi ha riferito che la sua mamma desiderava  proprio che tutti la potessero leggere.
Eccola:
"Ciao Fabio,volevo salutari, abbraciarti e ringraziarti per tutto quello che hai fatto e fai per questa città, la mia vita è alla fine, io sono arrivata alla fine, la malattia, inflittami senza averne colpa, mi hanno devastata e consumata, ma di tutto lo schifo che ho visto in questa città voi siete stati capaci di ridarmi fiducia e speranza che la gente sana combattiva, che rischia tutto per gli altri esiste. Avrei voluto espormi anch'io e denunciare tutto lo schifo sanitario che abbiamo e che ci abbandonano alla fine a marcire in un' agonia devastante. Volevo telefonarti sentirti, dirti di insistere di più sui morti e sui malati, raccogliere testimonianze, foto prove, solo noi possiamo dire la verità, ma non possiamo muoverci! Andate voi, tutti, documentate il loro stato di disagio e abbandono! Scusami ho parlato troppo, ancora vorrei combattere, ma...! Ti voglio bene e ti porterò nel mio cuore...salutami tu tutti coloro che combattono con te, siete stati la famiglia che ha fatto rivivere l'amore e il rispetto per la vita". f.to Mariagrazia Mannara

Che riposi in pace.
Ringrazio e saluto

Fabio Matacchiera (Fondo Antidiossina Taranto)

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